Il Pip di Scafati è individuato nella zona di Cappella dove ha sede un'altra azienda a loro vicina: la Helios. L'appezzamento di terreno, circa diecimila metri, si trova a poche decine di metri dall'azienda Helios che si occupa di smaltimento di rifiuti e che da tempo arreca numerosi disagi a tutta la città di Scafati tanto che la Procura di Salerno ne ha disposto il sequestro in parte e l'amministrazione giudiziaria. La convenzione tra l'azienda di rifiuti e l'Agroinvest avrebbe potuto così permettere anche un ampliamento del sito di stoccaggio.
L'Antimafia vuole vederci chiaro e attraverso una consulenza tecnica sta studiando la fattibilità e la regolarità dello "scambio" di lotti tra i due Pip. Un'operazione che non porterebbe alcun vantaggio in termini economici al Pip di Scafati, dunque quali gli interessi ? Perché permettere ad un sito di stoccaggio di rifiuti che crea disagi ambientali di ampliarsi? Perché non sono stati presi i dovuti provvedimenti a tutela della salute pubblica? Perché non sono stati effettuati tutti i dovuti controlli? Questi sono solo alcuni dei quesiti a cui da tempo le opposizioni politiche (M5S,PD, FDI) hanno chiesto invano delle risposte all'amministrazione dell'ex sindaco Aliberti. Dalle indagini sarebbe emerso anche il pressante interessamento politico affinché l'operazione di "scambio" di lotti tra i Pip di Angri e quello di Scafati andasse in porto. In particolare le pressioni sarebbero arrivate anche da Mimmo Casciello, ex consigliere comunale già membro del cda di Agroinvest ora vice presidente Acse. L'approfondimento tecnico al vaglio della Procura Antimafia e le indagini potrebbero finalmente svelare i retroscena che hanno visto trasformare l'area Pip di Scafati nella pattumiera della Campania.


