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Scafati. Bilancio di lacrime e sangue, città sommersa dai debiti: ecco il salvagente dei commissari, ma potrebbe non bastare

30 Marzo 2018 Author :  

La magistratura indica il dito, ma dietro al comune si nasconde la luna: se qualcuno aveva pensato che lo scioglimento del Comune per camorra fosse il dessert amaro di uno poco apprezzabile menù politico, di certo non aveva ancora visto il conto. A Napoli lo avrebbero chiamato “il paccotto”, ma invece il suo nome è debito. Immenso debito: un buco milionario che ci fa apprezzare come meno profonda ogni buca per strada.
Una situazione di cassa drammatica quella di Palazzo Meyer a Scafati: la triade commissariale ha dovuto fare salti mortali per riuscire a far quadrare i conti e non dichiarare il dissesto finanziario che avrebbe appeso la città al palo. Nelle casse di Palazzo di Città c'è un disavanzo di oltre 31 milioni di euro. Una cifra davvero esorbitante e che preoccupa non poco in quanto, non sembrano esserci dei veri interventi che possano aiutare a risolvere la situazione debitoria di Palazzo Meyer.

I settori con i debiti più alti

Tra i settori con i debiti più alti c'è quello dell'avvocatura. Non che ciò meravigli. Si parla di un debito di circa un milione e mezzo di euro, tra cui si deve sottolineare che un milione e 200 mila euro circa sono relativi a sentenza già esecutive. Le mazzate “sicure”. Invece gli altri sono fondi tutt'ora in corso e da calcolare. Quelle della serie: “quando viene papà...”
Sono continue le azioni che vengono mosse nei confronti dell'ente per i decreti ingiuntivi ed i risarcimenti danni. È stato concordato un piano di rientro con i creditori che prevede il pagamento delle sentenze fino al 2016 per un importo complessivo di €422000 entro il 2018, mentre invece le sentenze del 2017 costeranno €750000 al comune di Scafati sempre entro il 2018.

Da non sottovalutare il debito del Pip per circa 10 milioni per le sentenze di condanna e le passività potenziali che derivano dalla soccombenza che comune potrebbe subire in merito agli espropri dell'area del piano di insediamento produttivo di via Sant'Antonio abate. Amara terra mia, cantava Modugno: ma la beffa è che dopo 30 anni di teatri e debiti, alla fine non ci sta neppure il Pip!

Anche la questione rifiuti non è al meglio se si pensa al debito che comune ha nei confronti di Ecoambiente Salerno che ammonta a circa 2 milioni e mezzo. Il debito non è soddisfatto perché comunque ci sono tantissimi cittadini che non pagano i tributi relativi alla spazzatura e quindi, l'unico modo per cercare di risolvere questa situazione debitoria di oltre 2 milioni, è di cercare di incrementare la riscossione in tutti i modi possibili. Insomma, altre mazzate.

Indebitato anche il settore del piano di zona ambito S1 che ha un disavanzo di 4 milioni e mezzo di euro circa: ma cifra, che dipende anche dal fatto che l'esposizione del comune capofila è di non poco conto. Il comune,infatti è soggetto passivo di ogni decreto ingiuntivo e deve avere dei fondi da altri comuni per rispondere a queste accuse di tipo economico. Di questi debiti soltanto 61mila sono effettivamente a carico del comune di Scafati.

Le azioni per risanare il bilancio

Il piano di salvataggio messo a segno dei commissari prefettizi prevede una serie di azioni che in realtà non sono state ancora confermate dalla Corte dei Conti, che non si espressa con l'approvazione definitiva in merito al salvagente. La vera domanda è: potranno bastare le mosse dei commissari per salvare le casse del comune di Scafati trovate, dopo le ultime due amministrazioni, completamente a secco e pienissime di debiti tra spese sconsiderate, anticipazioni di cassa fuori luogo e scelte scellerate? Una soluzione che ancora non è ben chiara ma che fino adesso i commissari hanno deciso con costanza di portarla avanti senza dichiarare il dissesto delle casse comunali. Le scelte si basano essenzialmente su tre filoni.

I Beni Comunali e la Spesa Corrente

Innanzitutto, la triade commissariale ha messo in vendita tutti i Beni Comunali che attraverso 2 bandi ex novo, dovrebbero far ricavare al Comune circa un milione e 700 mila euro. Il problema è che questi due bandi per la messa in vendita di 8 unità immobiliari, fino adesso non hanno prodotto il risultato sperato e infatti, non c'è stata alcuna offerta. La domanda “perchè no?!”, potrebbe avere risposte interessanti sugli abitanti di alcune strutture comunali e sul loro stato.

Un altro taglio di non poco conto riguarda le spese correnti che rispetto agli anni precedenti sono state dimezzate di circa due milioni di euro. La Spending Review è diventata un diktat per tutti i responsabili comunali che devono cercare di ridurre all'osso ogni spesa dei singoli settori. In pratica, per il 2018 nell'ambito del bilancio di previsione da siglare, è stato previsto di contenere le spese nel limite del possibile. Pane e cipolle.

In pratica per i servizi istituzionali e la gestione, saranno spesi 16 milioni di euro circa, un milione e €800000 per l'ordine pubblico e la sicurezza, €900000 circa per l'istruzione, €7500 soltanto per la valorizzazione dei beni e delle attività culturali, €10000 per le politiche giovanili, €65000 per le fonti energetiche, 3 milioni e mezzo circa per accantonare i fondi, un milione e mezzo per ridurre il debito pubblico, 6 milioni e 200mila per lo sviluppo sostenibile alla tutela dell'ambiente, €34000 per il soccorso civile, €122000 per i trasporti e diritto alla mobilità, 6 milioni e 100 mila euro per le politiche sociali e i diritti sociali e quasi un milione di euro per l'edilizia abitativa e l'assetto del territorio. Una spesa totale di 37 milioni a fronte dei 39 che venivano spesi fino allo scorso anno e che il comune non può più permettersi.

