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Scafati. Elezioni o scioglimento? Ecco i papabili in caso di voto

03 Gennaio 2017 Author :  

Inizia l'anno e già sembra che ci sia qualcosa di differente. La città di Scafati deve fare i conti con elezioni o scioglimento imminente. I politici senza poltrona, reduci senza più forze dai consigli di amministrazione, quello comunale o da incarichi salernitani, stanno già voltando pagina cercando di dimenticare o di far dimenticare l'amministrazione Aliberti.
Questo gennaio, sarà il mese della verità. Infatti, due saranno le strade: o ci sarà lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica, oppure a maggio – se non prima – ci saranno le elezioni. Un aut aut di non poco conto. Ma come si presenta lo scenario politico attuale – post-Aliberti – in vista del possibile voto?
Una guerra senza generali. Ecco qual è l'attuale situazione. Soldati semplici che si atteggiano a comandanti, spadaccini che giocano a fare i fuoriclasse: chi sarebbero i candidati se si votasse domani mattina?
Attualmente in pole ci sono i due schieramenti. A centrosinistra, la posizione meno interessante. In primis c'è Marco Cucurachi: auto-eletto candidato del Pd, il consigliere accusato di essere un evasore fiscale, è uno dei papabili candidati a sindaco dei democrat. Peccato che nemmeno i democratici abbiano fatto cerchio intorno al suo nome. Non d'accordo con la sua candidatura parte del direttivo, né parte del gruppo consiliare: lo stesso consigliere Michele Grimaldi, che già in passato aveva fatto un passo indietro per lasciare il posto ad un “perdente” D'Alessandro, perchè oggi dovrebbe farsi da parte di nuovo?
L'unico candidato “credibile” per i più resta Nicola Pesce: la vera domanda è sempre la stessa per lui. Avrebbe vinto se le elezioni del 2013 non fossero state condizionate dalla camorra (cosa che sostiene l'Antimafia di Salerno e già due giudici del Riesame)? Forse sì, forse no. Merita un'altra chance per un governo di transizione? Domande senza risposta.
Al centro c'è Giacinto Grandito: prese le distanze da Pasquale Aliberti quando forse la situazione era sotto controllo, potrebbe essere lui a guidare le elezioni centriste ma, con un Alfonso Di Massa in bilico per la figuraccia dell'apparentamento last minute e con un polo centrista dubbio, forse i moderati resteranno a casa. Che ne sarà dei veri esponenti della democrazia cristiana dopo Pasquale Aliberti? Molti andranno con il centro destra, altri resteranno a casa. Pochi o nessuno migrerà a sinistra.
Poi c'è la destra. O meglio, il centro destra. Guidati idealmente da Giancarlo Fele, vicesindaco di Pasquale Aliberti, gli esponenti del centrodestra devono scegliere da che parte stare. Pasquale Coppola starebbe lavorando con un polo di moderati per candidarsi a sindaco: l'ex presidente del consiglio sarebbe anche in procinto di prendere la laurea con un'università privata per mettersi in lizza come candidato sindaco di centrodestra. Accanto a lui, Pasquale Vitiello, Mario Santocchio e parte della “vecchia guardia” di destra. Poi c'è il polo di Fele: con lui c'è la “Scafati dei voti”, quella degli appalti, quella degli affari. Lui è il post Aliberti, la politica dei “fedeli ma non troppo” che avrebbero, dalla morte politica di Aliberti, il loro posto al sole: un posto che Aliberti gli ha scavato. Un posto dove Aliberti ha posto sdraio e ombrelloni oltre che un bel drink in mano. Insieme a Fele, volti noti come Brigida Marra, Teresa Formisano (anche se non si esclude un suo passaggio a Coppola) e parte dell'attuale maggioranza.
Sempre a centrodestra c'è Angelo Matrone: vuole candidarsi a sindaco anche lui. Aspira alla destra, tende alla sinistra, siede al centro e pensa ai 5 stelle. Il consigliere che salvò Scafati solidale dalla chiusura, quello dello staff del sindaco, il consigliere-parente, quello della battaglia alla decadenza e il consigliere della polemica “moderata”, vuole entrare nella rosa dei candidati sindaco. Con che partito? Non come Fratelli d'Italia a quanto pare, forse ancora in centrodestra. Tutto da vedere...Chi sarà in grado di accodare a sé? Lo stesso Matrone deve fare i conti con Cristoforo Salvati, sempre più propenso ad un nuovo tentativo di candidatura. Ma, soprattutto deve fare i conto con un popolo che cerca leader: sarebbe davvero capace di guidare un popolo deluso, ferito, martire e lacerato come quello scafatese?
Intanto, l'incertezza del candidato è all'ombra della speranza di un commissario anti-camorra. E' necessario spegnere prima di ripartire. Serve respiro, pulizia e ordine. Serve coscienza. Serve verità e poi, forse, il voto.

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