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Il sindaco De Magistris ospite a Scafati: “Seguite il modello Napoli”

05 Ottobre 2016 Author :  

Un’assemblea pubblica molto calda e fervente quella di lunedì 3 ottobre in piazza Vittorio Veneto a Scafati che ha ospitato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris organizzato dal collettivo Act e dal circolo Ferro 3.0. L’occasione è quella dell’anniversario della liberazione di Scafati, città medaglia d’oro al valor militare e alla resistenza, avvenuta il 28 settembre 1943 cui sono poi seguite le quattro giornate di Napoli. Da qui il legame idealizzante tra le due città che si cerca di recuperare per unire non più attraverso un puro ideale mitizzato relegato alla storia, ma prendendo ad esempio l’attuale esperienza amministrativa napoletana imperniata di un messaggio rivoluzionario che sembra rievocare, almeno idealmente agli occhi degli aderenti all’assemblea, quella stagione della resistenza antifascista. Non a caso “Scafati Resiste” è stato il motto di questa agorà cittadina, rievocato spesso dalla pasionaria Raffaella Casciello del collettivo Act, la quale sottolinea proprio il significato politico e sociale dell’iniziativa:” Questa è stata una straordinaria occasione per mettere in luce le esperienza alternative che possono nascere dal Sud. Pensiamo che sia possibile liberare i nostri territori dai poteri mafiosi e collusi con la politica. In questi decenni disoccupazione, devastazione ambientale, impoverimento culturale, corruzione e malapolitica hanno contraddistinto i nostri territori. È il momento di una nuova resistenza che dia respiro alle migliori risorse e intelligenze della città per cambiare davvero.” Dal canto suo, Donatella Savino, Presidente del circolo Ferro 3.0, prosegue altrettanto vivacemente :” vogliamo riappropriarci, come cittadini, dei nostri spazi di democrazia che finora ci sono stati negati. Il nostro circolo, ha, nei suoi 5 anni di attività offerto ai nostri soci, un luogo ricreativo e di svago dove potersi incontrare liberamente. Ora che abbiamo cambiato sede qui in piazza Vittorio Veneto ci siamo trovati ad avere a che fare diverse problematiche, a partire dalla ghettizzazione della comunità dei migranti, delle condizioni di madri lavoratrici con serie difficoltà economiche, dei disabili che si sono recati presso il nostro circolo in mancanza di altre strutture adeguate. In qualche modo stiamo cercando di riempire un vuoto istituzionale che la politica finora non vuole affrontare o per interesse, perché evidentemente gli fa comodo, o per negligenza. Il modello Napoli rappresenta per questo una vera alternativa democratica e concreta che vorremmo fosse preso come modello anche per la nostra città.” Riprendendo proprio dal discorso della resistenza il sindaco De Magistris ricorda con orgoglio: “siamo stati la prima area europea a liberarsi da sola con una rivolta popolare da una dittatura nazifascista. Le quattro giornate di Napoli ci servono anche per motivarci a resistere oggi.” Di qui il duro attacco all’attuale situazione politica italiana “ le dittature, i totalitarismi, le oligarchie, le tecnocrazie e le oppressioni cambiano nel corso della storia. Oggi assistiamo che un oligarca (il presidente del consiglio Matteo Renzi ndr) con una maggioranza eletta con una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla corte costituzionale, con una legge approvata a colpi di fiducia vuole stracciare la carta costituzionale nata con la resistenza e il nazifascismo”. Un chiaro appello dunque a votare contro la modifica costituzionale al referendum del prossimo 4 dicembre. Si definisce “sindaco di strada”, un rapporto a contatto costante con i propri concittadini, confrontandosi e ascoltando le loro esigenze e inserendole poi nell’ agenda politica, formulando infine delle soluzioni”. Il sindaco “ribelle” passa poi a raccontare la sua esperienza amministrativa giunta ormai al suo sesto anno di attività: “sin dal mio insediamento nel 2011 avevo davanti a me una città sommersa dai rifiuti, una città moralmente depressa, senza eventi culturali, senza turisti e con ben un miliardo e mezzo di debito (850 milioni in disavanzo). In questa situazione catastrofica Napoli dopo pochi mesi non aveva più rifiuti per strada e questo perché abbiamo reciso il sistema politico affaristico che governava il ciclo di rifiuti, superando la fase dell’emergenza che comportava subappalti e affidamenti diretti concessi in maniera totalmente opaca. Abbiamo accorpato le società partecipate, eliminato tutte le consulenze esterne. Le gare avvengono ora in maniera regolare e i creditori oggi vengono pagati dopo 60 giorni e non dopo 4 anni come avveniva in passato. Abbiamo applicato, unici in Italia, il referendum sull’acqua pubblica togliendo il servizio idrico dalla mano dei privati. Il segreto di questa ricetta – conclude il sindaco- è fatto da parole come ‘umanità’, ‘onestà’, ‘autonomia’ e ‘coraggio’, virtù senza le quali non avrei potuto raggiungere questi risultati . “ Il modello Napoli sembra assurgere, dunque, come vero e proprio Weltanschauung, un paradigma da esportare altrove, al di là persino dei confini napoletani. Il tempo, l’evoluzione socio-politica, la resilienza stessa dei territori e la fiducia dei sostenitori di tale visione ci dirà quanto lontano questa ambizione potrà spingersi.

 

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