Decadenza del Sindaco di Sarno Giuseppe Canfora, ieri a palazzo San Francesco una conferenza stampa convocata dai capigruppo di maggioranza per discutere dell'attuale situazione amministrativa. Una conferenza dove ci aspettava la presenza dell'ex primo cittadino decaduto, ma purtroppo non è stato cosi. Giuseppe Canfora ha scelto la strada del silenzio, anzi, ha deciso di essere un cittadino qualsiasi e assistere alla conferenza stampa tra il pubblico presente. L'ex primo cittadino, come fanno sapere gli stessi capigruppo di maggioranza, è deciso anche ad impugnare l'atto della sospensione firmato dal Prefetto di Salerno Francesco Russo.
Ad aprire la conferenza stampa il sindaco facente funzioni Eutilia Viscardi che ha risposto sulla questione della legittimità degli atti amministrativi:
"Senza alcuna polemica o presunzione, ritengo che si possa affermare, senza alcun dubbio, che il Sindaco dottor Giuseppe Canfora debba considerarsi decaduto quantomeno dalla notifica del provvedimento prefettizio al Comune di Sarno. Alcuni sostengono che la decadenza si perfezioni solo con la presa d’atto del Consiglio Comunale e conseguente scioglimento successivo. - spiega Viscardi - La mia affermazione si basa sulla normativa vigente, su pareri del Ministero dell’Interno che riprendono anche sentenze della Cassazione, su casi simili e recenti come quelli relativi ai comuni di Pagani e di Reggio Calabria.
Secondo il Ministero dell’Interno, la eventuale interpretazione secondo cui l'intervento del Prefetto e quello del consiglio comunale hanno natura meramente dichiarativa, mentre il momento costitutivo è rappresentato unicamente dalla sentenza di condanna priverebbe di ogni significato la norma che prevede la comunicazione della decisione al Prefetto il quale, accertata la sussistenza di una causa di sospensione, provvede a notificare il relativo provvedimento agli organi che hanno convalidato l'elezione o deliberato la nomina. Non si vede infatti quale finalità dovrebbero soddisfare l'accertamento da parte del Prefetto della causa di sospensione e la successiva comunicazione se la sospensione medesima dovesse intendersi già operante a seguito della sentenza. In tal caso infatti sarebbe sufficiente prevedere la comunicazione da parte della cancelleria direttamente all'organo consiliare.(Cass. Civ., Sez.I, 8 luglio 2009,n.16052).
Sia il Ministero che la Cassazione hanno indicato con precisione che la sospensione o la decadenza dalla carica di sindaco decorrono dalla data della notifica all'Ente del provvedimento adottato.
L’intervento del Prefetto e del Ministero dell’Interno è sempre necessario in quanto l’applicazione della Severino non è automatica per ogni tipo di reato ma è prevista solo per quelle fattispecie indicate dalla Severino stessa. Ad esempio, dopo la sentenza di primo grado, il Prefetto esaminò la fattispecie e, trattandosi di sentenza non definitiva per tentativo di concussione e non per concussione, emise parere con il quale appunto riferiva agli organi consiliari che non si applicava la Severino. Lascia il dubbio che dopo la sentenza di secondo grado non vi sia stato alcun provvedimento che poi è scattato dopo la definitiva, ma questo è altro argomento piuttosto complesso.
Nei comuni di Pagani e Reggio Calabria, il Sindaco, dichiarato poi decaduto, aveva nominato la giunta ed il Vice – Sindaco, dopo la sentenza di condanna, ma prima della notifica del provvedimento prefettizio e non si sono annullati gli atti precedenti per cui i due vice – Sindaci hanno assunto il ruolo di Sindaci facenti funzioni fino alle elezioni.
Non vi è nessuna norma che stabilisce che la decadenza ha efficacia retroattiva e che quindi i suoi effetti decorrono dalla emissione della sentenza e non vi potrebbe essere.
