di Danilo Ruggiero
Contenzioso per la trentaseiesima ora di lavoro: la Polizia Municipale perde contro il Comune in Cassazione. Agli agenti non spetterà il pagamento dello straordinario. Si chiude una lunga vertenza legale in cui i dieci dipendenti di ruolo del corpo di Polizia Municipale del Comune di Sarno avevano trascinato, a partire dal 2012, l’Ente comunale innanzi al Tribunale di Nocera Inferiore, chiedendo che venisse loro riconosciuto il pagamento della 36esima ora lavorativa, espletata ogni settimana dall'anno 2007 a fronte, a loro dire, delle 35 ore previste dal vigente Contratto di lavoro, Comparto delle Regioni ed Autonomie Locali. Trattandosi di causa di lavoro, in primo grado, il Comune di Sarno si era costituito mediante il dottor Mari Vincenzo, responsabile settore Polizia Municipale dell’Ente. Il Tribunale di Nocera Inferiore, con sentenza del 2013 aveva accolto il ricorso condannando il Comune di Sarno al pagamento delle somme per la 36esima ora lavorativa, nonché delle spese di lite. L’Ente, dopo la sentenza negativa in primo grado, presentò ricorso in appello, ove la Corte di Appello di Salerno, con sentenza del 4 maggio 2015, in accoglimento del ricorso proposto dal Comune di Sarno, aveva rigettato la domanda proposta dagli appellati e riformato la decisione resa dal Tribunale di Nocera Inferiore. A quel punto i Vigili Urbani , nel 2015, presentarono ricorso alla Corte di Cassazione per chiedere l’annullamento della sentenza della Corte di Appello di Salerno con la conseguente condanna dell'Ente al pagamento, a titolo di straordinario, del compenso retributivo per la trentaseiesima ora lavorativa ogni settimana, a far data dal 1 gennaio 2007, a fronte delle 35 previste e retribuite dal CCNL Comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali nonché del Contratto collettivo decentrato integrativo del Comune di Sarno. Ergo, la Giunta municipale del sindaco Giuseppe Canfora incaricò l’avvocato Umberto Mancuso per resistere al ricorso e presentare un controricorso per conto dell’Ente municipale di Palazzo San Francesco. Nell’udienza svoltasi in camera di consiglio presso la Sezione Civile della Cassazione, la Corte ha bocciato il ricorso degli agenti e condannato le parti ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio. Nell’ordinanza, i giudici di legittimità hanno condiviso le statuizioni rese dai giudici salernitani nel giudizio di secondo grado «L’Inadempimento dell'impegno assunto dal Comune di Sarno a presentare un piano di riorganizzazione degli orari dei dipendenti che lavorano su turni e che preveda la riduzione degli stessi a 35 ore settimanali, a partire dal 1 gennaio 200, non può fondare la pretesa avanzata dagli istanti al pagamento a titolo di straordinario della trentaseiesima ora lavorata in eccedenza rispetto all'orario contrattuale, non essendo sorto automaticamente alcun diritto direttamente azionabile dagli istruttori di vigilanza presso la Polizia Municipale a vedersi ridotto l'orario settimanale senza che, pacificamente, sia stato approvato alcun piano di riorganizzazione ad hoc dell'Ente né al Comune stesso risulti essere mai stato fissato un termine per l'adempimento».


