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Politica & Camorra, Ridosso Jr: "Ecco com'è nata la lista Grande Scafati e i miei rapporti con Aliberti"

22 Ottobre 2016 Author :  

Un “bravo ragazzo” con la passione per la politica. Così si dipinge Andrea Ridosso davanti al pm Vincenzo Montemurro, convocato dopo aver ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta sulla 'Politica e camorra' a Scafati nel corso della campagna elettorale 2013 e in quella 2015.
Accompagnato dal suo difensore di fiducia, Andrea Ridosso risponde alle domande degli inquirenti e racconta in che modo fu organizzata la lista “Grande Scafati” in cui fu candidato al suo posto, Roberto Barchiesi. Già tra il 2011-2012, Andrea Ridosso dichiara di aver conosciuto il sindaco Angelo Pasqualino Aliberti (indagato per i rapporti con la camorra) in quanto aveva svolto un tirocinio presso il Comune di Scafati nell'ambito dei servizi sociali. In quell'occasione aveva conosciuto lo staffista del sindaco, anche lui indagato, Giovanni Cozzolino.

L'IMBARAZZO DI CHIAMARSI “RIDOSSO” - Andrea Ridosso spiega agli inquirenti che era lui stesso a vergognarsi del cognome e di tutto quello che gli aveva già provocato nel corso della sua vita, ma, nonostante tutto si era fatto comunque ben volere: "Riuscì ad essere ben visto, tanto da pensare ad una candidatura. Mi accorsi di avere un ottimo consenso fino a manifestare apertamente l'intenzione di candidarmi, verso la fine del 2012". A questa decisione però Aliberti non reagì come lui si aspettava – stando alla ricostruzione del 27enne - e nemmeno Giovanni Cozzolino ne sembrò entusiasta.

IL RUOLO DI NICOLA ACANFORA? - Nelle dichiarazioni di Andrea Ridosso compare per la prima volta in questa inchiesta, anche l'attuale assessore Nicola Acanfora. A lui infatti fu dato l'arduo compito di dire la verità al giovane aspirante candidato. “Nicola Acanfora mi confermò che il mio cognome, associato alle vicende giudiziarie dei miei diretti congiunti, non era compatibile con la mia candidatura consigliandomi quindi desistere da tale intento. Nonostante ciò – dice Ridosso Jr - continuavo a cercare consensi nelle mie strette amicizie e riuscì a farmi ricevere, dopo alcuni tentativi, anche dal sindaco Pasquale Aliberti al quale avrei voluto spiegare le ragioni e la volontà di candidarmi, per sostenerlo. Ciò accadeva tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013".

COSA PENSAVA ALIBERTI? - Secondo il racconto di Andrea Ridosso anche Aliberti fece riferimento alle scomode parentele del ragazzo a proposito della sua candidatura, ma lui stesso gli ricordò che c'erano anche altre persone non proprio 'linde e pinte' all'interno delle liste del primo cittadino uscente: "Nelle liste c'erano persone di dubbia moralità o comunque parenti di pregiudicati, come nel caso di A. M., figlio di A. che era stato detenuto diversi anni" dice Ridosso.

IL "Nì" DI ALIBERTI - Per le dichiarazioni di Andrea Ridosso, Aliberti se anche disse no alla candidatura del ventisettenne incensurato per motivi di opportunità, però gli chiese in maniera diretta convocandolo per il suo sostegno elettorale. Il ragazzo infatti si era lamentato con suo fratello Luigi Ridosso e con la titolare di un noto bar per il rifiuto iniziale ricevuto e fu allora che il fratello gli disse che ne avrebbe parlato con Nello Longobardi per cercare di mediare con il primo cittadino. Andrea Ridosso però smentisce una dichiarazione fatta da un pentito e conferma che non ha mai incontrato il sindaco Pasquale Aliberti presso la sua abitazione.

ECCO COM'E' STATA COSTRUITA LA LISTA "GRANDE SCAFATI" - Raffaele Lupo stava formando la lista 'Grande Scafati' e fu Luigi Ridosso a presentarlo a suo fratello. Raffaele Lupo, ex consigliere comunale e provinciale, infatti sceglieva i candidati e provò invano a convincere il sindaco a candidare Andrea Ridosso. Il nome scelto invece fu quello di Roberto Barchiesi.

E IL PASSO INDIETRO DI BARCHIESI? - Roberto Barchiesi? Andrea Ridosso dice di conoscerlo in quanto zio di Alfonso Loreto, socio di suo fratello Luigi e di suo cugino. Il ventisettenne racconta agli inquirenti che Roberto Barchiesi si era detto pronto a fare un passo indietro rispetto alla sua candidatura se il sindaco avesse accettato quella di Andrea Ridosso, in modo tale che i voti delle famiglie Ridosso Loreto, potessero confluire sul nome del giovane aspirante candidato. Infatti le famiglie Ridosso-Loreto volevano un solo candidato nella lista 'Grande Scafati', tanto è vero che lo stesso Andrea Ridosso sostenne Barchiesi e anzi dichiara che “è stato eletto con circa 300 voti dei quali circa 200 sono stati procurati da me".

ALIBERTI E I RAPPORTI CON RIDOSSO JR - Ma non finiscono qua i rapporti tra Pasquale Aliberti e Andrea Ridosso. Insieme a Raffaele Lupo, infatti, ci fu un altro incontro in un bar della Nazionale per discutere di altri candidati della lista grande Scafati. Al ventisettenne fu chiesto di impegnarsi attivamente e quando mancava un nome in lista. Fu proprio Andrea Ridosso a consigliare la candidatura di un praticante avvocato suo amico, per la lista.

IL COMITATO ELETTORALE DEI RIDOSSO - Andrea Ridosso racconta agli inquirenti che il sindaco Pasquale Aliberti era stato anche a trovarlo, in alcune occasioni, presso il comitato elettorale che era stato aperto in prossimità del bar Alba nel corso della campagna elettorale. Spesso poi c'erano stati altri episodi: "Ho incontrato il sindaco Aliberti anche in altre circostanze in occasione delle quali era accompagnato da Patrizia Sicignano (sorella dell'attuale assessore Raffaele Sicignano) e da Giovanni Cozzolino".

IL FRATELLO "ESTRANEO AI FATTI" - Andrea Ridosso racconta agli inquirenti del coinvolgimento del fratello Luigi Ridosso nella campagna elettorale per l'elezione di Roberto Barchiesi e del sindaco Pasquale Aliberti: “Mio fratello più volte mi veniva a trovare presso la sede del comitato elettorale della lista di Barchiesi presto cui operavo e mi ha presentato persone a cui ho segnalato la candidatura di Barchiesi per procacciarsi dei voti"'. Il patto coi Ridosso quindi, viene confermato anche dalle sue parole.

 

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