I partecipanti al tavolo degli interventi sono di notevole spessore nonché di varia natura: oltre agli amministratori locali, in particolare il primo cittadino Annunziata e l’assessore allo sviluppo economico Iaquinandi, ci sono il consigliere per l’agricoltura del presidente De Luca, Franco Alfieri e il sindaco del comune di Roseto Capo Spulico. Non potevano mancare rappresentanti della Coldiretti e di Confcommercio: erano presenti Gianluca Di Natale, presidente della Confcommercio San Marzano e Vittorio Sangiorgio, presidente della Coldiretti di Salerno.
A fare gli onori di casa è il primo cittadino Cosimo Annunziata che, dopo i saluti di rito, focalizza l’attenzione su come la Denominazione Comunale può migliorare l’economia locale: “Abbiamo iniziato questo percorso per gli agricoltori delle nostre terre – spiega Annunziata – ed abbiamo la possibilità di accedere a nuovi finanziamenti che la Regione e l’Europa ci permettono di sfruttare. Lo scopo resta quello di valorizzare tre prodotti – pomodoro, melanzana e fagiolino secco – che proprio gli imprenditori hanno scelto. Vogliamo rimettere in moto quell’azienda agricola che, fino a qualche tempo fa, era il fiore all’occhiello della nostra comunità. Il mio invito si rivolge al produttore: per loro sarà creato uno sportello che servirà ad aiutare il produttore a capire le fasi di questo nuovo progetto sperimentale che porterà i nostri prodotti sui mercati internazionali.”
“Abbiamo investito tanto – interviene l’assessore comunale allo sviluppo economico Marco Iaquinandi –perché crediamo davvero che questo progetto possa migliorare l’economia di San Marzano e renderla un vero e proprio volano dell’agricoltura locale. Coldiretti e Confcommercio aiuteranno noi e gli agricoltori ad accedere ai fondi nazionali e internazionali per l’agricoltura. Noi abbiamo fatto tutto, oggi abbiamo bisogno degli imprenditori, dei produttori. Crediamo che questo progetto possa cambiare non solo la storia di San Marzano ma quella dell’Agro Nocerino Sarnese.
Fondamentale, dunque, sarà l’alleanza con Confcommercio e Coldiretti: sarà loro il compito di aiutare il comune e gli imprenditori lungo la strada burocratica che porta ai fondi P.S.R. 2014/2020 della Regione Campania e poi ai finanziamenti europei. Vittorio Sangiorgio, presidente della Coldiretti di Salerno, dichiara come la stessa Coldiretti sia da anni impegnata nello sviluppo rurale: “Coldiretti – dichiara Sangiorgio –crede e si impegna da vent’anni nel progetto rurale e oggi l’agricoltura è di tutto diritto parte integrante dello sviluppo di un territorio: un’amministrazione non può prescindere dall’agricoltura. Noi siamo riusciti a sdoganare l’idea della Terra dei fuochi: il Pil del mezzogiorno cresce tantissimo e dobbiamo sfruttare al meglio questa crescita.”
Della stessa idea è Confcommercio che, attraverso la figura di Gianluca di Natale, presidente di Confcommercio San Marzano sul Sarno, fa sapere che “l’intento è quello di evitare la grande distribuzione ma inserirci in mercati diversi, filiere diverse. L’idea è quella di creare un polo gastronomico a San Marzano dove si possa trovare sia un mercato di nicchia sia una nuova possibilità per le imprese di ristorazione locale.”
Fondamentale sarà il ruolo della provincia: nonostante l’assenza del presidente Canfora, il consigliere della provincia di Salerno, Vincenzo Napoli, porta al convegno l’impegno dell’amministrazione provinciale, provincia che ha “l’intenzione non solo di appoggiare il progetto ma di allargarlo a tutti i prodotti dell’agro e creare una de.co. dell’agro-nocerino sarnese.”
