E' Canfora show alla scuola di Episcopio: Erasmo da Narni, eroico condottiero dell'esercito della Serenissima, noto con il soprannome Gattamelata non avrebbe saputo ,nonostante le sue doti di provetto cavallerizzo, fare meglio del nostro primo cittadino. A dirlo i rappresentanti di Forza Italia in una nota stampa. "Il borgomastro sarnese tenta di ricavare il maggiore utile possibile, cavalcando , i problemi delle mamme e del plesso scolastico che vuole “rivoltare come un calzino” per fare e farsi una campagna elettorale dai toni intimidatori nei confronti della stampa e da giustiziere senza appello sul caso San Vitaliano.
“E' imbarazzante - mi si consenta il sinonimo - per chi manca di spudoratezza, che il primo cittadino utilizzi la sua posizione di amministratore per sparare sentenze e per farsi una propaganda non richiesta, supportata dalla presenza dei suoi fidi “ claquers “ tra i banchi di scuola - dichiara il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Agovino.
“Nel presentare il progetto del piano di zona sul micronido, progetto tra l'altro molto carente e che mette in discussione in modo per nulla chiaro gli spazi del plesso e i tempi di apertura dell'istituto comprensivo di Episcopio, Canfora trasforma la riunione con le mamme in un “one man show”.
Dai rifiuti alla sentenza sui “ cartelli “ del traffico della differenziata, Canfora sta davvero raschiando il fondo del barile. Sostiene innanzitutto di sapere che a dar fuoco all'impianto di San Vitaliano sui rifiuti sia stata la malavita: se così fosse chiediamo al sindaco di mettersi subito a disposizione dell'autorità giudiziaria per condividere le sue preziose informazioni con gli inquirenti.
Dopo aver detto – le registrazioni nel luogo pubblico non mentono – di essere il responsabile unico dello splendore di Sarno rispetto agli altri comuni dell'Agro, Canfora ha elogiato la Sarim.
Ha dimenticato il sindaco/presidente che quando il suo partito era all'opposizione e quando ha fatto la sua ultima (anzi penultima) campagna elettorale per la fascia da primo cittadino, ha lui stesso dichiarato nei suoi talk show, il totale disprezzo per la stessa società , sostenendo la necessità di mandarla via con urgenza. Il suo amore per la Sarim è nato quasi a cavallo del primo consiglio comunale, quello in cui, fu accusato senza validi riscontri e tra l'altro in modo non accertato, di aver segnalato alcune persone alla ditta. Alla stessa Sarim è stato rinnovato l’incarico dal Municipio solo dopo due anni, puntando piuttosto su enti di Comuni vicini e su collaborazioni con professionisti esterni con aggravio di spesa per le casse comunali”.
“Sull'impianto di compostaggio per cui Canfora aveva dato disponibilità alla Regione per la sua realizzazione in via Ingegno , è stato costretto a fare macchina indietro, solo grazie alle nostre segnalazioni ed alle puntuali interrogazioni ; ad Episcopio, invece, il sindaco ha messo in campo un vero e proprio elogio verso una struttura molto simile a quelle che hanno generato problemi ambientali ovunque realizzate.
Ci chiediamo: ma se questo impianto che voleva fare in accordo con il suo mentore De Luca, era così innovativo e fondamentale per il comune di Sarno, cosa lo ha spinto a fare un passo indietro e non realizzarlo più? La paura di perdere voti che neppure “ il re delle fritture ” gli poteva garantire (elezioni politiche docet)?” continua Agovino “.
Infine volevo manifestare la mia “ compiacente comunanza ” alle emittenti televisive e agli organi di stampa che hanno siglato accordi commerciali con il comune di Sarno per un totale di oltre 20mila euro di fondi pubblici. Nonostante i loro tentativi di comunicare il meglio della peggiore amministrazione degli ultimi 20 anni (sforzi che costano tanto ai contribuenti), Canfora ad Episcopio li ha offesi terribilmente etichettando la stampa come “venduta” e ha aggiunto che tutti hanno un prezzo. E' evidente che si riferiva a queste realtà che speravano nella possibilità di poter far libera informazione nonostante i numerosi spazi a pagamento elargiti dai soldi pubblici. Sono due, a questo punto, le riflessioni da fare. La prima è che se c'è qualcuno che si vende è perchè c'è qualcuno che compra. E tentare di comprare la stampa è grave quasi quanto chi acconsente di farsi mettere il bavaglio. Con la seconda, mi sento di dare ragione al sindaco: tutti hanno un prezzo; ma evidentemente lui non ha capito che alcuni giornalisti , per restare liberi nonostante le intimidazioni di un sindaco o presidente che sia, sono disposti a rifiutare qualunque compenso”.


