Scafati. Miasmi dal fiume Sarno: via al sit in. In ginocchio residenti e comunali
SCAFATI. Miasmi del fiume Sarno: la rivolta della gente prosegue. L'allarme perle difficili condizioni di lavoro a stretto contatto con il fiume, arriva anche dai dipendenti del palazzo comunale. Sul fronte politico Movimento 5 Stelle e Scafati Arancione chiedono a gran voce una mappatura degli scarichi e controlli serrati da parte delle forze dell'ordine. Intanto è emergenza anche nella zona di via Domenico Catalano e via Passanti per i miasmi provenienti dal centro di raccolta di via G.B. Casciello. L'emergenza Sarno comincia la sera quando tutto il centro città è invaso da un odore nauseabondo che allarma i cittadini. Molta gente lamenta bruciori alla gola e mal di stomaco per la puzza. La rabbia percorre la città. I cittadini si mobilitano. Si incontrano la sera a piazza Vittorio Veneto e studiano cosa fare. Il prossimo 3 settembre è prevista una manifestazione di protesta. A dare il via all'iniziativa Arcangelo Sicignano su Facebook. «Questa iniziativa - spiega Sicignano - è totalmente apolitica. Questa iniziativa nasce per difendere il futuro dei nostri figli. Tra dieci anni io non mi voglio trovare a non aver fatto nulla per provare a risolvere questo grave problema. Chiedo cosi la partecipazione di tutti. Senza distinzioni». La rabbia non si placa. Sabato mattina, a partire dalle 10 sul gruppo Facebook Sei di Scafati "Se"... in programma una iniziativa per sensibilizzare ancora di piùi cittadini alla protesta. Muniti di mascherina i componenti del gruppo si confronteranno con la gente «per sensibilizzare la città alla partecipazione e rivendicare un diritto da troppo tempo sottratto, il diritto alla salute». Ad esser coinvolti dall'emergenza miasmi anche i dipendenti di palazzo Meyer che sorge proprio ai margini del Sarno, in pieno centro. La signora Carmina Barbato, dipendente comunale, scrive sui social: «Oggi è stata una giornata infernale, un odore nauseabondo che penetra attraverso le porte e i balconi fatiscenti e porta bruciore alla gola e alle mucose della bocca. Aggiungiamoci anche la mancata pulizia da dieci giorni e il municipio sta diventando un ambiente di lavoro da terzo mondo».


