Con i soli voti della maggioranza, questa sera il Consiglio Comunale di Sarno ha approvato il conto consuntivo, che presenta uno dei migliori quadri economici degli ultimi anni. "La quantità di trasferimenti dello Stato va diminuendo ogni anno, con tendenza a far raggiungere ad ogni Comune un elevato e progressivo indice di autonomia finanziaria - spiega il vicesindaco Gaetano Ferrentino -. Di fronte a questo mutamento che, anno per anno, sottrae risorse, l’Ente è in fase di costante adeguamento sulla contrazione della spesa, particolarmente quella corrente, mentre, dall’altro lato, cerca di non elevare la pressione finanziaria e tributaria sui cittadini. Nel 2015, il Comune ha riscosso il 58 % circa delle entrate tributarie a fronte del 36 % degli altri anni. Dopo anni, il conto consuntivo è stato approvato nei termini previsti".
L’Amministrazione Canfora metterà in campo azioni volte ad aumentare ancor di più la percentuale degli incassi, in particolare proprio in materia tributaria. "L’azione di risanamento progressivo, con la contrazione anche di mutui di liquidità - continua Ferrentino -, ha consentito di sfrondare notevolmente i debiti fuori bilancio e di avviare anche il ripiano di debiti pregressi. Sono stati ridotti i costi degli apparati politici e di quelli amministrativi e sono stati annullati quattro punti dei parametri di deficitarietà indicati dal Ministero per misurare lo stato delle casse".
Con minori risorse, l’Amministrazione Comunale sta cercando di far pesare il meno possibile i costi del risanamento sui cittadini. "La percentuale di copertura dei servizi a domanda individuale (mense, trasporto scolastico, etc.) - conclude Ferrentino - è stata abbassata dal 36 % al 30,6 %. Con il risanamento si arriverà anche ad ulteriori investimenti per migliorare la qualità dei servizi e della città in generale".
Inoltre, il Consiglio Comunale ha proceduto all'unanimità ad alcune modifiche del regolamento Cosap per venire incontro alle esigenze degli ambulanti e delle attività commerciali, in particolare per quanto concerne i pagamenti rateizzati.
IRA FI, AGOVINO - Ennesima figuraccia dell’attuale Amministrazione ieri sera nel consesso civico.
Tutte le cambiali hanno il termine della scadenza. E come una cambiale firmata avente beneficiaria la collettività sarnese , ieri sera l’amministrazione cittadina non ha potuto onorane il pagamento.
La tanto paventata e sloganata “ rivoluzione fiscale “ del vicesindaco economista , si è tradotta nella seduta del consiglio comunale nell’approvazione da parte dei soli consiglieri di maggioranza, di importi per la Tarsu cresciuti in maniera esponenziale.
Passando con “ non chalance ” da incrementi del 25% ad aumenti del 298% , in barba alla tanto decantata spending review, l’Amministrazione cittadina ha trasmesso ai commercianti , agli imprenditori, ai professionisti ed agli artigiani sarnesi, la propria visione ed interpretazione dello sviluppo economico del terziario.
Scorrendo l’accaduto si viene assaliti da un misto di indignazione e scoramento come cittadini prima, come politici poi.
Presti diligenza il signor Sindaco, novello simil-Sceriffo della contea di Nottingham, nel serbare memoria, comunque , di un importante dato: le promesse elettorali, se non possono essere mantenute, non devono essere vessatorie per la cittadinanza.
In questi due anni d’amministrazione, nonostante i suoi proclami, questa città è regredita molto sotto vari aspetti: occupazione, sicurezza, decoro urbano e per ultimo tassazioni
Dopo le feste , tutti si mettono a dieta, ma così combinati ci toccherà digiunare, per sostenere GLI aumenti delle gabelle comunali.
