Un momento carico di emozione, memoria e impegno civile quello vissuto a Sarno, dove il Comune ha conferito la cittadinanza onoraria al celebre artista napoletano Nino D’Angelo. Un riconoscimento speciale, motivato dalla profonda sensibilità espressa dal cantante nella canzone “A muntagna è caduta”, dedicata alla tragedia della frana che nel 1998 colpì duramente la città, causando 137 vittime.
Durante la cerimonia nell’aula consiliare, l’artista non è riuscito a trattenere le lacrime. Visibilmente commosso, ha condiviso parole di vicinanza e responsabilità, ricordando quanto quella tragedia rappresenti ancora oggi una ferita aperta nella memoria collettiva.
Subito dopo il conferimento, Nino D’Angelo ha partecipato alla Santa Messa celebrata nel Duomo di Episcopio di Sarno, in ricordo delle vittime. Un momento solenne e partecipato, che ha visto la presenza di numerosi cittadini uniti nel raccoglimento e nella preghiera.
La giornata è proseguita con la deposizione dei fiori davanti al monumento commemorativo in viale Margherita. In sottofondo, la voce dello stesso artista con “A muntagna è caduta” ha accompagnato un silenzio carico di significato, tra lacrime, abbracci e ricordi condivisi.
Nel corso della cerimonia, Nino D’Angelo ha voluto assumere pubblicamente un impegno nei confronti della comunità:
“Se questa città ha bisogno di me, io ci sono, per qualunque iniziativa. In questo paese la giustizia sta franando, ma bisogna dare alla gente quello che non ha avuto: non è bello lasciare le cose in sospeso dopo tanti morti. Qui c’è stata un’ingiustizia: ci sono le prove, non è che deve morire altra gente. Questo conto bisogna chiuderlo”.
Parole forti, che hanno risuonato tra i presenti come un appello alla verità e alla giustizia, ancora attese da molti familiari delle vittime.
“Io sono pronto ad aiutare Sarno e tutti quelli che ne hanno bisogno – ha aggiunto –: chi come me ha conosciuto la povertà sa cosa significa vivere nel bisogno. Questo riconoscimento del Comune di Sarno è per me un’emozione incredibile, non me lo sarei mai aspettato: non solo riesco a fare il mestiere che sognavo da ragazzino, ma mi premiano pure!”.
Una giornata intensa, dunque, in cui arte, memoria e impegno civile si sono intrecciati profondamente, lasciando un segno indelebile nei cuori di chi ha partecipato.


