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Scafati. Il vicepresidente della Camera Di Maio: "Noi, un'alternativa di legalità"

25 Febbraio 2017 Author :  

Luigi Di Maio arriva a Scafati per visitare in prima persona un negozio aperto grazie al microcredito voluto dal Movimento 5 Stelle in via Martiri d'Ungheria. Si tratta di un negozio di casalinghi Magico Sapone di Davide Perrella, che è stato possibile aprire grazie all'attivazione del microcredito proposto dal Movimento 5 Stelle a livello nazionale e che è arrivato come una manna garantire, a numerosi aspiranti imprenditori, l'opportunità di crearsi un'attività per garantire il sostentamento della propria famiglia. Una folla di persone ha invaso il negozio del centro cittadino per riuscire ad incontrare degli il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. “Noi ci saremo, vi siamo vicini: siete voi il futuro, quelli che lavorano senza orari e con passione per portare avanti le loro famiglie e l'economia di questo paese” ha detto ai titolari del negozio. È stata anche un'opportunità per il parlamentare di arrivare a Scafati subito dopo lo scioglimento del consiglio comunale: un momento che quindi gli ha dato la chance di parlare del caso e del futuro sulla possibile ricostruzione.

A domanda, il vicepresidente della Camera dei Deputati, Luigi Di Maio risponde:"Noi siamo sempre stati quelli che arrivano quando i vecchi partiti hanno chiaramente fallito e siamo l'alternativa per provare a rimettere in carreggiata i Comuni, o disastrati con debiti o dalla presenza di organizzazioni criminali, oppure entrambe le cose. In Lombardia, il primo comune sciolto per mafia si chiama Sedriano e noi lo governiamo adesso, ovvero subito dopo lo scioglimento. Questo dimostra che quindi rappresentiamo, anche nella percezione delle persone, un'alternativa di legalità -anche se è un termine vecchio - ma sicuramente una speranza contro la corruzione, contro quello che è stato in tutti questi anni un modo di gestire la cosa pubblica – spiega Di Maio - Dobbiamo stare molto attenti in quanto comuni come questi, al di là dello scioglimento hanno seri problemi nella macchina amministrativa e io quello che posso consigliare a tutti coloro che si vogliono proporre come alternativa in un comune come questo, è di metterti in contatto il più possibile con i membri delle commissioni antimafia e cercare prima di tutto di capire quale sia lo stato di salute della macchina amministrativa, perché altrimenti si rischia di non avere contezza reale di quale sia il problema. Se avremo un gruppo pronto su questo territorio, noi ci saremo in prima linea, ma non prendiamo in giro i cittadini: qualora non fossimo pronti allora non ci presenteremo perché in molte elezioni amministrative, già abbiamo fatto un passo indietro quando non siamo pronti. Al di là delle prossime elezioni, lavoriamo il più possibile per capire in che stato si trova oggi la macchina comunale perché se i servizi non funzionano, questo è legato anche all'efficienza della macchina amministrativa, che sei stata infiltrata da organizzazioni malavitose che hanno sicuramente una serie di problematiche da curare".

Per quanto concerne invece i problemi legati al fiume Sarno e all'ospedale di Scafati, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio dichiara:"Ovunque vada in questo periodo, i cittadini hanno come problemi la chiusura di un ospedale oppure di un reparto importante dell'ospedale, ma anche un problema di tipo ambientale da risolvere e che quindi riguarda la salute in particolare dei cittadini del comprensorio. Io credo che in questo momento i servizi essenziali di questo paese siano stati distrutti in quanto qualcuno li ha gestiti con la calcolatrice per far fallire la sanità pubblica e favorire il ramo privato e quindi la sanità privata. Ciò vale anche per la giustizia privata e tutti i meccanismi di conciliazione e quanto costano: tutto si è messo in moto da oltre 10 anni. Non ci possiamo fidare di chi questi disservizi li ha creati: noi abbiamo un piano per questo paese e la salute deve essere pubblica, così come la sanità che deve essere legata al diritto costituzionalmente garantito. Questo diritto non lo dobbiamo dimenticare perché finchè la politica non uscirà dalle Asl, non ce lo garantiranno. La politica non deve più nominare i direttori delle Asl deve uscire dalle aziende sanitarie, mentre i politici ed i ministri legati al welfare della Salute, devono essere lontani dalle sanità privata: dobbiamo disintossicarci dalla tendenza alla politica di far diventare tutto politicizzato”.

 

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