Lavori di sistemazione delle vasche di vallone Santa Lucia, Villa Ruotolo, Castagnitiello, San Marco e Villa Venere, la Regione Campania mette a rischio la realizzazione delle opere: il Comune dovrà dare chiarimenti tecnici sul progetto entro il 5 novembre, altrimenti il progetto sarà “archiviato”.
La burocrazia rischia di bloccare le opere post frana del 5 maggio 1998. L’intervento in questione è inerente la sistemazione definitiva delle aree a rischio idrogeologico e per il ripristino delle aree sede delle colate di fango presso i Valloni Santa Lucia, Villa Ruotolo, San Marco e Villa Venere siti sul versante sud del monte Saro che sovrasta la frazione di Lavorate. Il soggetto proponente è il Comune di Sarno, guidato dal sindaco Giuseppe Canfora, per conto dell’ex Commissario di Governo e dell’Agenzia regionale Arcadis, il quale lo scorso febbraio ha depositato agli uffici di Palazzo Santa Lucia il progetto redatto dagli ingegneri Giovanni Di Marco e Sergio Ferrara che, nel 2019, hanno ricevuto l’incarico per l’aggiornamento normativo ed economico dei lavori, l’ultimo stralcio del complesso di opere di messa in sicurezza dal rischio idrogeologico nel comune di Sarno realizzate a seguito dei tragici eventi del 5 e 6 maggio 1998. Tale progetto, già approvato dal Commissariato di Governo nel 2002, riguarda essenzialmente: la realizzazione di una traversa sul Vallone Santa Lucia finalizzata ad accumulare il materiale piroclastico esistente, la realizzazione di un canale per le acque che ad oggi sono senza recapito naturale e che interessano le abitazioni poste a valle, nonché la realizzazione di alcune piccole briglie il cui scopo è diminuire la pendenza, e quindi la velocità, delle colate d’acqua. Tuttavia, nonostante il progetto sia stato oggetto anche di una procedura di appalto nel 2008, le opere non sono state mai realizzate. Allo stato la documentazione progettuale è al vaglio dell’Ufficio valutazione ambientali della Regione Campania, in quanto i lavori da effettuarsi ricadono in un sito "Natura Rete 2000", ossia una rete di protezione speciale per la tutela della fauna e delle biodiversità. A tal proposito. la Regione Campania, nella persona del dirigente dell’ufficio per le Valutazioni ambientali, Simona Brancaccio, ha richiesto all’Ente municipale delle integrazioni da fornire entro il 5 novembre prossimo. Tra le trentadue richieste di integrazioni progettuale avanzate, si evince, tra l’altro che la
Regione è in disaccordo con il Comune sull’ assenza di rischi per l’habitat e le specie animali «Questa affermazione non è adeguatamente motivata in particolar modo in considerazione dell'immissione in un ambito naturale di strutture antropiche» ha scritto la dirigente . Ed altresì «Si chiede di integrare con una analisi qualitativa e quantitativa degli impatti derivanti dal traffico veicolare durante la fase di cantiere in particolare sulle componenti floro faunistiche, tenendo conto della sensibilità ambientale dell'area interessata”. Alla luce di ciò per il Comune di Sarno sarà una vera e propria corsa contro il tempo per non vedersi respinto il progetto per la messa in sicurezza del monte Saro.


