Sarno, la Commissione straordinaria affronta uno dei primi nodi: riconosciuto un debito fuori bilancio da quasi 280mila euro per la vicenda IACP

16 Luglio 2026 Author :  

A oltre un mese dall'insediamento della Commissione straordinaria che guida il Comune di Sarno, emergono i primi provvedimenti adottati nella gestione dell'Ente. Tra gli atti più rilevanti figura il riconoscimento di un debito fuori bilancio da quasi 280mila euro, legato alla lunga controversia con l'Istituto Autonomo Case Popolari (IACP) per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica di via Lavorate-via Pioppazze.

A Sarno si apre ufficialmente la stagione della gestione commissariale. Dopo il provvedimento prefettizio adottato ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, con la sospensione cautelare degli organi politici comunali in attesa del perfezionamento dell’iter di scioglimento, la Commissione straordinaria ha assunto i poteri di Sindaco, Giunta e Consiglio comunale. A guidare la fase commissariale sono il dott. Raffaele Cannizzaro, Prefetto a riposo e coordinatore della Commissione, la dott.ssa Fulvia Zinno, Viceprefetto, e la dott.ssa Plautilla Calvani, dirigente di seconda fascia. L’insediamento risulta formalizzato con la deliberazione commissariale n. 1 del 15 giugno 2026.

Il debutto della Commissione non avviene però su un terreno neutro. Sul tavolo, tra i primi dossier pesanti, arriva subito un debito fuori bilancio da 279.406,26 euro, riconosciuto con deliberazione n. 2 del 24 giugno 2026, adottata con i poteri del Consiglio comunale. Una cifra rilevante, figlia di una controversia ultradecennale tra il Comune di Sarno e l’Istituto Autonomo Case Popolari della Provincia di Salerno.

La vicenda nasce dagli alloggi di edilizia residenziale pubblica realizzati in località via Lavorate-via Pioppazze. Secondo quanto ricostruito negli atti, lo IACP aveva convenuto in giudizio il Comune di Sarno già nel 2014, chiedendo la condanna dell’Ente al rimborso delle somme sostenute per la vigilanza degli alloggi, affidata alla società ISO S.r.l.. La richiesta iniziale ammontava a 127.160,74 euro, oltre agli ulteriori importi maturati fino alla consegna degli immobili, interessi, rivalutazione e ulteriori accessori.

Il nodo era chiaro: gli alloggi erano stati realizzati, ma la loro consegna e gestione erano rimaste bloccate. Da una parte lo IACP sosteneva che il Comune avesse rifiutato o comunque ritardato la presa in consegna degli immobili, pur essendovi tenuto. Dall’altra il Comune aveva rappresentato di essere disponibile ad assumersi l’onere della guardiania solo dopo la consegna degli alloggi completi di allacciamenti, collaudo finale tecnico-amministrativo e certificato di agibilità. A complicare ulteriormente il quadro vi era anche la graduatoria definitiva per l’assegnazione degli alloggi, impugnata davanti al TAR e sospesa dal giudice amministrativo.

La controversia, iscritta al ruolo generale n. 1170/2014 davanti al Tribunale di Nocera Inferiore, si è trascinata per anni. Nel corso del giudizio è stata disposta anche una consulenza tecnica d’ufficio, affidata all’ing. Rosario Padovano. Alla fine, però, la sentenza n. 1019/2025 del Tribunale di Nocera Inferiore ha condannato il Comune di Sarno al pagamento, in favore dello IACP, della somma complessiva di 260.916,46 euro, oltre interessi legali.

Non solo. Il Comune è stato condannato anche al pagamento delle spese di giudizio, quantificate in 687 euro per spese e 14.103 euro per compensi professionali, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA come per legge. A carico dell’Ente sono state poste anche le spese di CTU. In seguito alla sentenza, è stato notificato al Comune anche un atto di precetto per 17.836,44 euro.

Ed è qui che interviene la Commissione straordinaria. Con la deliberazione n. 2/2026, i commissari non riaprono il merito della vicenda, ma prendono atto della sentenza e riconoscono formalmente il debito fuori bilancio ai sensi dell’articolo 194, comma 1, lettera a), del TUEL. L’atto precisa infatti che, in presenza di una sentenza esecutiva di condanna, l’organo consiliare non ha margini di discrezionalità sul “se” e sul “quanto” pagare: deve ricondurre nel sistema di bilancio un’obbligazione già sorta all’esterno.

Il debito riconosciuto è dunque pari a 279.406,26 euro, così composto: 260.916,46 euro in favore dello IACP, 17.554,19 euro in favore dell’avv. Pasquale Carotenuto e 935,61 euro in favore dell’ing. Rosario Padovano. Tuttavia, poiché le somme relative al legale e al CTU erano già state liquidate, il residuo effettivamente da corrispondere resta quello verso lo IACP, pari a 260.916,46 euro, imputato sul bilancio 2026.

La Commissione ha inoltre demandato al dirigente dell’Area Tecnica l’adozione degli atti conseguenti e ha disposto la trasmissione del provvedimento alla Procura regionale della Corte dei conti per la Campania, come previsto dalla normativa in materia di debiti fuori bilancio.

Dunque, in una città entrata nella fase commissariale, uno dei primi segnali che emergono dagli atti amministrativi non è rassicurante: prima ancora delle scelte future, bisogna fare i conti con le eredità del passato.

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