FISCIANO - Nella seduta del Consiglio comunale, svoltasi giovedì 26 aprile, l’Amministrazione Sessa e la sua maggioranza hanno riaffermato la volontà di costruire il sito di compostaggio che ospiterà e tratterà 32.000 tonnellate di frazione umida all’anno nella frazione di Soccorso di Fisciano. Su proposta dalla minoranza consiliare, formata dai gruppi Cambia Fisciano e Cittadini per Fisciano, è stato convocato il Consiglio comunale per la revoca di tutti gli atti adottati per la costruzione del sito. «Nella stessa assise la maggioranza comunale, su richiesta espressa dalla Regione Campania - si legge in una nota della minoranza consiliare -, doveva rendere edotto il Consiglio delle integrazioni richieste dall’Ente regionale, nell’ambito della procedura di assoggettabilità del progetto alla Valutazione di Impatto Ambientale. Sia la minoranza, che la folta delegazione dei cittadini delle comunità più vicine alla zona dove sarà costruito l’impianto, attendevano le risposte che l’Amministrazione Sessa dovrà inviare in Regione Campania, ma in modo del tutto inspiegabile e irresponsabile non sono state fornite. Nei mesi scorsi, dopo il no dei consiglieri di minoranza dell’assise fiscianese, sono giunti: il no dei comitati civici di Mercato San Severino e Montoro e quello dei rispettivi Consigli comunali dei due centri dell’Alto Sarno. Dopo un’accesa discussione il Consiglio comunale di Fisciano si chiudeva con la respinta, da parte di Vincenzo Sessa e della sua maggioranza, dell’ordine del giorno che voleva sospendere la costruzione del sito di compostaggio».
L’opposizione affonda il colpo
«In Consiglio comunale si è consumata quella che si può, senza dubbio, definire l’operazione verità. Vincenzo Sessa ha rinnegato la parola data e sottoscritta l’8 febbraio c.a. siglando, insieme ai sindaci di Mercato San Severino e Montoro, la sospensione di tutte le procedure per la costruzione del sito di compostaggio. Molti i malumori manifestati dai cittadini, nettamente contrari alla realizzazione dell’impianto che metterebbe in ginocchio la frazione di Soccorso e quelle dei comuni viciniori. Ai danni per la salute delle persone residenti nelle immediate vicinanze, si aggiungano quelli ambientali e quelli patrimoniali. Le domande restano: È proprio necessario costruire un impianto in una zona dove non ci sono le condizioni territoriali ed è già alto il tasso di patologie derivanti dall’inquinamento ambientale? È indispensabile costruirlo nella zona di tutela e protezione dell’area industriale esistente? È utile in una zona che già paga il prezzo della crisi economica? È necessaria in un comprensorio dove da anni si sta, con notevoli sforzi, cercando di trovare un’identità intorno all’Università degli Studi di Salerno?». Nei prossimi giorni potrebbe registrarsi una risposta da parte del sindaco Vincenzo Sessa e della maggioranza che lo sostiene in Consiglio comunale. E non si escludono iniziative di lotta.


