Due Salernitani rischiano il processo per il video hard di Tiziana Cantone
Sono gli amici a cui poco più di un anno fa Tiziana avrebbe mandato via Whatsapp il filmato girato con il fidanzato e che, senza il suo consenso, sarebbe stato diffuso ad altri e sul web in una circolazione divenuta in poco tempo virale. È stata respinta la richiesta di archiviazione per cinque indagati, tra cui due trentenni di Battipaglia, accusati di aver diffuso in rete il video hard di Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano che lo scorso settembre, proprio per quelle immagini, si è suicidata. I cinque sono indagati per diffamazione dalla Procura di Napoli, mentre un’altra inchiesta (nella quale non risultano coinvolti) è aperta dagli inquirenti di Napoli Nord per l’ipotesi di istigazione al suicidio. Un mese fa il sostituto procuratore Alessandro Milita aveva chiesto l’archiviazione del procedimento per la diffamazione, ma il giudice delle indagini preliminari Tommaso Perrella l’ha rigettata. È probabile che il gip disponga un approfondimento di indagine, prima di decidere tra proscioglimento e imputazione. A rischiare un processo ci sono anche E.I. e A.I. di Battipaglia, oltre a due napoletani e a un uomo di Milano.


