Sarno. Condanna Canfora e applicazione Legge Severino, l'opposizione scrive al Prefetto e al Ministro

16 Ottobre 2019 Author :  

Condanna Canfora, i consiglieri di opposizione scrivono al Prefetto di Salerno e al Ministro dell' Interno per chiedere un'audizione per discutere sulla applicazione della legge Severino. A firmare il documento i consiglieri di opposizione  Giuseppe Agovino, Maria Rosaria Aliberti, Giovanni Cocca, Domenico Crescenzo, Walter Giordano, Giovanni Montoro, Sebastiano Odierna ed Antonello Manuel Rega. Tra i firmatari non risulta il consigliere comunale, ex candidato sindaco del centrodestra, Anna Robustelli, unica dell'opposizione a non sottoscrivere il documento. 

"Eccellenza,

i sottoscritti consiglieri comunali di minoranza del Comune di Sarno (SA): - si legge nella nota indirizzata al Prefetto e al Ministro - in riferimento alla vicenda in oggetto espongono alla S.V. quanto segue.

Premesso che, in data 29 settembre scorso gli scriventi unitamente alla popolazione della città di Sarno (SA) venivano a conoscenza dalla stampa della condanna del Sindaco di Sarno, dott. Canfora (quale presidente all’epoca della Provincia di Salerno) e dell’ex dirigente della Provincia di Salerno, Dott. Di Nesta, per il reato di concussione da parte del Tribunale Penale di Salerno.

Che, nell’immediatezza tutta la minoranza consiliare, anche nel rispetto del ruolo istituzionale, invitavano tutti, attraverso i media, a non abbandonarsi a facili commenti, ricordando a se stessi ed alla popolazione che si è colpevoli solo dopo una condanna giudiziaria definitiva, quindi o confermata nei tre gradi di giudizio o dopo la mancata impugnazione della decisione di uno dei primi due gradi.
Che, tale comportamento veniva ritenuto necessario onde evitare che chiunque estraneo al processo, senza precisa conoscenza delle carte e/o delle motivazioni della sentenza si abbandonasse a facili giudizi o sciacallaggio di sorta, convinti anche che alla prima occasione utile il Dott. Canfora avrebbe chiarito, in sede istituzionale, la vicenda.

Che, diversamente, alla seduta di Consiglio Comunale del sette ottobre scorso, nonostante sollecitato dalla minoranza consiliare, il Sindaco non ha ritenuto di dover riferire all’assise cittadina e per essa alla popolazione intera alcun che, rilasciando, nei giorni seguenti, a mezzo stampa le sue parziali considerazioni.

Che, a fronte di tale mancanza di sensibilità istituzionale, nonché di voler accettare le conseguenze del proprio agire, agli scriventi non rimane che rivolgersi alla S.V..

Atteso che, la Legge Severino all’art.11, trattando di Sospensione e decadenza di diritto degli amministratori locali in condizione di incandidabilità, recita:
Sono sospesi di diritto dalle cariche indicate al comma 1 dell’articolo 10: a) coloro che hanno riportato una condanna non definitiva per uno dei delitti indicati all’articolo 10, comma 1, lettera a), b) e c).

Che nel caso de quo la condanna emanata nei confronti del Canfora riguarda i reati di cui al predetto art. 10 co.1 lett. c) (delitti previsti dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, primo comma, 320, 321, 322, 322-bis, 323, 325, 326, 331, secondo comma, 334, 346-bis del codice penale).

Che anche in caso di condanna non definitiva, sempre ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del Dlgs 31 dicembre 2012 n. 235, la Legge opera «di diritto» nel senso che inibisce lo svolgimento delle funzioni pubbliche pur se essa non è dichiarata in sede giudiziaria o in sede amministrativa, trattandosi di un effetto legale tipico della sentenza penale di condanna, che di per sé inibisce lo svolgimento delle funzioni pubbliche.

Che, in particolare, il comma 5 dell’articolo 11 dispone che «A cura della cancelleria del tribunale o della segreteria del pubblico ministero i provvedimenti giudiziari che comportano la sospensione sono comunicati al Prefetto, il quale, accertata la sussistenza di una causa di sospensione, provvede a notificare il relativo provvedimento agli organi che hanno convalidato l'elezione o deliberato la nomina».

Tanto premesso i sottoscritti Consiglieri comunali chiedono alla Signoria Vostra di essere ricevuti ed auditi, nella qualità, onde sapere se ai sensi del citato comma 5 dell’art. 11 della Legge Severino è stato a Lei trasmesso il provvedimento giudiziario ed i susseguenti provvedimenti ad emanarsi. Il tutto nell’interesse della città di Sarno e del prosieguo delle necessarie attività amministrative, improntate ai criteri di legittimità e trasparenza essenziali per il vivere civile".

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