AgroInvest; area svenduta nel piano di insediamento produttivo di Scafati. Scatta la denuncia di Scafati in movimento. "Il Pip è stato letteralmente svenduto . La vivibilità e le potenzialità della zona Cappella sono state merce di scambio per le logiche affaristiche della politica che ci ha governato fino a poco tempo fa . L'amministrazione Aliberti e i suoi sodali, con in testa il consigliere di zona Mimmo Casciello, hanno messo in ginocchio economia, salute e ambiente di quello che poteva essere il volano della rinascita di Scafati: il piano di insediamento produttivo di via Sant'Antonio Abate. Tutto per favorire l'insediamento delle lobby dei rifiuti ammazzando sul nascere la speranza di poter permettere l'insediamento di altre attività. Il progetto era trasformare l'area in una pattumiera della Campania? Continueremo a lottare in ogni sede affinché ciò non accada e al tempo stesso vogliamo che i nomi dei responsabili vengano fuori, il popolo martoriato deve sapere perché a Scafati non si respirava, c'è bisogno di aria pulita a cominciare dalla politica. Apprendiamo delle indagini in corso dell'antimafia su una convenzione che vede favorita una ditta di rifiuti. Perché firmare una convenzione che non porta alcun beneficio all'ente? Perché nessuno è intervenuto? Ad Angri sono andati i soldi dei lotti e a Scafati sono andati i disagi ? Un bando pubblico è stato avviato? Il consigliere Casciello è stato negli anni il più presente in Agroinvest ricoprendo più volte il ruolo di membro del cda, possibile non sapesse ? Il consigliere Casciello dice di essersi dimesso il 4 agosto guarda caso il giorno prima della firma della convenzione. Secondo noi una presa in giro. La convenzione oggetto di indagine della DDA è stata firmata il 5 agosto e di certo la "trattativa" non è che sia stata fatta quella mattina . Erano in ballo 6/700mila euro, non è che uno si presenta la mattina del 5 ad Agroinvest e dice: "Sai che cè di nuovo? Firmiamo uno scambio di lotti?". Il cda di queste operazioni non poteva non sapere.
Gli interessi personali hanno prevalso sull'interesse pubblico. Questa è una delle tante colpe che riguarda l'amministrazione uscente. Responsabilità politiche e morali che non hanno bisogno di tribunali per essere certificate" concludono gli attivisti di Scafati in movimenti Memoli, Sarconio, Iuliano e Langella.


