In realtà però, quando a compiere questo gesto è una maestra delle scuole elementari, la vicenda diventa un po' più delicata. Infatti, l'apologia di fascismo resta ancora un reato in Italia: vi è la cosiddetta legge Scelba, che di fatti, riconosce e vieta la possibilità che venga riorganizzato il disciolto partito fascista e poi vi è la legge Mancino che punisce chiunque faccia propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ma anche coloro che pubblicano o perpetrano gesti e slogan legati all'ideologia fascista. In pratica viene vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo che ha tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione, alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. In pratica chiunque vada a risottolineare l'ideologia fascista rischia la reclusione e anche una pesante multa che arriva oltre 10 mila euro. Questo vale non solo per chi organizza la ricostituzione del disciolto partito fascista, ma anche per chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del Fascismo, oltre alle finalità di antidemocratiche del partito fascista.
Ecco perché vedere il post social di una molto conosciuta docente di Sarno di un noto plesso cittadino a ridosso del centro, inneggiante al fascismo ha scandalizzato non poco alcuni genitori che hanno segnalato il comportamento della prof e chiesto dei provvedimenti. Infatti la maestra delle scuole elementari e materne di un plesso cittadino ha pubblicato il post che è allegato in fotografia e di cui non sottolineamo il contenuto per ovvi motivi. Oltre al post legato alla ideologia fascista, vi è anche con un commento fatto diventare proprio dalla condivisione in cui l'educatrice mette a paragone il fascismo con la democrazia condividendo il principio alla base della sanguinaria dittatura. La pagina da cui è partita la condivisione è anche essa illegale e si chiama “Fascismo - Benito Mussolini”. Uno scivolone di cattivo gusto in una città che aveva tolto la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e per cui il sindaco Giuseppe Canfora aveva sottolineato come si trattava del “mandante dell’ assassinio di Giovanni Amendola”, che non poteva essere celebrato. Ma a prescindere dalla collocazione geografica, questo reato in passato è stato severamente punito. Basti pensare ai numerosi episodi sul caso che riguardano le dipendenti o i dipendenti del Ministero dell'Istruzione. I docenti infatti sono dipendenti dello Stato, esempi da seguire per gli alunni e se sono prima loro a non rispettare la legge e diffondere materiale così fuorviante, allora la questione si complica. Basta prendere come esempio il caso della maestra di Rivarossa (Torino) dello scorso luglio che aveva inneggiato al fascismo su Facebook ed era stata segnalata alla polizia oltre a ricevere tantissime denunce anche da parte dei genitori, tanto che il suo profilo era stato oscurato e l'ufficio scolastico regionale ne aveva promosso dei provvedimenti. Ancor prima a Venezia c'era stato un altro caso di apologia del Fascismo tra docenti e anche in quell'occasione il Ministero aveva avviato l'ispezione per valutare gli estremi l'iniziativa disciplinare nei confronti della prof. Cosa accadrà invece a Sarno? È questo che adesso si stanno chiedendo tantissimi genitori che hanno segnalato il post anche alla nostra redazione.


