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Scafati. Mpd: "Una nuova primavera dopo lo scioglimento"

29 Maggio 2017 Author :  

Recuperare la centralità dei diritti dei cittadini al di là degli interessi personali: con la promessa di affrontare questa sfida il vicepresidente della commissione antimafia Claudio Fava, presenta il circolo Mdp a Scafati.
Movimento democratico e progressista apre il suo circolo a Scafati. "Per noi la democrazia è tutto: siamo diversi dal Pd e dal Movimento 5 stelle che hanno un uomo solo al comando. Ci concentriamo sull'articolo uno, che prevede il lavoro come base di dignità. Non si può dare la colpa dell'assenza del Lavoro agli immigranti. Partiamo dal turn over nelle amministrazioni, ci darebbe 200 mila posti in più. La colpa dell'assenza di lavoro è legata anche alla camorra presente nei nostri territori" dichiara Mirko Secondulfo, uno dei rappresentanti sul territorio. Sul caso Scafati, Secondulfo: "Ribadisco l'innocenza dell'ex sindaco di Scafati fino a prova contraria e fino a decisione del giudice su quanto contestato, ma è colpevole dei disastri lasciali nella nostra città su fiume, villa e non solo". "Ho avuto l'onore di essere impegnato nell'amministrazione di centro-sinistra e oggi, nonostante le divergenze, condividiamo gli stessi ideali. Ringrazio chi in Consiglio ha portato avanti delle battaglie di legalità contro il clima di terrore e l'ombra della camorra che ha portato allo scioglimento. Ora dobbiamo partire insieme per parlare con le persone e con i lavoratori per risultare credibile al di là delle correnti: c'è bisogno di onestà, dì verità, di facce pulite. In questo territorio le cose belle sono state cancellate dalle continue campagne elettorali. Non so se mi candiderò alle prossime elezioni, ma ognuno di noi si dovrà impegnare per ricostruire questa città, mi fa piacere condividere con voi questa nuova primavera" dichiara Ignazio Tafuro, ex amministratore e consigliere di centrosinistra, ora referente Mdp. A presentare il progetto Mdp, anche Federico Conte, coordinatore provinciale di Articolo Uno-Mdp: "Il governatore De Luca a Scafati non si è mai impegnato se non per dividere il centrosinistra e per dare incarichi ad esponenti del centrodestra. Questo partito vuole essere una espressione del territorio. Uno dei temi principali è quello della legalità, per noi non è un concetto da strumentalizzare. Il tema della legalità a Scafati trova un terreno fertile: il comune di Scafati è stato già sciolto per camorra, venti anni fa. Dopo quella amministrazione, arrivò l'ex sindaco Nicola Pesce e Pasquale Loreto, pentito che portò allo scioglimento, gli offrì 150 milioni per la città, ma non lui non li accettó. Sulla questione Ex Copmes, mal sfruttata dall'amministrazione Bottoni, è arrivato lo scioglimento nuovo per il comune. Questo nuovo gruppo insieme al centro sinistra deve partire da questo bene per dare un'opportunità a questa città. Questa di oggi deve essere una chance per riunire i lavori e piantare il seme della nuova primavera Scafati". "La finestra che si apre su Scafati rappresenta l'apertura alla strada della politica sana che vuole rinascere. Vogliamo costruire un ponte tra chi ha gli stessi valori politici ma soprattutto, vogliamo parlare di autonomia della politica, di lavoro. Ci troviamo qui a Scafati dove la politica è stata piegata da logiche criminali: nel nuovo perimetro di Articolo uno vogliamo raggruppare i valori di una legalità che non può più essere delegata. Dobbiamo recuperare le nostre responsabilità collettive: un sentire comune che Berlinguer ci aveva donato col termine di "questione morale". Le sue parole sono attuali ma le abbiamo seppellite finora. Dobbiamo recuperare autonomia della politica da centri di interesse o economici. Costruiamo da quel rancore: la storia di Scafati è la storia di molto comuni da Nord a Sud. Qui hanno ridotto la politica alla risposta ai privilegi di pochi, così si arriva allo scioglimento senza la capacità del popolo di reagire e di dire che lo sapevano già. Su Scafati i reati sono imbarazzanti: il popolo dovrebbe recuperare il senso di vigilanza del territorio. I commissari ci raccontano cose che il popolo sapeva già, che non possono non lasciare segni sulla comunità. Il problema è che avevamo visto questo atteggiamento oramai come parte della città, parte del paesaggio. Lo scioglimento è un bene per togliere il condizionamento mafioso dalla città: per dire basta alla monetizzazione dei diritti dei cittadini. Dobbiamo recuperare la centralità del cittadino nella politica. Questa è la sfida di Articolo uno" continua Fava "Si deve anche modificare la norma, intervenendo sui funzionari che dopo lo scioglimento restano. Bisogna rinnovare i mezzi della battaglia anti camorra o la parola antimafia sarà svuotata e diventerà inutile. Dobbiamo liberare i nostri territori".

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