Salerno, Ruggi, Mercato San Severino e Cava: ecco la nuova organizzazione ospedaliera

15 Dicembre 2016 Author :  

Atto aziendale, Ruggi senza più reparti per l'aborto e Cava “salvato”. Gli ospedali nei quali veniva praticato l’aborto erano tre Ruggi, Cava e San Severino. «Con le chiusure di due Ginecologie e la conseguente perdita di posti letto, non c’è più il servizio d’interruzione. È rimasto solo il Ruggi. Sempre a Salerno, poi, chiuderà la Chirurgia Oncologica: d’ora in avanti, gli interventi specifici di chirurgia tumorale verranno affidati alla Chirurgia generale. Non esisterà a Salerno e provincia una chirurgia dedicata a queste patologie. L’Azienda ha preferito non istituire un reparto dedicato e quindi prevedere nuovi posti letto, ma ha optato per la Chirurgia specialistica oncologica mini-invasiva in laparoscopia: branca di alta specializzazione che rientrerà nella Chirurgia e forse sarà seguita da un professore universitario. Il «Ruggi però avrà un’Unità spinale, una struttura semplice neuromuscolare (Sla), l’istituzione di una Chirurgia toracica, il potenziamento di Urologia tra San Severino e Ruggi, da 30 posti a 45. Ok, per Leo, anche all’aumento al Ruggi dei posti letto di Nefrologia da 18 a 30, Oculistica che ne avrà 30, Ematologia che passa da 10 a 15. Favorevoli all’Ortopedia al Ruggi e a Cava e alla crescita dei posti letto di Ginecologia al Ruggi: dopo le chiusure di Cava e San Severno «avrà 46 posti invece di 38». Sì alla doppia Cardiochirurgia al Ruggi (da 20 a 30 posti; a San Severino e Cava ci sono solo Cardiologie), al nuovo reparto di Neuropsichiatria infantile (15 posti) e all’istituzione di Psichiatria universitaria: 15 posti.

IL CASO CAVA - Il nuovo atto aziendale del Ruggi conferma gli 87 posti letto al Santa Maria dell’Olmo di Cava e i servizi essenziali dell’ospedale. La temuta chiusura della rianimazione e della pediatria, dunque, non ci sarà. il Santa Maria dell’Olmo garantirà una funzione di pronto soccorso e di osservazione breve intensiva (Obi)». Inoltre il «pronto soccorso, nella presa in carico del paziente, sarà supportato dalla chirurgia generale, rianimazione, medicina generale, cardiologia e Utic». E ancora, con la riconfigurazione aziendale Cava rilancia l’endocrinochirurgia, con particolare attenzione sarà posta alla diagnosi e cura delle patologie tiroidee. Il Santa Maria dell’Olmo, nel nuovo atto, ha visto anche la conferma del potenziamento dell’attività traumatologica ed ortopedica, considerata la lunga lista di attesa degli interventi chirurgici di pazienti traumatizzati e di anziani vittime di fratture di femore. Dal documento, infine, risulta che l’ospedale ospiterà anche il centro per la procreazione medicalmente assistita. In tutto saranno, dunque, 87 posti letto così distribuiti: 4 posti alla rianimazione che è un reparto ad indirizzo universitario; 15 alla chirurgia generale e di urgenza, anch’essa universitaria; 14 alla lungodegenza; 12 alla cardiologia; 4 all’utic; 15 alla medicina generale; 2 alla dermatologia; 9 alla pediatria; 12 all’ortopedia.

 

OSPEDALE: 91 POSTI AL SANTA MARIA DELL’OLMO - Con la delibera di adozione dell’Atto Aziendale n.299 dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, è stato varato il nuovo piano di organizzazione e funzionamento aziendale che prevede per l’Ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni, l’assegnazione di 91 posti letto, con funzione di Pronto Soccorso ed Obi (4 posti) Medicina Generale (15 posti), Chirurgia Generale e d’urgenza (15 posti), Cardiologia con Utic (12 + 4 posti), Anestesia e Rianimazione (4 posti), Ortotraumatologia (12 posti), Dermatologia (2 posti), Lungodegenza (14 posti), Pediatria (9 posti), oltre ai servizi di Endicronologia, Radiologia, Patologia Clinica. Inoltre, la struttura cavese ospiterà il Centro di procreazione medicalmente assistita, oltre ad una dotazione tecnologica avanzata, in costante collegamento con le specialità emergenziali e cardiovascolari del Ruggi. “Sono contento di aver restituito a Cava de’ Tirreni il suo ospedale – afferma il Sindaco Vincenzo Servalli - se consideriamo che siamo partiti dal decreto 49 del 2000 che con zero posti letto ne aveva di fatto sancito la chiusura. Oggi, con il definitivo Atto Aziendale licenziato dalla Regione, abbiamo la certezza di 91 posti letto. Un risultato per il quale ringraziamo il governatore Vincenzo De Luca ed il direttore generale Nicola Cantone che ci hanno sostenuto in questi mesi consegnandoci un ospedale che ha ottenuto finalmente la dignità che merita, anche se dovremo sempre mantenere alta la nostra attenzione”.

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