LE PRECISAZIONI DI CANFORA - A proposito delle tariffe tari. Quando le tariffe si abbassano, si tende a far passare tutto sotto tono. Quando, invece, subiscono piccoli aggiustamenti, qualcuno grida che “i nodi sono venuti al pettine” pur di indirizzare sterili attacchi all’amministrazione. E allora, poiché i numeri dicono sempre la verità, analizziamo fino in fondo la verità, precisando che gli aumenti di cui oggi si vuole strumentalmente parlare riguardano le tariffe che questa amministrazione aveva, in molti casi, addirittura dimezzate. Qualcuno che, oggi, si ritrova in minoranza dimentica di aver partecipato al governo cittadino e di essere stato complice dl più grave prelievo tributario nei confronti dei cittadini. Partiamo dal 2013, con le ultime tariffe elaborate dalla precedente amministrazione, in quanto il previsionale 2014 fu già votato dall’attuale maggioranza. Nel 2013, una famiglia di un solo componente, con 100 mq di abitazione e 100 di garage pagava 304,57 x 2 e, cioè, 609,00 euro. Oggi, con i tanto strombazzati rincari la stessa persona paga 194,21+ 50 per il garage per un totale di 244 euro e cioè circa 400 euro in meno e questo è per tutti i nuclei familiari, secondo lo specchietto che segue e riferito solo all’abitazione, senza le pertinenze.
Utenze domestiche (simulazione su 100 mq)
2013 2014 2015 2016
1 comp 304,57 161,36 179,24 194,21
2 comp 389,12 309,14 291,33 307,3
3 comp 433,43 301,26 312,84 328,94
4 comp 472,75 353,12 362,44 379,84
5 comp 500,81 390,29 398,81 415,63
6 comp 504,7 402,55 405,33 421,58
A tutto questo va sommato che ogni cantina, garage, deposito si paga a € 0,45 al mq, mentre prima si pagava come la superficie abitativa. Altro che rincari! E da quest’anno ci saranno anche agevolazioni per i portatori di handicap.
Vogliamo, poi discutere delle utenze non domestiche? Qualcuno ha citato categorie per le quali è prevista la tariffa, ma non vi sono utenze, tipo gli ipermercati o sbandiera la tariffa per le attività industriali con capannoni di produzione. Parliamo delle utenze numerose.
Dopo aver rassicurato le famiglie, vogliamo rassicurare gli industriali (censiti 51). Nel 2013, gli stessi pagavano 15,11 euro al mq e veniva tassata l’inetra superficie, con una riduzione del 30 % sulle superfici di produzione. Oggi, con lo sbandierato aumento, pagano 13, 74, ma la tassazione esclude totalmente le superfici di produzione (cioè i capannoni), limitandosi ai soli uffici. Se i numeri dicono la verità, basta fare il conto di quante migliaia di euro si risparmia.
Le utenze più numerose, riguardano gli uffici (357) che, nel 2013, pagavano 15,11 euro al mq e, oggi, ne pagano 7,10. Oppure, gli esercizi commerciali (341), che, nel 2013, pagavano 15,30 e, nel 2016, ne pagheranno 9,43.
Le salumerie, macellerie e simili (87), nel 2013, pagavano 20,16 euro al mq, mentre, nel 2016, ne pagano 10,97.
Le edicole, farmacie, tabacchi e oreficerie (60), nel 2013 pagavano 30,36 euro al mq. Nel 2016, ne pagheranno 13,60. Perfino i supermercati , superiori a 150 mq, che ne pagavano 20,16, ne pagheranno 17.
Per le categorie artigianali, sono previste aree detassate e, comunque, con il nuovo regolamento, abbattimenti fino al 50 % delle tariffe.
Si parlava di turismo e gli alberghi pagavano fino al 20 euro al mq, mentre oggi, ne pagano 13 se hanno il ristorante. Senza, appena 8.
Intanto, invece di dare fiato alle trombe sterili, mi preoccuperei di evidenziare come oltre il 50 %, ogni anno, non paghi regolarmente la tari. Noi stiamo mettendo in campo azioni volte al recupero di tali sacche di evasione e, nello stesso tempo, stiamo mettendo in campo azioni che mirano ad aumentare la percentuale di raccolta differenziata, in modo da avere ulteriori benefici sulla tassa.
Chi ha fatto disastri, oggi, vuole scaricare le sue colpe su altri.


