Le elezioni regionali sponsorizzate dal clan, uno dei motivi per cui Montemurro insiste: Pasquale Aliberti, suo fratello e gli uomini del clan non possono restare “liberi”. Loro avevano messo in piedi un sistema che tuttora può funzionare e quindi va fermato. È proprio l'imprenditore Aniello Longobardi, zio di Diego Chirico, attuale assessore di Scafati, che, ascoltato dall'antimafia come persona informata dei fatti, racconta i rapporti tra Pasquale Aliberti e il gruppo Loreto Ridosso. Nel 2014 era stato proprio il sindaco Aliberti a chiedere a Longobardi di indire un incontro con Luigi Ridosso per fargli cambiare idea sulla nomina di Alfredo Berritto alla vicepresidenza della partecipata comunale. Era stato proprio Barchiesi a volerlo ma alla fine la scelta finì su Ciro Petrucci. Longobardi specifica che lui non era a conoscenza degli accordi fatti prima delle elezioni tra il clan e il sindaco Pasquale Aliberti ma il suo coinvolgimento era iniziato nel 2014. Nel 2015 poi in occasione delle elezioni regionali, fu organizzata una riunione con Ciro Petrucci e Luigi Ridosso di in Via catalano a Scafati. Secondo quanto dichiarato da Longobardi agli inquirenti, Ridosso e Loreto erano interessati a ricevere appalti Acse attraverso la nomina per cui avevano fatto pressione al sindaco Pasquale Aliberti. Nomina che però fu fatta successivamente dal vicesindaco Giancarlo Fele.
LE DICHIARAZIONI DI NELLO LONGOBARDI - "Sono stato per 9 anni amministratore Acse ma non ho mai fatto fare lavori al gruppo Ridosso Loreto, ricordo che questi ultimi mi guardavano quasi come un “traditore” perché a loro dire avevo fatto lavorare imprese esterne non loro che erano di Scafati" dice Longobardi agli inquirenti. In merito invece alle minacce di morte presunte ricevute dal fratello del sindaco Nello Aliberti, Longobardi racconta di non saperne nulla in merito ed anzi, quando il fratello del sindaco gli chiese di fare da piacere con Alfonso Loreto e Luigi Ridosso per i suoi rapporti lavorativi con i personaggi in questione, non gli era nemmeno sembrato spaventato. Per il pm Montemurro, la nomina di Petrucci all'Acse si inquadra perfettamente nella fattispecie del reato di scambio elettorale politico-mafioso. Infatti poi, Petrucci aveva subito dato un appalto a Italy service che è una società che Loreto indica come appartenente al clan. Infatti nella Italy service risultano come dipendenti Luigi Ridosso e Gennaro Ridosso il cui rapporto lavorativo prosegue anche dopo l'arresto. Prima c'era la ditta Maxi clean che poi aveva passato il testimone alla Gima srl ma quando doveva subentrare la Italy service in maniera effettiva c'è stato l'arresto e di conseguenza il titolare, che era una testa di legno, non ha potuto prendere iniziative perché non aveva più la direzione del clan. Questa società era nata su consiglio del sindaco Pasquale Aliberti che aveva detto Alfonso Lorenzo di creare una società fatta da persone incensurate e non con sede a Scafati per riuscire a prendere senza dare nell'occhio. Questa almeno è la versione del pentito. Infatti la testa di legno scelta, tale Mario Sabatino di Castellammare di Stabia non aveva alcun precedente se non una segnalazione per guida senza patente e senza assicurazione. Lo stesso Loreto poi, a proposito dei rapporti con il clan, aveva raccontato che oltre agli affari e agli appalti si parlava spesso anche di voti e quindi nel 2015 quando si era candidata Monica Paolino come consigliere regionale, fu lo stesso Aliberti a chiedere sostegno a Luigi e Gennaro Ridosso.
I COMIZI DI MONICA PAOLINO - Fu organizzata quindi una riunione elettorale a casa di Anna Ridosso, la sorella di Romolo (fu scelta quella casa perché ha un grande parcheggio in quanto si trova vicino allo stadio comunale) per promuovere Monica Paolino che era intervenuta insieme a Giovanni Cozzolino, staffista del sindaco Pasquale Aliberti. A curare l'organizzazione era stato Giovanni Vincenzo Immediato, cognato di Ciro Petrucci e contiguo al clan camorristico, oltre ovviamente alla partecipazione di Luigi Gennaro Ridosso. A quella riunione c'erano circa 100 persone e non era aperta al pubblico ma solo i fedelissimi ovvero quelli a cui Pasquale Aliberti aveva chiesto voti per la moglie: si trattava di una riunione a porte chiuse, con la famiglia Ridosso con Luigi e Andrea che dovevano portare gente e consensi. Del resto, come racconta lo stesso Loreto, Pasquale Aliberti aveva fatto assumere Andrea Ridosso al Piano di Zona poco prima.
LORETO E LA DOMANDA FATALE - "Ma fu fatta una vera e propria campagna elettorale per Monica Paolino?" Così Vincenzo Montemurro chiede ad Alfonso Loreto, per capire se il patto criminale con la politica siglato nel 2013 era stato anche riconfermato per il 2015 per l'elezione di Monica Paolino nel Consiglio regionale. Alfonso Loreto risponde senza esitare:"Sì, però da parte solo di Luigi Andrea ridosso perché io mi incontrai con Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello nei pressi di una cooperativa via Passanti e mi fece capire che voleva il mio aiuto mi disse "perché non passate con me? perché non fate questo con me?". "Per accontentarlo facemmo una riunione nelle palazzine a Mariconda dove abito io con 50 60 persone perché non potevamo appoggiare lui sei ridosso appoggiano la Paolino" spiega Loreto " Pasquale Coppola in quell'occasione regalo €500 a Dario Spinelli perché si era fatta la riunione nel palazzo dove abitava". La conferma dell'appoggio di ridosso a Monica Paolino per le regionali sarà confermato anche da Aniello Longobardi e del resto, anche il tabulato telefonico, inchioda per quelle giornate raccontate dai testimoni e dei collaboratori di giustizia, tutti gli attori nel caso.


