Salerno, Tar Campania boccia regolamento su referendum
Erano stati gli attivisti del Meetup 'Amici di Beppe Grillo' di Salerno, con il senatore Andrea Cioffi, a impugnare l'atto adottato a settembre dello scorso anno dal Consiglio comunale di Salerno che stabiliva che gli istituti di partecipazione popolare potessero essere uno strumento a disposizione solo di chi risiede, nel territorio comunale, da almeno cinque anni. Il Tar di Salerno, con una sentenza, da' ragione ai pentastellati che si sono battuti con l'obiettivo di "difendere il diritto di tutti i cittadini salernitani alla partecipazione nella vita politica di questa citta'". I giudici hanno stabilito che il Regolamento del Comune di Salerno per gli istituti di partecipazione viola l'articolo 3 della Costituzione, nella parte in cui non permette ai cittadini residenti da meno di cinque anni sul territorio salernitano di proporre istanze e petizioni e di promuovere il referendum consultivo. Quindi, secondo il collegio giudicante, quella parte del Regolamento avrebbe creato "un'evidente violazione dell'apicale principio di uguaglianza tra cittadini". "La sentenza e' esecutiva", evidenzia l'avvocato dei grillini, Franco Massimo Lanocita, spiegando come, "oggi, in virtu' della sentenza, sono automaticamente cassati i cinque anni richiesti. Quindi, il Regolamento esiste, funziona e, domani, se qualcuno vuole fare richiesta di referendum, basta che sia residente a Salerno e potra' farlo". Resta, ora, da chiarire la prossima mossa dell'amministrazione comunale di Salerno, targata Pd e retta da Vincenzo Napoli. "E' chiaro che se il Consiglio comunale vuole dare un senso della sua vitalita' - aggiunge il legale - puo' anche prendere atto della sentenza, ottemperando a quanto detto dal Tar in maniera ancora piu' breve. Altrimenti, devono passare i termini perche' la sentenza vada in giudicato". "Spero che non facciano ricorso al Consiglio di Stato perche' significherebbe un'ulteriore azione contro i cittadini salernitani", dice Francesco Virtuoso, attivista del meetup pentastellato salernitano. Per Cioffi, il verdetto del Tar dimostra che bisognava ricordare all'Amministrazione comunale "quali sono i dettami costituzionali". Percio', "continuiamo a combattere perche' i cittadini possano esprimere liberamente la propria opinione. Il Comune pensa che ci vogliono cinque anni di incubazione, siamo oltre il Coronavirus".

