banner agro

Sarno, 17 rinviati a giudizio nel maxi processo su usura, truffe e immigrazione clandestina

13 Novembre 2025 Author :  

SARNO – È ufficiale: 17 persone sono state rinviate a giudizio dal gup del Tribunale di Salerno, Annamaria Ferraioli, nell’ambito della maxinchiesta che ha scoperchiato un presunto sistema di usura, estorsioni, truffe finanziarie e favori per l’immigrazione clandestina radicato nell’Agro nocerino-sarnese.
Altri 16 imputati hanno invece scelto il rito abbreviato, che accelera la definizione processuale. In totale, 33 indagati devono rispondere a vario titolo delle accuse formulate dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Stando all’impianto accusatorio, il presunto promotore del gruppo, residente a Sarno, sarebbe Massimo Graziano, già condannato nel 2015 per appartenenza all’omonimo clan camorristico della Valle del Lauro (Avellino) e da tempo stabilitosi nell’area dell’Agro nocerino-sarnese. Secondo gli inquirenti, Graziano avrebbe fatto leva su collaboratori interni al sistema bancario – due direttori di banca – oltre che su figure professionali (commercialisti, avvocati). In particolare, risulta coinvolta anche la moglie dell’imputato, l’avvocato Rubina Pignataro, che al momento dell’operazione rivestiva la carica di componente del nucleo di valutazione del Comune di Sarno, incarico immediatamente revocato dal sindaco. Il suo braccio destro sarebbe stato identificato in Antonio Mancuso, originario di Sarno, che dovrà rispondere alle accuse con rito ordinario.
L’organizzazione – secondo quanto ricostruito – operava su più fronti: prestiti a strozzo nei confronti di imprenditori in difficoltà, estorsioni conseguenti al mancato pagamento, e truffe allo Stato attraverso società «cartiere» fittiziamente intestate e destinate ad ottenere finanziamenti garantiti dallo Stato pur senza reale capacità economico/finanziaria. In parallelo, un secondo filone riguardava il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: secondo l’accusa, attraverso la presentazione massiva (circa 506 istanze) di richieste di nullaosta al lavoro (durante i cosiddetti «click day») finalizzate ad ottenere visti d’ingresso per cittadini extracomunitari, a fronte di un versamento di circa 5.000 euro per ciascun nulla osta.
Il meccanismo: le società fittizie – acquisite o controllate dall’indagine – venivano abilmente utilizzate per simulare una solida struttura patrimoniale e finanziaria, requisito indispensabile per ottenere prestiti agevolati o garantiti dal Fondo di Garanzia per le PMI. Una volta ottenuta la liquidità, i prestiti non venivano onorati, procurando così un danno allo Stato-garante e consentendo agli indagati di appropriarsi indebitamente delle somme.
Il GUP ha disposto per i 17 imputati il rito abbreviato davanti a sé, mentre per gli altri 15 (fra cui la Pignataro) si procede con rito ordinario. Alla base della richiesta della DDA vi è la necessità di disporre rapidamente di una decisione: infatti è stata fissata la data dell’8 novembre per la sentenza di rinvio a giudizio.
La presenza di un soggetto già condannato per camorra – seppur l’aggravante del metodo mafioso non sia stata riconosciuta dal GIP – alimenta i timori di una capillare penetrazione criminale nel tessuto economico dell’Agro nocerino-sarnese.

banner belmonte

Punto Agro News

PuntoAgronews è un giornale online che si occupa del territorio tra l'Agro Nocerino Sarnese e la Costiera Amalfitana. 

CONTATTACI: 

redazione@puntoagronews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178

 

 

Publica Blu Trasp2