Sarà presentato in anteprima nazionale a Oliveto Citra (SA), nell’ambito della 42ª edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno, l’ultimo libro dello scrittore Erri De Luca, dal titolo Sotto processo, edito da Feltrinelli e in uscita il 15 settembre. L’incontro con l’autore napoletano, nuovo appuntamento della sezione “Un libro, un autore”, si terrà domani, giovedì 10 settembre, alle 19, presso l’Auditorium regionale Largo della Memoria.
“Parole da difendere” è il titolo dell’incontro, una riflessione che si inserisce nel più ampio tema scelto per il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno 2026, “Avvisi di burrasca [?]”.
«Un manipolo di persone al di sotto dei trent’anni sequestra e processa una figura esemplare di vecchio. Si svolge un interrogatorio serrato tra l’accusa dei giovani e la difesa dell’anziano. Non ci sono margini di conciliazione. La sentenza finale è irreversibile»: questa la descrizione del nuovo romanzo di Erri De Luca, che affronta il divario generazionale e mette sul banco degli imputati non soltanto un uomo, ma l’idea stessa di generazione, di autorità e di continuità.
Il romanzo è seguito da una nuova edizione de La parola contraria, che include la dichiarazione integrale resa in tribunale da Erri De Luca durante il processo del 2015, quando fu perseguito per la sua posizione sulle proteste contro la linea ad alta velocità in Val di Susa.
Sempre nella sezione “Un libro, un autore”, domani Oliveto Citra ospiterà anche Oscar Farinetti, che torna al Premio Sele d’Oro Mezzogiorno per presentare il suo ultimo saggio, scritto con Piercarlo Grimaldi, Omero non deve morire, edito da Solferino Saggi. L’incontro si terrà alle 17.30, nell’Auditorium regionale.
Con Farinetti interverranno il sindaco di Oliveto Citra, Mino Pignata, e il presidente dell’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, Andrea Prete. Modera Giuseppe Zito di Noema ICC.
Se con Erri De Luca al centro del confronto c’è la difesa della parola, il saggio di Farinetti e Grimaldi si interroga invece sulla crisi del linguaggio e dei valori nell’epoca della comunicazione digitale. Omero non deve morire racconta, infatti, «nell’era della parola manipolata, tradita, dispersa, vuota», un’epoca in cui la comunicazione è «dirottata dalle oligarchie digitali», e sottolinea la necessità di «un Omero dei nostri giorni» capace di spingere la società a cambiare abitudini e a uscire da un «sonno caotico e ipocrita».
Attraverso storie, memorie e visioni che intrecciano Langhe e mondo globale, tradizione contadina e rivoluzione digitale, Oscar Farinetti e Piercarlo Grimaldi indagano la crisi antropologica del linguaggio e dei valori che lo abitano – dalla democrazia all’antifascismo – minacciati da superficialità, disuguaglianza e perdita di senso. Un percorso che, tuttavia, non si traduce in un canto nostalgico, ma in una vera e propria chiamata all’azione: salvare la parola significa salvare l’umano.
Le pagine del saggio disegnano così un programma per recuperare il senso della comunità e la capacità di tessere narrazioni in grado di unire anziché dividere, costruire anziché distruggere. Un tema che dialoga idealmente con quello dell’incontro con De Luca e con la riflessione più ampia proposta quest’anno dal Premio Sele d’Oro.
La ricca giornata di domani al Sele d’Oro inizierà alle 11, nell’aula consiliare del Comune di Oliveto Citra, con l’incontro “L’Oklahoma incontra Oliveto”, dedicato al ricordo di Ernest Childers e della battaglia del settembre ’43. Dopo la visita alla Collina degli Eroi e l’apposizione della targa nell’aula consiliare, sarà presentata la mostra fotografica Popoli nativi in guerra, a cura di David D’Andrea e Giuseppe Fresolone.
In serata, alle 20, sempre nell’Auditorium regionale, è in programma la proiezione del docufilm La notte che cambiò tutto, per la regia di Massimiliano Manzo. Il lavoro è stato realizzato dal Comune di Oliveto Citra nell’ambito del progetto “Il borgo dei fermenti - culture, servizi, nuova residenzialità, inclusione sociale”, con il contributo del Pnrr.
All’evento parteciperanno Mauro Berruto, deputato della Repubblica, scrittore e giornalista, ed Elena Miglietti, giornalista, autrice e docente presso la Scuola Holden.
Una giornata, dunque, che attraverso libri, testimonianze, memoria e cinema intreccia passato e presente, mettendo al centro il valore delle parole e la necessità di costruire nuovi strumenti per leggere e affrontare le trasformazioni della società.