Del tutto sbagliato è chiedere agli uffici il controllo degli atti che non è di loro competenza; la possibilità di annullare un atto è di competenza esclusiva della magistratura amministrativa, quindi Tar. Ripeto senza alcuna presunzione", conclude Viscardi.
Bacarelli e Mareschi: "Andiamo avanti per il bene della città"
A parlare della situazione politico amministrativa ed a spiegare i motivi del perchè andare avanti e portare a termine il mandato elettorale sono i capigruppo di Italia Viva e Italia è Popolare
"Questa maggioranza eletta nel 2019 porta avanti un programma elettorale sottoscritto da tutti quanti noi. - spiega Renzo Bacarelli capogruppo di Italia Viva - Siamo vicini al dottor Giuseppe Canfora e insieme al facente funzioni Eutilia Viscardi porteremo avanti fino alla scadenza del mandato il nostro programma elettorale. Abbiamo una responsabilità politica ed amministrativa che forse in tanti non ci riconoscono. Il nostro obiettivo è portare a compimento tante opere che da qui a qualche mese partiranno nella nostra città. Le alternative erano due: o un commissario prefettizio, che si limita ad una ordinaria amministrazione, o una amministrazione eletta che pur tra mille difficoltà porta avanti tante cose che purtroppo in questi anni per tante difficoltà, vedi ad esempio il Covid, non è riuscita a portare avanti. Questa la domanda che ci siamo posti, ed è per questo che abbiamo deciso di portare avanti la nostra azione amministrativa. Poi sarà la città a giudicare questa maggioranza di centrosinistra. Andiamo avanti e cerchiamo di portare a compimento i tanti progetti messi in campo".
Sulla stessa lunghezza d'onda è il capogruppo di Italia è Popolare per Canfora, Ida Mareschi"Devo ringraziare il sindaco Canfora per la grande azione di responsabilità che ha avuto nei riguardi di tutta la cittadinanza, era molto semplice dimettersi e così far arrivare un commissario, ed invece no il sindaco ha atteso con grande rispetto e responsabilità la decadenza. - spiega Ida Mareschi - Proseguiamo l'azione amministrativa, realizzeremo tutti i 14 progetti del Pnrr, per circa 40 milioni di euro, che sono già in fase di esecuzione: la rotonda di Episcopio, la cava di Lavorate, il lungofiume a Lavorate, la De Amicis, la scuola di Serrazzeta, i lavori nell'area industriale, il parco urbano a via Ingegno, via Ticino, la stazione centrale, i lavori del decentramento della stazione Circumvesuviana e tanti altri progetti. Siamo un'amministrazione seria e vogliamo portare a termine tutti questi lavori".
Sulle dimissioni dell'ex vicesindaco Roberto Robustelli parla l'attuale capogruppo del Partito Democratico Maria Frecentese
"Tutto quello che sta capitando nel Pd era già molto chiacchierato, ne stavamo parlando da parecchio. - spiega il capogruppo Pd Maria Frecentese - Roberto Robustelli ha rappresentato per questa amministrazione una persona che ha tenuto fronte alle emergenze, è stato un vice sindaco eccezionale. Anche io quando sono stata nominata capogruppo mi sono legata a lui, l'ho conosciuto meglio da vicino. Questa è una scelta e vorremmo sapere da lui a cosa stia pensando e quali sono i motivi veri che lo hanno portato a queste dimissioni. Spero che questo per lui non significhi smettere con la sua attività politica, credo e spero che possa rientrare, pure perché ha militato sin da piccolo nel Partito e resta una figura importante per il Partito. Sicuramente la situazione è critica e chi in questa situazione ha avuto ricadute maggiori siamo noi del Pd, a cominciare dal Sindaco Canfora. Siamo tutti convinti che questa maggioranza però, può arrivare al termine del mandato, credo che lo debba fare e che per la città sia la soluzione migliore".


