Fiume Sarno. Lavori "Grande progetto Sarno" e inquinamento dei campi: La Mura (M5S) chiede una cabina di regia nazionale

01 Marzo 2019 Author :  

Grande Progetto Sarno e inquinamento dei campi: la parlamentare del movimento cinque stelle Virginia La Mura chiede ai Ministri una cabina di regia nazionale per controllare e gestire la gara per il Grande progetto Sarno ma non solo verificare il grado di inquinamento provocato dalle acque del fiume. " Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute, per il Sud e per i beni e le attività culturali. - Premesso che a quanto risulta all'interrogante: con decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania n. 780 del 13 novembre 2003 è stato istituito l'Ente parco regionale del "Fiume Sarno", con lo scopo di valorizzare il percorso fluviale e il patrimonio storico, culturale, ambientale e archeologico del territorio; successivamente viene istituito l'Ente parco regionale bacino idrografico del fiume Sarno (art. 12, comma 2 della legge regionale del 29 dicembre 2005, n. 24) che abbraccia il territorio dei Comuni di Sarno, San Valentino Torio, San Marzano sul Sarno, Angri, Scafati, Nocera Inferiore, appartenenti alla Provincia di Salerno, e dei Comuni di Striano, Poggiomarino, Pompei, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, appartenenti alla città metropolitana di Napoli. Il decreto-legge n. 91 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 112 del 2013 e successive modificazioni e integrazioni e recante "Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo" ha individuato il "Piano Strategico" quale strumento per la definizione di una strategia unitaria finalizzata al rilancio economico-sociale, alla riqualificazione ambientale ed urbanistica e al potenziamento dell'attrattività dell'area comprendente l'insieme dei comuni interessati dal Piano di gestione del sito Unesco "Aree Archeologiche di Pompei Ercolano e Torre Annunziata", la cosiddetta "Buffer Zone"; la VII Commissione permanente (cultura, scienza e istruzione) della Camera dei deputati, con l'approvazione della risoluzione 8-00006 in data 8 novembre 2018, ha ritenuto strategico il ruolo del Parco regionale del fiume Sarno nell'ambito del Piano strategico del sito UNESCO richiamato. L'area territoriale limitrofa al corso del fiume Sarno, con i suoi 800.000 abitanti, vive da decenni in stato di emergenza ambientale, sanitaria ed economica, nonostante risultino essere stati spesi più di 800 milioni di euro per un sistema di depurazione, progettato in teoria con una capacità depurativa rapportata a 2 milioni di abitanti; considerato che: con la delibera della Giunta regionale n. 119 del 20 marzo 2012 viene individuata ARCADIS (Agenzia regionale campana per la difesa del suolo), ente strumentale della Regione, quale beneficiario del grande progetto "completamento della riqualificazione e recupero del fiume Sarno". Con successiva delibera della Giunta regionale n. 124 del 20 marzo 2012 viene deciso di approvare il progetto preliminare del grande progetto "completamento della riqualificazione e recupero del fiume Sarno" del POR Campania FESR 2007-2013, trattandosi di intervento di interesse regionale finalizzato alla sistemazione idraulica, alla riduzione del rischio idrogeologico ed alla riqualificazione ambientale del fiume Sarno; considerato che, a parere dell'interrogante: La Regione Campania con il grande progetto Sarno, impegnerebbe 400 milioni di euro prevedendo ulteriore cementificazione per la costruzione di vasche di laminazione; interventi sul bacino idrografico frutto di una progettazione basata su studi risalenti da circa venti anni addietro, che non tiene conto dei progressi tecnologici e delle scelte di sostenibilità ambientale, violando anche l'art. 191 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Il primo lotto del grande progetto Sarno prevede La creazione di una seconda foce artificiale con ulteriore modifica della linea di costa, già fortemente impattata da altre opere antropiche, e distruzione della spiaggia che conserva ancora oggi faticosamente elementi di biodiversità tipici della fascia costiera dunale; considerato inoltre che: a seguito dell'entrata in vigore del decreto ministeriale 11 gennaio 2013, recante "Approvazione dell'elenco dei siti che non soddisfano i requisiti di cui ai commi 2 e 2-bis dell'art. 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e che non sono più ricompresi tra i siti di bonifica di interesse nazionale", sono stati esclusi dall'elenco dei siti di interesse nazionale (SIN) il litorale Domitio Flegreo ed Agro Aversano, il bacino idrografico del fiume Sarno, le aree del Litorale Vesuviano e Pianura. Ritenuto che: le direttive "Acque" (direttiva 2000/60/CE) e Alluvioni" (direttiva 2007/60/CE) convergono sulla comprovata importanza di mantenere o ripristinare un corretto assetto idromorfologico del corso d'acqua, funzionale, sia alla prevenzione delle alluvioni e alla riduzione del rischio, sia al miglioramento ecologico degli ecosistemi acquatici e perifluviali. Le direttive "Acque", "Uccelli" e "Habitat" convergono sulla centralità della tutela degli ecosistemi e della biodiversità ai fini della costituzione della rete ecologica; una recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea, Grande Sezione, 1/7/2015, n. C-461/13, ha sancito in maniera inequivoca la cogente rilevanza delle direttive richiamate, precisando che la direttiva quadro 2000/60/CE per l'azione comunitaria in materia di acque osta all'autorizzazione di un progetto che possa provocare un deterioramento dello stato del corpo idrico superficiale. A seguito di un sopralluogo effettuato nel mese di dicembre 2018 in alcune aree comprese nel bacino idrografico del fiume Sarno, il ministro pro tempore Costa, verificata la gravità dello stato di degrado in cui versa quel territorio, ha ritenuto necessario istituire, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un Tavolo di confronto con i sindaci dei 41 Comuni del bacino idrografico del fiume Sarno, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se siano a conoscenza di ulteriori elementi a riguardo; quali iniziative di competenza intendano assumere affinché il cronoprogramma di attuazione dei lavori deliberati dalla Regione Campania nel 2012, non solo sul Sarno, ma sull'intera rete fluviale interessata dalle opere, sia reso pubblico. Quali siano i rischi per la salute dei cittadini, considerata la forte antropizzazione dell'area e se, e in quale percentuale, le acque utilizzate per l'irrigazione dei campi presenti nelle vicinanze dei corsi d'acqua interessati e utilizzati per le coltivazioni incorrano nel rischio di essere inquinati; se intendano attivarsi nelle sedi di competenza, al fine di giungere alla sospensione della gara relativa al grande progetto Sarno adottando, nel contempo, un piano d'azione con l'istituzione di una cabina di regia nazionale, con definizione chiara delle competenze degli enti coinvolti, con l'impiego delle forze dell'ordine e inasprimento delle sanzioni; se non intendano promuovere un raccordo istituzionale sulla vicenda adottando le iniziative di competenza, affinché il sito venga riqualificato come sito da bonificare di interesse nazionale".

Punto Agro News

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