Delfini spiaggiati, avvistamenti di squali, invasione di meduse sulla spiaggia di Amalfi, una tartaruga trovata morta sulla battigia di Maiori, alghe e pesci tropicali che infestano il nostro mare e le specie marine autoctone. Negli ultimi tempi assistiamo sempre più spesso ad episodi “strani” sulle coste salernitane e della Costiera Amalfitana, che colpiscono soprattutto la sensibilità delle persone maggiormente sensibili alle tematiche ambientali e faunistiche, a dire il vero fortunatamente in crescita.
Sono forse campanelli d’allarme per il nostro territorio e in genere per tutto il pianeta Terra? Probabilmente si tratta dei primi risvolti causati dal surriscaldamento globale, un processo che potrebbe divenire presto irreversibile se l’uomo non apporterà le dovute modifiche al proprio sistema di vita e di pensiero. Ma a spiegarci meglio gli avvenimenti degli ultimi tempi sul litorale salernitano-amalfitano abbiamo interpellato un esperto del settore, Alfonso Albero, capo dell’ENPA Nucleo Guardie Salerno, da sempre una delle organizzazioni più attive a difesa degli animali.
Cominciamo con quanto successo ad Amalfi: la moria di Barchette San Pietro è un caso raro in Italia…
Negli ultimi anni è sicuramente un evento di cui non si ha memoria. Sicuramente è legato al cambiamento climatico. Il Mediterraneo sta diventando, per dirla scherzosamente, una “conca di brodo”. Siccome le temperature si stanno innalzando stanno entrando anche animali che prima erano soliti restare nei Paesi più caldi. Sicuramente sono state portate a riva dalla mareggiata, ma per essere portate a riva vuol dire che sono sulle nostre coste, giunte qui per i suddetti cambiamenti climatici.
Sempre più casi di delfini e tartarughe spiaggiati sui nostri litorali. E’ solo colpa delle mareggiate?
Nel Golfo di Napoli, tra Capri, Ischia e Cuma, c’è una zona di depressione conosciuta come “Canyon di Cuma” dove cetacei e tartarughe vanno a foraggiarsi. Il problema dello spiaggiamento dei delfini può essere dovuto anche all’uso dell’airgun, un nuovo metodo di pre-trivellazione che serve a trovare petrolio o fonti energetiche. Proprio un paio di giorni prima del ritrovamento c’era stato nel Golfo di Napoli l’uso di questa strumentazione che provoca delle onde che potrebbero dare fastidio a questi animali.
Come bisogna comportarsi dinanzi ad un delfino spiaggiato?
Per prima cosa bisogna notare se ha delle lesioni o se ha qualche oggetto in bocca. Questi animali devono risalire a galla per respirare e poi devono riscende per procacciarsi il cibo. A volte l’ingestione di troppa plastica li rende troppo leggeri, non riescono a scendere e restano a galla.
Anche gli avvistamenti di squali, soprattutto in estate, si fanno più diffusi.
Con la pesca che si fa sempre più intensiva i predatori sono costretti ad avvicinarsi più a riva per trovare cibo e molte volte restano impigliati nelle reti. Molti pescatori per non essere sanzionati li liberano e li ributtano in acqua, essendo feriti non riescono più a riprendersi e arrivano sulle nostre coste. Ad esempio la tartaruga ritrovata a Maiori aveva dei segni sul collo perché era rimasta impigliata nelle reti. Noi abbiamo preso accordi con dei consorzi di pescatori per questi fenomeni qua. Loro hanno sempre un po’ paura di chiamare la capitaneria di porto ed essere sanzionati.
Quante specie marine alloctone possiamo catalogare nei nostri mari?
Il pesce palla è arrivato dalle nostre parti, è di per sé un pesce tossico, anche quando lo cuciniamo nelle cucine orientali va preparato bene perché va tolta una parte di organi interni in quanto tossica per l’essere umano. Su questa specie c’è un allerta del Ministero. Poi c’è il siluro, una specie di pesce gatto che è abbastanza infestante. E un’alga killer che è la Caulerpa taxifolia, alga tropicale che sta infestando il Mediterraneo e prende il posto della nostra Posidonia. Questa varia le qualità organolettiche dei Saraghi conferendo un sapore “cartonato” dovuto a quest’alga che brucia i grassi dei Saraghi e gli dà questo sapore amaro.
Queste specie tropicali sono pericolose per le specie autoctone?
C’è una tartaruga con le guance rosse o gialle che acquistiamo negli acquari a pochi euro, poi magari crescono, non si sa dove sistemarle e spesso vengono abbandonate nei fiumi e nei laghi e questo è molto sbagliato, perchè sono molto più aggressive delle nostre tartarughe, dato che arrivano dalla Louisiana dove ci sono alligatori e caimani. Quindi quando arrivano qua si trovano a proprio agio perché non ci sono tanti predatori.


