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Scafati. L'Antimafia scopre i segreti di Aliberti Jr: soldi, assegni in bianco e fatture di tre sue società

15 Luglio 2016 Author :  

A casa di Aliberti JR: soldi, assegni in bianco e fatture di tre società a lui riconducibili. Ben sette ore, tanto è durata la perquisizione, avvenuta lo scorso 7 luglio, a carico del fratello del primo cittadino nella sua abitazione di via Aquino, luogo dove hanno sede anche le società di servizi a lui riconducibili, la Max Service, la Job Service e la 626 Service. Il 7 luglio scorso gli uomini dell'arma e della DIA notificarono a Nello Aliberti un secondo avviso di garanzia, dopo quello del 18 settembre ed eseguirono un decreto di perquisizione su disposizione del PM Vincenzo Montemurro magistrato della DDA salernitana. Il reato contemplato nell'avviso di garanzia notificato a tutti gli indagati era quello di associazione a delinquere finalizzata al voto di scambio politico/mafioso, una modalità che avrebbe favorito il sindaco del Comune di Scafati, Pasquale Aliberti e Monica Paolino, moglie del primo cittadino e consigliere regionale, durante le competizioni elettorali del 2013 e 2015, i reati sarebbero avvenuti a Scafati in questi anni "con condotta tuttora perdurante" . Il procedimento penale è iscritto all'R.G. con il n.4660/2012 lo stesso nel quale, dal 18 settembre scorso, sono iscritti come indagati per condotte avvenute dal 2010 al 2015 il sindaco Aliberti, il fratello Nello, la moglie Monica Paolino, la segretaria comunale Di Saia e lo staffista Giovanni Cozzolino. Giovedì scorso l'indagine coordinata dalla DIA e partita inizialmente con il blitz di settembre, si è estesa ad altri indagati e ha visto coinvolto il consigliere comunale Roberto Barchiesi, l'ex membro del cda dell'Acse, Ciro Petrucci, oltre ad Anna, Gennaro e Andrea Ridosso. Nell'avviso di garanzia notificato lo scorso 7 luglio agli indagati la Procura sostiene che "a carico degli indagati nei cui confronti si procede risultano acquisiti gravi indizi di reità in ordine alla commissione dei reati per cui si procede e tanto emerge, in maniera inequivoca, dalle indagini sin qui svolte dal Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera e dalla DIA di Salerno nonchè dalle dichiarazioni di persone informate sui fatti, il tutto compendiato nelle informative di PG in atti" . Gli uomini della DIA coordinati dal Capitano Iannaccone, assistiti dai carabinieri della Tenenza di Pagani iniziarono la perquisizione in casa di Aliberti JR alle ore 7 circa estendendola nelle ore successive agli uffici delle società Max Service, Job Service e 626 Service, fu oggetto di controllo anche un'autovettura Opel Astra noleggiata a Bolzano e in uso a Nello Maurizio Aliberti. Alla perquisizione in modo saltuario furono presenti il sindaco, la madre dei fratelli Aliberti e un conoscente di famiglia risultato poi essere il titolare di tre assegni bancari in bianco ritrovati su di un davanzale accanto ad una somma in contanti di circa 1600 euro, il denaro e gli assegni, dopo averne effettuato una copia, furono restituiti all'indagato. Gli inquirenti giovedì scorso hanno posto sotto sequestro una cospicua documentazione contenente gli elenchi dei clienti e dei fornitori delle società intestate a Nello Aliberti. Gli uomini dell'Antimafia avrebbero puntato la lente soprattutto sui rapporti delle società di Nello Aliberti con alcune aziende impegnate nei campi delle pulizie, del recupero dei rifiuti e del calcestruzzo che hanno avuti rapporti anche con la Pubblica Amministrazione scafatese, tra queste la Maxiclean, la Sadriana, la Sea srl , Torretta Cave e la Sal.Mar oltre ad altre aziende. Attenzionato anche il rapporto di incarico professionale tra la Job Service di Nello Aliberti e la Openjobmetis s.p.a., durante la perquisizione furono rinvenuti circa 30 atti di compravendita di immobili, alcuni di essi potrebbero essere quelli riguardanti i beni immobili del consigliere Mario Santocchio e che Nello Aliberti si fece consegnare dal notaio D'Aquino dietro regolare richiesta, rimangono avvolti nel mistero i motivi di tale acquisizione di atti notarili riguardanti un consigliere comunale da parte del fratello del sindaco. Per questo episodio ci fu uno scambio di accuse tra Nello Aliberti e Mario Santocchio che sembra sia sfociato in denunce reciproche sporte alle autorità giudiziarie. Le operazioni di sequestro terminarono alle 14 e 30 circa, una copia del verbale fu consegnata anche ai legali di Nello Aliberti, gli avvocati D'Amaro e Pentangelo. Ora però Aliberti Jr: scelto l'avvocato De Caro, lo stesso di Nicola Cosentino. Ieri un nuovo blitz.

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