La denuncia
“L’unica posizione veramente chiara è quella del sindaco di Montoro che ha confermato la contrarietà alla realizzazione dell’impianto nel sito di Soccorso. Invece Sessa si è limitato a promettere - ancora una volta - un improbabile incontro con la Regione per ottenere una rimodulazione del progetto. Questo significa che per il sindaco di Fisciano e per il silente sindaco di Mercato S.Severino l’impianto va rivisto, ma va comunque realizzato a Soccorso. La ragione di questo atteggiamento, che ha deluso i rappresentanti dei comitati civici e che noi avevamo ampiamente previsto, va certamente ricercata negli impegni politici che i due sindaci hanno assunto con la Regione e nella incomprensibile decisione del Comune di Fisciano di utilizzare i fondi trasferiti dalla Regione ad agosto dello scorso anno per pagare gli espropri dei suoli. Invece di utilizzare correttamente le risorse finanziarie, pari a circa 1.900.000 euro, il Comune di Fisciano si è affrettato a pagare i proprietari dei suoli dove dovrebbe essere realizzato l’impianto di compostaggio. Tra questi proprietari c’è anche la società comunale Fisciano Sviluppo”.
Le domande dell'opposizione
“Forse è proprio questa la circostanza che ha indotto il Comune ad utilizzare i soldi della regione in modo così anomalo? A che serve acquisire per esproprio dei suoli se non si ha la certezza di realizzare l'opera? A che serve, ora, avere la proprietà dei suoli sui quali dovrebbe sorgere un impianto che potrebbe non essere mai realizzato? O meglio, sarà proprio perché il Comune ha già acquistato i suoli che il Sindaco Sessa non può più fermare la realizzazione dell’impianto nel sito non idoneo di Soccorso? E nel caso tutto si fermi, obiettivo per il quale noi ci battiamo, come fa il Comune a rivendere quei suoli per recuperare i soldi anticipati dalla Regione e destinarli a un nuovo impianto? E, per concludere, se non riesce a recuperare le somme, coma farà il Comune di Fisciano a restituire i soldi alla Regione? Dovremo essere noi cittadini fiscianesi a pagare per un’opera che non si realizzerà mai? Queste domande attendono risposte chiare trattandosi di risorse pubbliche e di eventuali danni posti a carico della Comunità. Per tale motivo porteremo la vicenda all’attenzione della Corte dei Conti e all’ Anac chiedendo un accertamento sulla procedura seguita e per l'individuazione delle eventuali responsabilità, partendo dal Sindaco. Chiederemo l’immediata convocazione del Consiglio comunale sul tema”.


