banner agro

Scafati. Troppo stress da lavoro: vigile urbano fa causa al Comune, la Cassazione boccia la richiesta

26 Novembre 2021 Author :  

di Danilo Ruggiero 

Troppo stress da lavoro: vigile urbano fa causa al Comune di Scafati. Il dipendente aveva lavorato dieci anni senza un giorno di riposo. La Cassazione boccia la richiesta di risarcimento di danno biologico.

Ha prestato servizio al Comando di Polizia Municipale dal 1999 al 2009 lavorando tutti e sette giorni della settimana. Così un ex agente della Polizia Municipale ha proposto una causa contro l’Ente municipale di Palazzo Mayer per vedersi riconosciuto il danno di natura non patrimoniale, cosiddetto “danno biologico”, il quale sussiste nella circostanza in cui un soggetto sia stato leso nella propria integrità fisica o psichica. La domanda proposta dal vigile urbano confronti del Comune di Scafati, avente ad oggetto il risarcimento del danno biologico connesso alla maggior usura psicofisica derivante dalla richiesta dell’Ente di prestare la propria attività per sette giorni consecutivi, comprensivi della domenica, senza fruire del riposo settimanale, fu ritenuta infondata sia dal Tribunale di Nocera Inferiore che dalla Corte di Appello di Salerno. La decisione della Corte territoriale di respingere la richiesta di risarcimento danni discendeva dall'aver ritenuto la pretesa infondata in quanto avanzata, da un lato, prescindendo del tutto dalla disciplina contrattuale collettiva che, nell'introdurre una deroga al principio che impone la concessione di un giorno di riposo dopo sei giorni di lavoro, remunera la prestazione del personale in turno per l'erogazione di servizi da garantire con continuità già tenendo conto della maggiore penosità della stessa e , dall'altro, giacché l’ex vigile urbano non aveva provato uno specifico danno conseguente a tale modalità di impiego rispetto alla denunciata usura psico-fisica considerata dalla disciplina contrattuale. Contro la decisione della Corte salernitana, nel 2016, l’ex vigile ha proposto ricorso per Cassazione formulando cinque motivi per chiedere l’annullamento della pronuncia precedente. La Sezione civile della Cassazione, presieduta dal magistrato Nicola De Marinis ha, però, dato ragione alla Corte di Appello di Salerno e rigettato il ricorso del lavoratore « La Corte territoriale, pienamente consapevole dell'essere la domanda proposta rivolta al riconoscimento del risarcimento del danno connesso alla circostanza della prestazione di lavoro oltre il sesto giorno consecutivo considerata in sé, ovvero in relazione ala maggiore penosità che vi si riconnette per il solo fatto di averla svolta, si è attenuta all'orientamento consolidatosi nella giurisprudenza di questa Corte – ha stabilito la Cassazione- che, a fronte del semplice ritardo della pausa di riposo, ammette la compensazione del pregiudizio che ne consegue con il riconoscimento di maggiorazioni o compensi previsti dal contratto collettivo o individuale, all'uopo premettendo l'analisi della disciplina collettiva applicabile alla fattispecie, di cui, in conformità all'orientamento a riguardo accolto da questa Corte in fattispecie analoghe ha riconosciuto, in linea di principio, la valenza compensativa, così da rendere del tutto irrilevante il raggiungimento o meno della prova dell'effettivo svolgimento della prestazione oltre il sesto giorno consecutivo, che va ritenuta inammissibile». In conclusione nessun risarcimento può essere richiesto se il danno biologico non è stato provato dalla parte ricorrente e se, soprattutto, vi è stata compensazione delle prestazioni “straordinarie” effettuate del dipendente.

Punto Agro News

PuntoAgronews è un giornale online che si occupa del territorio tra l'Agro Nocerino Sarnese e la Costiera Amalfitana. 

CONTATTACI: 

redazione@puntoagronews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178

 

 

Publica Blu Trasp2