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Sarno, Aliberti: "A meno di due anni dal voto emergono crepe sempre più profonde nella maggioranza"

25 Maggio 2026 Author :  

"La revoca dell’assessore Lucio Annunziata arriva come l’ultimo episodio di una stagione politica che, a meno di due anni dal voto, mostra crepe sempre più evidenti. Non può essere liquidata come una normale dinamica amministrativa o come un fatto isolato. Arriva in un momento già estremamente delicato per la vita politica e istituzionale della nostra città. E forse proprio per questo merita una riflessione più ampia, meno legata alla cronaca del giorno e più attenta al quadro complessivo. - scrive in una nota il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Maria Rosaria Aliberti - 

Quando in così poco tempo si accumulano segnali tanto evidenti, smette di essere una questione di episodi.
Diventa una questione politica.
In poco tempo Sarno ha già vissuto passaggi che nessuna maggioranza vorrebbe affrontare nella fase iniziale del proprio percorso: l’uscita della consigliera Veronica De Filippo dalla maggioranza e il suo ingresso nel gruppo di Forza Italia; tensioni interne sempre più evidenti; l’insediamento di una Commissione d’accesso dopo appena un anno di amministrazione; una situazione finanziaria che presenta elementi di forte preoccupazione; un clima politico che appare ogni giorno più fragile.

E oggi arriva anche la revoca di un assessore.

Un fatto che inevitabilmente pone interrogativi. Perché se davvero alla base di quella decisione vi fosse il mancato allineamento rispetto a una scelta delicata come una proposta di querela nei confronti di un consigliere comunale, allora il tema andrebbe ben oltre il destino politico di una singola persona. Perché a quel punto non si discuterebbe soltanto di una revoca.
Si discuterebbe del modo in cui si interpreta il dissenso. Del rapporto tra autonomia politica e fedeltà.Del confine tra condivisione e obbedienza.

Una maggioranza può avere differenze.Può attraversare momenti difficili.Può persino conoscere fasi di tensione.
Succede.
Qui, però, la sensazione è diversa. Perché non sembra emergere una crisi politica nel senso tradizionale del termine.
Sta emergendo, piuttosto, una concezione del potere fondata più sull’allineamento che sul confronto, più sulla fedeltà che sull’autonomia, più sull’adesione che sulla libertà di esprimere posizioni diverse.

Ed è questo il punto che dovrebbe preoccupare.
Perché nelle istituzioni il dissenso non è un problema da eliminare.
È un valore da rispettare.
Un assessore non è un esecutore materiale.Un consigliere non è chiamato ad alzare la mano per obbedienza. Le istituzioni funzionano quando esiste confronto. Anche duro. Anche scomodo.Quando invece chi esprime una posizione diversa rischia di essere percepito come un ostacolo o un avversario interno, allora il tema non riguarda più i rapporti politici. Riguarda il modo stesso di intendere il potere.

E una città ha bisogno di una guida autorevole.
Non di un sistema nel quale chi esprime un pensiero diverso rischia di diventare un problema da isolare anziché una voce da ascoltare.

Perché amministrare significa guidare.

Non comandare".

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