"Il Comune di Sarno sta per affidare l'incarico professionale per la redazione di una variante al PUC prevedendo di spendere circa 86.000,00 euro. - scrive il consigliere comunale del movimento Rete Libera -
È paradossale che la predisposizione di una semplice variante al Puc costi alle casse dell'Ente, e quindi a noi cittadini, più di quanto sia costato la redazione dello stesso Piano Urbanistico Comunale.
Siamo all'assurdo, ma purtroppo è così.
Non é chiaramente una questione di legittimità, ma di perdere una seria opportunità di sviluppo per la città.
Alcune domande sorgono spontanee:
Perché si continua ostinatamente a prevedere l'ampliamento dell'area industriale, anche se la stessa è ancora incompleta e piena di criticità, ipotizzando altri interventi urbanistici del tutto secondari?
Perché i contenuti di indirizzo alla variante non hanno avuto nemmeno un minimo percorso di confronto preliminare nelle commissioni consiliari e con il coinvolgimento di professionisti e cittadini?
Che senso ha aprire il confronto solo successivamente alla redazione della variante Puc che sarà redatta in conformità degli indirizzi politici già impacchettati e richiamati nell'incarico dato ai progettisti?
Perché non si comincia ad investire prioritariamente in un piano serio di recupero e valorizzazione del centro storico e delle aree di rilevanza storica?
Quando la pianificazione urbanistica non è un elemento di confronto creativo e di partecipazione democratica e diventa una prerogativa di pochi "intimi", che decidono per tutta la comunità, non è mai un buon segno per il futuro".


