Il consigliere comunale di opposizione Giovanni Romano interviene duramente sulla vicenda relativa all’ampliamento del Civico Cimitero di Costa nel comune di Mercato San Severino, denunciando ritardi, aumenti dei costi e presunte omissioni da parte dell’amministrazione.
Ampliamento del cimitero: ritardi e rincari
“La scorsa settimana si è conclusa la gara per aggiudicare la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di ampliamento del Civico Cimitero di Costa con la realizzazione di nuovi loculi, ossari e cappelle gentilizie per 3.000.000,00 di euro”, dichiara Romano.
Secondo il consigliere, “la dis-amministrazione, avendo causato un ritardo di circa sei anni rispetto al progetto originario, è responsabile dell’aumento del costo del 33% rispetto alle previsioni”.
Romano evidenzia come i rincari abbiano inciso direttamente sui cittadini: “Il costo della concessione di un loculo è salito a 4.254,00 euro (per i loculi in basso) fino a 5.436 euro per quelli più in alto (… più vicini al cielo). Mentre il costo della concessione di suolo per una cappella gentilizia è salito da 35.000 euro a 51.699 euro”.
Cittadini non informati
Il consigliere punta il dito anche sulla mancata comunicazione agli interessati: “Questi maggiori costi devono essere coperti interamente dai soldi dei cittadini che hanno prenotato l’acquisto delle concessioni. Diversi mesi fa abbiamo presentato un’interrogazione per sapere se i cittadini sono stati informati di questi aumenti e, soprattutto, se hanno confermato di voler acquistare la concessione nonostante gli aumenti. Come sempre… silenzio tombale!”.
Da qui la decisione di procedere formalmente: “Siamo stati costretti a presentare un esposto per il reato di omissione in atti d’ufficio”.
Romano aggiunge: “Sappiamo che i cittadini che hanno prenotato l’acquisto delle concessioni non sono stati informati degli aumenti con una regolare comunicazione ufficiale”.
Dubbi sulla copertura finanziaria
Nel mirino dell’opposizione anche la sostenibilità economica dell’intervento: “Se, nonostante gli aumenti, i cittadini dovessero confermare la volontà di acquistare le concessioni, gli incassi non basterebbero a coprire neppure la metà del costo complessivo dell’opera”.
Il consigliere si chiede quindi: “Come si può aggiudicare la gara per la progettazione esecutiva e per i lavori sapendo che non ci sono i soldi per pagare le prestazioni e le opere da realizzare?”.
Infine, un’ulteriore contestazione: “Addirittura, riservandosi di procedere d’urgenza nonostante l’impresa appaltatrice non abbia ancora presentato la certificazione antimafia prevista dalla Legge”.
Romano conclude ribadendo l’intenzione di proseguire nell’azione politica e istituzionale: “Abbiamo presentato un’altra interrogazione e siamo in attesa di risposte. È un nostro diritto al quale non rinunceremo mai nonostante l’arroganza e le omissioni di chi si sente ‘sovrano’ assoluto”.


