Approvare una legge d'iniziativa popolare che garantisca la gratuità dell'acqua, superare l'Ente Idrico Campano, liquidare Gori SpA, restituire il servizio alle comunità. Questi i temi al centro del dibattito riaperto nel weekend dai comitati campani per l'acqua pubblica con il sostegno di alcuni amministratori che hanno deciso di dichiarare guerra alla società partecipata dall'Acca di Francesco Gaetano Caltagirone, editore del Mattino. Salvatore Parisi, consigliere del Distretto Napoli dell'Eie, Manlio Torquato, sindaco di Nocera Inferiore, Bernardo Califano, del Comune di Pagani, Roberto Falcone, del comune di Angri, Gaetano Ferrentino. del comune di Sarno, Vincenzo Fiengo, sindaco di Cercola, Francesco Gioia, del comune di Fisciano. Raffaele De Simone, sindaco di Roccarainola. ed Edoardo Serpico, sindaco di Scisciano si sono ritrovati. ospiti del sindaco di Casalnuovo Massimo Pelliccia. insieme a Gianluca Napolitano e Ida Dello loio della Rete civica per l'acqua pubblica. a Rosario Stoniamolo di Federconsumatori e a padre Alex Zanotellim per fare il punto della situazione. Dopo il Tar anche il Tribunale di Napoli ha accolto le tesi dei comitati e ha dichiarato illegittimo il recupero delle ormai celebri partite pregresse Gori, i 122 milioni di euro relativi al maxi buco finanziano generatesi nel periodo 2006-2011 e che la SpA pretende di recuperare dagli utenti.
Sul giudizio promosso da centinaia di utenti di Casalnuovo di Napoli, attraverso Federconsumatori Campania e lo sportello locale, il tribunale ha emanato un'importante pronuncia che costituirà un pesante precedente, anche a livello nazionale. Nella causa, curata dai legali Giuseppe Grauso e Felice Petillo, il giudice ha dichiarato illegittima la richiesta di somme derivanti da consumi già effettuati, quando l'utente non era consapevole del sovrapprezzo di cui è portato a conoscenza solo a distanza di anni. Una vittoria di rilievo per i cittadini, che rafforza la richiesta di liquidazione della Gori e di passaggio ad una gestione pubblica del servizio idrico. Non solo. "Nel silenzio generale, tra pochi giorni i sindaci del Sarnese Vesuviano saranno chiamati a votare per le elezioni suppletive del consiglio di distretto - hanno sottolineato gli organizzatori - noi continuiamo a proporre la liquidazione della Gori SpA, che impone le tariffe più alte d'Italia in cambio dei peggiori servizi, e la costituzione di un 'azienda speciale completamente pubblica. Una scelta che presto dovranno fare con chiarezza e consapevolezza tutti i sindaci del territorio, ma in questa partita è essenziale anche il ruolo del governo nazionale che può e deve dare segnali concreti di un 'inversione di rotta sulla gestione dei servizi pubblici locali, a cominciare dall'abrogazione dell'assurdo decreto dell 'ex ministro Padoan che consente alla Gori di inviare agli utenti ingiunzioni di pagamento per presunti crediti non specifici, come un qualsiasi ente pubblico".


