Scafati. Spari contro il tabacchi e pizzo. Crocetta in Cassazione: "Sono innocente"

06 Febbraio 2018 Author :  

Arresto di Giovanni Crocetta Barbato, i difensori ricorrono in Cassazione. Nei giorni scorsi Crocetta Barbato era stato arrestato per tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso, ai danni di un commerciante scafatese. Il suo legale, il noto penalista Pasquale Morra ha presentato ricorso dinanzi alla Cassazione in merito alla decisione del Tribunale della Libertà che aveva respinto la richiesta di scarcerazione per il 25 enne di Scafati. Il giovane scafatese, volto già noto alle forze dell'ordine, era stato costretto a tornare nuovamente in carcere, questa volta a Lanciano, perché accusato della tentata estorsione nei confronti di una rivendita di tabacchi che si trova a Scafati in via della Resistenza.

L'episodio

Il giovane di Scafati è stato accusato e riconosciuto dal proprietario della struttura commerciale in quanto un quanto autore di una richiesta estorsiva, "un regalo per i carcerati", episodio avvenuto a ridosso delle festività natalizie. In realtà, la presunta richiesta estorsiva non era stata neanche precisa e secondo le stime dell'avvocato Pasquale Morra , Crocetta non avrebbe neanche consumato la vera e propria estorsione in quanto il proprietario dell'esercizio commerciale, come da lui stesso confermato, gli avrebbe detto di ripassare perché al momento aveva da fare con i clienti. Il problema è che poco dopo quella richiesta, nei confronti del tabacchi di via della Resistenza, fu esploso un colpo di pistola nella saracinesca che avrebbe fatto pensare ad un'intimidazione.

Le immagini della videosorveglianza.

Da alcune immagini della videosorveglianza della zona si desume che l'autore del raid avesse esploso il colpo intimidatorio nei confronti del tabacchi a bordo di una moto. In realtà però, sebbene Crocetta non avesse fatto mancare la sua presenza in quella zona sia con un'auto che in sella ad una moto, di certo, secondo il legale, non ci sarebbero le prove per dimostrare il suo coinvolgimento in questo episodio intimidatorio. Anche la ripetuta presenza in zona del Crocetta Barbato, che avrebbe ulteriormente insospettito il commerciante, sarebbe giustificata, come affermato dallo stesso denunciante, dalla residenza di un parente del Crocetta in un condominio ubicato di fronte al tabacchi. Un ulteriore elemento che aggravava il quadro indiziario a carico del Barbato Crocetta, secondo l'accusa, era la sua presenza nei pressi del tabacchi il giorno seguente l'esplosione del colpo di pistola. Infatti le immagini delle telecamere lo riprendevano, con la scusa di allacciarsi le scarpe, intento a verificare i danni arrecati. Anche su questo la difesa dell'avvocato Morra ha ribattuto che fosse un'illazione collegare il chinarsi dinanzi alla saracinesca con l'intento di verificare i danni arrecati dall'esplosione del colpo di pistola e non con la possibilità che il 25enne stesse davvero allacciandosi le scarpe. Adesso la richiesta di scarcerazione è al vaglio dei giudici della Corte di Cassazione che dovranno decidere sulla possibilità di far tornare Crocetta in libertà. Secondo il suo legale difensore infatti, sarebbero troppo poche e prive di consistenza le prove a suo carico. Tra qualche settimana sarà quindi fissata l'udienza della corte suprema che deciderà in merito alla scarcerazione di Giovanni Barbato Crocetta che nel frattempo è detenuto presso il carcere di Lanciano in attesa della decisione finale degli Ermellini. L'episodio estorsiva, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe al vaglio anche dell'antimafia al fine di verificare i rapporti del giovane con alcuni esponenti della criminalità organizzata scafatese.

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