SCAFATI. “Arriva la commissione d'accesso: dobbiamo solo restare sereni” sarebbero più o meno queste le parole del sindaco Pasquale Aliberti ai suoi fedelissimi qualche giorno fa quando in “camera caritatis” avrebbe dato la conferma di quanto molti temevano già. La notizia è stata presto confermata e già dalla prossima settimana potrebbe partire il tortuoso iter che permetterà ad una commissione di esaminare tutti i documenti emessi dall'amministrazione comunale di Pasquale Aliberti negli ultimi anni e definire eventuali irregolarità o infiltrazioni camorristiche nella sua amministrazione. Un provvedimento molto importante per la città di Scafati che così potrà finalmente avere un po' di chiarezza, dopo la valanga di indagini della magistratura ordinaria e poi dell'Antimafia, circa i quasi otto anni di governo Aliberti. Appalti, nomine, incarichi e gestione dei servizi cittadini saranno passati al setaccio dai commissari che saranno inviati dal Ministero. Inutile il tentativo iniziale di cercare di evitare l'ennesimo velo di vergogna alla città di Scafati, evitando l'arrivo della commissione d'accesso “per vie politiche”: oramai mancano pochi giorni alla “verità”, o almeno ad una parte di essa. Erano stati i politici del movimento 5 stelle, del Pd e di Ncd a chiedere l'arrivo dei commissari a gran voce così come la stessa Direzione distrettuale Antimafia di Salerno attraverso il pm Vincenzo Montemurro, che aveva chiesto chiarezza sulla gestione della cosa pubblica a Palazzo Meyer. Il dubbio è che potrebbero esserci le mani della criminalità sugli affari comunali, eventualità fatta presente anche dalla Dia nella sua relazione di fine anno in cui si sottolineava “che i Casalesi hanno influenza sugli appalti al Comune di Scafati”. A pochi giorni dal blitz del 18 settembre scorso, come atto dovuto e consequenziale, era arrivata la richiesta della Dda di scioglimento del Comune, vista la gravità delle accuse contestate al sindaco della città, Pasquale Aliberti, suo fratello Nello, la moglie del primo cittadino consigliere regionale Monica Paolino, la segretaria del comune Immacolata Di Saia e lo staffista Giovanni Cozzolino, accusati a vario titolo dal reato di abuso di ufficio, al voto di scambio politico-mafioso, all'associazione a delinquere di stampo camorristico. Successivamente la Prefettura aveva chiesto alla Dda maggiori atti ad integrazione della richiesta di scioglimento e solo ora però sembra arrivata una svolta. cv


