San Valentino/Striano, le mani sulla città: un imprenditore "pentito" svela l'affaire appalti

03 Marzo 2017 Author :  

Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata all'abusivismo edilizio in concorso con altre persone tra imprenditori e politici, ma anche i tecnici. In particolare, secondo il decreto di rinvio a giudizio emesso per gli imputati dello scandalo abusivopoli, l'intera inchiesta sarebbe partita dalle dichiarazioni in punto di morte dell'imprenditore Claudio Lettieri che aveva raccontato alle forze dell'ordine e alla magistratura tutto il sistema San Valentino Torio in merito agli appalti e ai lavori. Secondo questo racconto del "pentito", poi confermato dalla serie di elementi raccolti dagli inquirenti Felice Luminello e Vastola Alfonso, come promotori insieme a Gennaro Basile, Prisco Maiorano, Giovanni Padovano e Antonio Musi avevano commesso una serie di reati che riguardavano le costruzioni edilizie abusive, rilasciato dei titoli abitativi in contrasto con le norme urbanistiche vigenti e avevano commesso una serie di falsi in atti e certificazioni pubbliche, turbative d'asta conferimento illecito ed esecuzione con modalità illecite di appalti pubblici e incarichi professionali in materia di lavori pubblici.

LE ACCUSE - Secondo le accuse Felice Luminello, sindaco all'epoca di San Valentino Torio insieme a Vastola Alfonso che era vicesindaco, avevano nominato in maniera illegittima una serie di funzionari comunali compiacenti come Prisco Maiorano, Giovanni Padovano (ex assessore del comune di Angri e revisore dei conti al comune di Sarno) e Antonio Musi nei settori dell'ente nevralgici che avevano lo scopo di assicurare la complicità in merito alla aggiudicazione di appalti, lavori pubblici emettendo una serie di titoli abitativi in favore di soggetti vicini alla propria compagine politica. A raccontare tutto prima però di trovare riscontri è stato l'imprenditore di Pavimentazioni Sas, Claudio Lettieri che era stato lui stesso a progettare queste opere pubbliche fatte in maniera illecita.

I SOLDI EXTRA - Addirittura nel 2009, 2008 e negli anni a seguire con una delibera di giunta furono attribuiti gli incarichi a Prisco Maiorano Gennaro Basile e Giovanni Padovano, erano stati nominati come responsabili del settore Lavori Pubblici e tecnico. Si trattava però di un provvedimento fatto in violazione col divieto di assumere emesso precedentemente e previsto dalla legge. Questo valeva anche per altri progetti fatti ed inoltre buongiorno anche i pareri necessari per andare avanti in questo senso con le assunzioni. In giunta con la complicità degli allora assessori erano stati anche aumentati i compensi per questi funzionari in diverse occasioni ed in maniera non sempre legittima.

I COINVOLTI - Insomma, un vero e proprio sistema San Valentino Torio per cui erano stati rinviati a giudizio i politici, tecnici e imprenditori conivolti nello scandalo di San Valentino Torio a cavallo con Striano, per l'abusivismo edilizio (CLICCA QUI PER LEGGERE). Nel processo “Abusivopoli” sono finiti il sindaco di Striano Aristide Rendina (in qualità di tecnico), l'ex sindaco di San Valentino Torio, Felice Luminello e numerosi altri politici. In particolare: l’ex vicesindaco Alfonso Vastola; l'ex geometra comunale Prisco Maiorano, l’ex segretario comunale Gennaro Basile (ora consigliere comunale di maggioranza a Sarno), Giovanni Padovano di Angri, ex dirigente comunale settore economico a San Valentino ed ex assessore di Angri, ed Antonio Musi. Archiviata la posizione di Claudio Lettieri di Sarno, nel frattempo deceduto. A processo anche Aldo Longobardi, e gli ex assessori Massimiliano Russo, Michele Napoletano e Teresa Vastola. Rinviata a giudizio anche l’imprenditrice Lucia Serpe (legale rappresentante della Pavimentazioni sas), l’ingegnere Nicola Annunziata di Sarno, Salvatore Visone di Avellino; Domenico Calabria, tecnico progettista, Francesco Caldarelli, tecnico progettista di San Giuseppe Vesuviano; Luigi Mautone di Marigliano (legale rappresentante della De.Sa.Ma. Costruzioni S.r.l.), Giancarlo Maresca di Nocera Superiore, collaudatore dell’opera di riqualificazione dello stadio. Affronterà il processo anche Antonietta Buono, moglie dell'ex vicesindaco Vastola (madre di quello attuale) per una dichiarazione mendace fatta al Comune e come committente di alcuni lavori. I progettisti Aniello Gioiella e Leonardo Botta di Bracigliano, Benedetto Ruggiero, Alfonso Martorelli, Angelo Lanzetta (comandante dei vigili di San Valentino Torio) dovranno affrontare a loro volta il processo. A processo anche il sindaco di Striano Aristide Rendina insieme a Domenico Sorvillo di Striano e Donato Greco. Rinviati a giudizio, infine anche Andrea Miranda, Giovandomenico Formosa di Roma ma originario di San Valentino; Antonio D’Ambrosio, Giuseppe Vastola tutti di San Valentino. A livello amministrativo, le opere abusive realizzate dal gruppo, dovranno essere abbattute o acquisite al patrimonio comunale nel più breve tempo possibile: si tratta di un patrimonio immobiliare di decine di milioni di euro.

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