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Scafati. Antenna in località Cappelle: "Stop all'inquinamento da onde elettromagnetiche"

30 Maggio 2018 Author :  

Stop all'inquinamento da onde elettromagnetiche se non si sa qual è lo stato attuale dei livelli di emissione a Scafati: a dire la loro sono gli attivisti di Scafati in MoVimento dopo il protocollo inviato al comune di Scafati qualche giorno fa sul caso “Antenna telefonica in località Cappelle a Scafati”.
Dopo la sentenza del Tar dello scorso 26 aprile che ha visto il comune soccombere davanti alla richiesta di installazione di un'antenna telefonica in via Di Vittorio, si scatenano gli attivisti di Scafati in Movimento che fanno presente alla Triade commissariale gli obblighi di salvaguardia e controllo che le istituzioni hanno nei confronti dei cittadini:
“L'esposizione costante a radiazioni provenienti campi elettromagnetici di radiofrequenza, come quelli emessi dai cellulari e dai dispositivi wireless, potrebbe essere la causa di alcune forme di tumore: ciò è quanto emerso dal lavoro di un gruppo di ricerca composto da 31 scienziati dell'Agenzia internazionale per la ricerca contro i tumori (Iarc). Ad oggi sono numerosi gli studi in questo ambito. La normativa italiana regolamenta in maniera efficace l’esposizione a campi elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz per la protezione della popolazione con rigorose soglie di riferimento per il limite di esposizione che non deve essere superato in alcuna condizione di esposizione per la tutela della salute umana da effetti acuti, il valore di attenzione, che non deve essere superato negli ambienti adibiti a permanenze prolungate (non inferiori a 4 ore giornaliere) e nelle pertinenze esterne con dimensioni abitabili, quali balconi terrazzi e cortili, per la protezione da possibili effetti a lungo termine - spiegano gli attivisti di Scafati in Movimento - A Scafati il monitoraggio sulle emissioni elettromagnetiche è fermo al 15-12- 2012 come si evince dal sito del Comune di Scafati. Da allora non abbiamo alcuna idea dei livelli attuali di emissioni sul nostro territorio. E se avessimo superato tali soglie? Chi ci assicura sicurezza? ”.
Contestuale anche la proposta di Sim:
“Esistono società pubbliche o private, oltre che enti di università e ricerca che sono disponibili ad installare a costi ridotti o pari a zero, (anche nelle private abitazioni) delle centraline di monitoraggio per registrare h24 i livelli di inquinamento elettromagnetico nel territorio, una situazione preoccupante per la salute dei residenti della zona. Ecco perché chiediamo alla Triade di resistere davanti al Consiglio di Stato al ricorso della società in virtù dell'assenza di un controllo sull'inquinamento da onde elettromagnetiche e poi chiediamo di attivare di concerto con enti di Università o di ricerca, società pubbliche o private, il monitoraggio del territorio in merito alla spinosa questione dell'inquinamento da onde elettromagnetiche per garantire la tutela e salvaguardia della salute dei cittadini del comprensorio. Un controllo necessario anche per rassicurare i cittadini e sgombrare il campo da eventuali dubbi. Si chiede inoltre un incontro per discutere della questione insieme anche ad una delegazione dei residenti della zona” concludono gli attivisti di Sim.

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