Le tasse e i fondi

Un altro filone del piano di recupero, che rientra nel bilancio di previsione del 2018, riguarda i tributi. L'azione dei commissari è volta a recuperare quanti più fondi dai tributi perché il comune ha una percentuale di evasori davvero impressionante. Ma ora è finito il tempo delle mele e inizia quello dei cetrioli.
L'aliquota sono praticamente al massimo già dello scorso anno e si parla di un introito di circa 7 milioni per quanto riguarda la Tasi, circa 3 milioni per l'addizionale IRPEF e 10 milioni di euro e mezzo invece per la Tari. In questo modo l'introito unito a quello delle imposte sulla pubblicità e sui diritti per le pubbliche affissioni e dovrebbero garantire alle casse del comune una cifra di circa 21 milioni di euro. In più si spera sui trasferimenti dallo Stato o da altri enti che potrebbero cercare di rimpinguare le casse comunali. Innanzitutto, i trasferimenti delle amministrazioni pubbliche per quasi 7 milioni, i trasferimenti dalle imprese che dovrebbero costare circa 55mila euro e quelli dell'Unione Europea per altri €75000 che potrebbero garantire non poco alle casse cittadine. Bene, ma non benissimo.

Entrate extra tributarie e permessi a costruire

Nel piano di rientro previsto dalla triade commissariale si parla anche delle cosiddette “Entrate extra tributarie”. È stato previsto l'introito di circa 5 milioni e mezzo di euro per la vendita di beni e servizi e proventi derivanti dalla gestione dei beni, un milione e 300mila euro per i proventi derivanti dalle attività di controllo e della repressione delle irregolarità degli illeciti. Si calcola anche rimborsi da altre entrate correnti in totale l'introito sarebbe circa di 8 milioni e mezzo di euro. A ciò si deve aggiungere anche il possibile introito derivante dai permessi a costruire richiesti a Palazzo di Città: si parla di circa mezzo milione di euro. Anche qui, indovinate chi paga?

Investimenti per la rinascita di Scafati

In termini economici, gli investimenti per la rinascita Scafati previsti nel bilancio di previsione di quest'anno sono molto pochi. Non una questione di lungimiranza, ma di necessità. I commissari non hanno dichiarato il dissesto ma di fatto il comune è praticamente sull'orlo del baratro e di conseguenza, è impossibile pensare a un investimento in crescita senza risanare prima la situazione debitoria esistente. Il percorso è molto lungo e probabilmente il Comune di Scafati si troverà a doverlo affrontare per i prossimi vent'anni. La colpa non è della triade commissariale, ma di chi ha amministrato la città in maniera scellerata fino ad oggi nel corso degli ultimi 10 anni almeno. Questo non lo dice il profeta o il nemico politico, lo dicono le carte. In generale, gli investimenti previsti ammontano a 1 milione e 300 mila euro circa per il 2018, a 20 milioni per il 2019 e a 9 milioni per il 2020.

Le opere pubbliche

Sempre spulciando degli allegati al bilancio di previsione 2018, è stato previsto un elenco di opere pubbliche abbastanza interessante nell'arco del prossimo triennio. Nello specifico per il triennio 2018/2020 le priorità sono la realizzazione del polo scolastico, i lavori su via della Resistenza, i lavori per la strada di accesso alla casa, i lavori per la ristrutturazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata in via Aquino, i lavori per la scuola di via Carducci, per quella di via Martiri d'ungheria, per quella di Capoluogo, per quella di via Sant'Antonio abate. Inoltre prevista anche la sistemazione dell'impianto sportivo polivalente “Io gioco legale” da concludersi nel 2018, lavori di manutenzione straordinaria dell'impianto di pubblica illuminazione, di ampliamento del cimitero di sScafati, i lavori di adeguamento sismico della scuola media Samuele Falco di San Pietro, la realizzazione di un parcheggio ad area attrezzata in via Corbisiero, efficientamento energetico di tutto un impianto di pubblica illuminazione da fare entro il 2019, i lavori di restauro di Palazzo Meyer.

Il personale

Ultimi documenti interessanti allegati al bilancio di previsione riguarda il fabbisogno del personale comunale. Vista la situazione di cassa, non è che si può fare molto, visto il fatto che l'amministrazione si trova in pesante sotto organico. I dipendenti sono 165 in servizio e ci sono 171 posti vacanti. Nel 2018 dovrebbero essere in arrivo a Palazzo di Città 6 geometri di categoria c, un funzionario di polizia municipale, un responsabile urbanistica, un responsabile di fiscalità locale, un istruttore direttivo tecnico, un istruttore direttivo contabile, due agenti di polizia municipale, 3 istruttori amministrativi contabili, 2 tecnico specializzato in urbanistica, cinque unità di categorie speciali. Quindi in totale 23 assunzioni per una spesa di circa €400000. Per il 2019 invece prevista sempre con mobilità ho un concorso l'ingresso di un istruttore direttivo informatico, due istruttori amministrativi, due istruttori tecnici e 4 categorie C ex articolo 1 per una spesa totale di €108000. Per il 2020 invece previste l'ingresso di un istruttore direttivo avvocato è un e di 3 istruttori amministrativi contabili per una spesa totale di €86000.

E quindi?

Carte approvate, ora la parola passa alla Corte dei Conti, sperando che la mareggiata in cui Scafati sta naufragando non porti altri regali da certe “famiglie” e certi gruppi politici che hanno portato la città nella povertà più assoluta. Ora c'è da lavorare per la comunità.

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