A testimonianza di come la Denominazione Comunale sia un valido progetto di sviluppo c’è il sindaco Rosanna Mazzia, prima cittadina del comune calabrese di Roseto Capo Spulico che ha abbracciato il progetto De.Co. da già sette anni: “Abbiamo istituito la De.Co – dichiara Mazzia – tanti anni fa su un paniere di prodotti sia classici come la salsiccia, il filettuccio, la pittaliscia, l’olio sia di nicchia come la ciliegia e in particolare su quest’ultima abbiamo investito tanto. Il prodotto De.Co è un prodotto che identifica un territorio, non è solo un marchio di qualità ma individua la specificità di un territorio. Questo sarà sicuramento un attrattore per il turismo gastronomico – testimonia Mazzia – come è successo con il mio comune di Roseto. Nell’agricoltura c’è ricchezza purché si investa con metodi nuovi. Credo che sia necessario rivedere i prodotti che produciamo in maniera nuova e innovativa per renderli diversi da qualsiasi prodotto che si può trovare al supermercato.”
Anche la Regione Campania avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo della Denominazione Comunale San Marzano: anche in questo caso assente il numero uno Vincenzo De Luca, ne fa le veci Franco Alfieri, consigliere per l’agricoltura del governatore della Regione Campania convinto che “sull’agricoltura ci giochiamo il futuro del Mezzogiorno, non solo di San Marzano. Quella dell’agro – dichiara Alfieri – è una delle terre più fertili in Italia, terra che produce eccellenze. Ma queste eccellenze devono essere valorizzate per renderle ricchezza, per renderle sviluppo, per renderle possibilità. Le De.Co. servono per valorizzare un territorio ed è la fetta imprenditoriale che deve dare il suo concreto contributo a tale valorizzazione. La politica da sola non basta, serve cooperazione. Partiamo dal nostro territorio, dalla Campania, - conclude Alfieri – che ogni anno attira milioni di visitatori. Partiamo da questo mercato per poi prendere il volo.”
Significativi anche gli interventi del docente universitario della Federico II di Napoli, Vincenzo Peretti, e di Corrado Martinangelo, expert politiche agroalimentari Italia ed Europa. Peretti spiega come le denominazioni comunali sono state per anni ostacolate per non generare confusione del consumatore fino a quando non hanno sviluppato una propria identità e una propria ragion d’essere: “le De.Co hanno una loro precisa collocazione: in Campania ce ne sono tante molto importanti come ad Agerola, a Brusciano ma dobbiamo dare alle de.co. la giusta collocazione per non creare confusione nel consumatore. De.Co. è identità territoriale ed identifica prodotti che rientrano nella trasformazione e nella commercializzazione turistica. Le De.Co. devono rappresentare l’orgoglio di un comune, preciso e circoscritto, e dei suoi produttori che non devono temere la competizione delle grandi aziende. I prodotti di denominazione comunale devono puntare a mercati diversi: le mense scolastiche, la ristorazione locale, il mercato del comune vicino. Questa è la sfida – conclude il docente Peretti – le nostre aziende devono percepire questa etichetta come un vanto, devono crederci. Le de.co. devono salvare le piccole aziende, le storie, i sapori, gli odori locali.” Dello stesso avviso è Martinangelo: anche per il consigliere regionale “la De.Co. esprime un valore di identità territoriale. Non basta solo forgiarsi del titolo, bisogno diffondere i prodotti prima nelle mense locali, prima nel territorio d’appartenenza e in quelli vicini. Poi c’è il valore economico e produttivo: qui entra in gioco il PSR, le filiere regionali e nazionali ed è qui che la de.co. crea lavoro e ricchezza.”
Quindi ad un anno dalla nascita della Denominazione Comunale San Marzano tanto è la strada ancora da fare: l’occasione di sfruttare fondi istituzionali offre al comune del pomodoro DOP più conosciuto al mondo la possibilità concreta di investire nel settore rurale. Fondamentale resta la cooperazione sia tra amministratori locali e produttori diretti che con la politica dei vertici provinciali, regionali e nazionali.


