Nella frazione di Foce, a Sarno, una fastidiosa puzza di cibo putrefatto avvelena l'aria e rende invivibile la vita dei residenti. La fonte di questo odore nauseabondo si presume sia legata alle attività della centrale di biogas situata in via Muro d'Arci, che da anni è oggetto di proteste e lamenti da parte della comunità locale.
Il problema non è nuovo, ma persiste nel tempo senza una soluzione efficace da parte delle autorità competenti. Nonostante le continue segnalazioni e le proteste dei residenti, la politica sembra restare in silenzio di fronte a questa emergenza ambientale.
Giovanni Lanzetta, referente del comitato ambientalista No Biogas, ha espresso con amarezza la frustrazione dei residenti: "La politica resta in silenzio mentre acidi e puzza sono nell'aria di Foce. Dobbiamo vivere con porte e finestre chiuse. La politica e i candidati a sindaco hanno scelto di tacere".
La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che uno degli impianti di biogas è stato affidato in gestione ad una ditta del posto dalla Curatela fallimentare dal Tribunale di Nocera Inferiore, e attualmente la centrale è all'asta per la cifra di poco più di 950 mila euro in attesa di un'acquirente.
L'inquinamento dell'aria non solo compromette la salute e il benessere della comunità locale, ma mina anche la reputazione e l'attrattività della città di Sarno. È fondamentale che le istituzioni locali si impegnino seriamente a trovare una soluzione rapida ed efficace a questa emergenza ambientale, in modo da ripristinare la qualità dell'aria e il benessere della comunità.
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