Coronavirus. Sanità, Odierna (Lega): "Serve istituzione unità di crisi e l'organizzazione della medicina sul territorio, si rischiano altri morti"

23 Aprile 2020 Author :  
“L’istituzione dell’unità di crisi per affrontare al meglio l'emergenza Covid -19, l’ho proposta un mese fa ma ancora oggi nulla è stato fatto. Poteva essere importante in particolar modo per i sindaci”. A parlare è il capogruppo della Lega in consiglio comunale a Sarno Sebastiano Odierna, già assessore alla sanità della provincia di Salerno. “E’ dall’inizio dell’emergenza in Regione Campania che ho chiesto l’istituzione dell'unità di crisi composta da:  Prefettura, Protezione Civile, forze dell'ordine, Asl, Piani di zona e i sindaci dei comuni dove sono presenti ospedali e distretti sanitari.  – dichiara Odierna - A mio parere, sarebbe un modo questo per dare maggiore autorità ai sindaci, poiché sono le massime autorità sanitarie e devono compartecipare alle decisioni”. Poi Odierna parla dell'organizzazione della medicina sul territorio, “Oggi la cosa più importante è organizzare la medicina sul territorio poiché, in questo momento, tutte le fasce deboli come: disabili, cardiopatici, diabetici, malati oncologici sono completamente abbandonati e non riescono ad avere le cure adeguate, poiché gli ambulatori sono chiusi.  Oggi nella gente è nata la psicosi di andare in ospedale, ed è questo un fatto che non deve assolutamente accadere. Rischiamo altri morti in questa fase di emergenza”. Inoltre, aggiunge, “Il governatore della Campania Vincenzo De Luca per quanto riguarda la sanità ha fatto solo proclami spendendo soldi per costruire gli ospedali stop Covid, in moduli prefabbricati, nelle tre aree individuate nei pressi di altrettante strutture ospedaliere: a Napoli l’ospedale del Mare di Ponticelli, a Caserta l’azienda ospedaliera San Sebastiano e il San Giovanni e Ruggi d’Aragona a Salerno. Per l’importo di 15,5 milioni di euro: 10,3 per Napoli, 2,6 per Salerno e per Caserta. Gli stessi soldi, invece, li poteva investire per migliorare le strutture ospedaliere fatiscenti della Regione Campania. Dall'inizio dell’ emergenza, inoltre, mancano i dispositivi di sicurezza per personale sanitario (Dpi) e solo grazie alla grande solidarietà delle tante associazioni del territorio che gli operatori sanitari dei nostri ospedali non sono stati lasciati senza. Un ritardo che si è rivelato in alcuni casi fatale, personale mandato al fronte a mani nude e senza alcuna protezione e per questo esposto a un gravissimo rischio infezione, fino a farlo divenire vettore di contagio all’interno degli stessi ospedali e nelle rispettive comunità.  Un elogio va fatto ai direttori sanitari, medici, infermieri e operatori sanitari tutti degli ospedali di Sarno, Nocera Inferiore, Pagani e Scafati che, nonostante le difficoltà hanno retto bene alle criticità e solo grazie al loro grande impegno e al loro grande lavoro e spirito di sacrificio gli ospedali sono rimasti aperti. Anche per quanto riguarda la questione dei tamponi agli operatori sanitari ci sono dei forti ritardi in Campania, tutto questo ha provocato tanti contagi proprio all’interno degli stessi ospedali. Per non parlare dei medici di base che sono stati lasciati completamente soli, senza alcun dispositivo di sicurezza”. Infine, Odierna parla del grande esodo dal Nord al Sud Italia e in particolar modo in Campania “Si poteva ancora di più limitare il contagio nella nostra Regione. – aggiunge Odierna -  Bastava prevedere delle strutture per accogliere tutte le persone provenienti dal Nord e metterli in isolamento per 15 giorni ed evitare, in questo modo, di farli entrare in contatto con le proprie famiglie”.

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