Moduli prefabbricati nel mercato ortofrutticolo di Sarno per ospitare i bambini della scuola di Serrazeta. Una scelta contestata dall' opposizione per gli elevati costi, una spesa complessiva che ammonterebbero ad oltre mezzo milione di euro. A sollevare la polemica il consigliere comunale di opposizione Giovanni Montoro e il partito Sarno Democratica.
"La scelta di istallare i moduli prefabbricati che nella zona ormai degradata del mercato ortofrutticolo merita un approfondimento serio. - spiega Giovanni Montoro -Occorre fornire qualche cifra anche per informare tutti icittadini.
Quando costerà questa scelta al Comune di Sarno?
- Circa duecentomila euro per noleggiare i prefabricati per 18 mesi
-Altri duecentomila euro circa per riscattare eventualmente i moduli presi a noleggio
-Centoquarantamila euro per i lavori di preparazione necessari ad istallare i moduli prefabbricati
Siamo ad una spesa totale di quasi mezzo milione di euro, per l'esattezza quattrocento quarantamila euro, per una soluzione temporanea relativa al trasferimento di otto classi con i relativi spazi annesi in uno spazio che dovrebbe essere utilizzato per il mercato ortofrutticolo.
Secondo secondo i prezzi medi delle costruzione certificato da osservatori pubblici riconosciuti, il Comune di Sarno avrebbe costruito un immobile ex novo pienamente rispondente alle normative vigenti e alcune centinaia di metri quadrati.
Amministrare significa o pianificare sempre con serietà, ragionare secondo principi di ragionevolezza ed economicità e poi scegliere la cosa migliore.
Esaminando gli atti amministrativi è evidente l' assenza di una seria analisi formale e comparativa delle diverse opzioni. Il Comune di Sarno non ha mai effettuata una serie indagine sulle ipotesi alternative.
Non sono mai stati interpellati preliminarmente gli altri dirigenti scolastici e non è stata fatta una manifestazione di interesse pubblica alla quale i singoli operatori privati avrebbero potuto rispondere mettendo a disposizione spazi nel periodo richiesto.
Tutto questo procediamo di analisi manca nel provvedimento amministrativo adottato.
E così ci troviamo a spendere più di 30.000 euro al mese per moduli temporanei e bruciare così una grassa disponibilità finanziaria del Comune Di Sarno.
Penso seriamente che ci siano seriamente gli elementi per un danno erariale al Comune di Sarno e che sia mancata ogni foma di diligenza nella gestione della cosa pubblica".
A contestare la scelta dell' amministrazione comunale anche Sarno Democratica
L’istruzione è uno dei punti cardine del programma elettorale di “Sarno Democratica”, in particolar modo per quella primaria che rappresenta il primo gradino formativo per il “cittadino del domani”.
Nei giorni scorsi si è assistito sui social ad un “botta e risposta” tra l’opposizione e la maggioranza circa l’installazione dei moduli abitativi da destinare ad aule scolastiche in seguito all’abbattimento e la ricostruzione del plesso di “Serrazeta” della scuola primaria.
L’opposizione ha snocciolato i costi che, tra messa in opera, noleggio e riscatto dei moduli, ammonterebbero ad oltre mezzo milione di euro, mentre la maggioranza difendeva la bontà della scelta con foto su facebook e con dati e cifre che tendevano fortemente al ribasso.
Sorvoliamo sulla guerra delle cifre che sono consultabili sull’albo pretorio del Comune, o su un futuro riutilizzo dei moduli e cerchiamo, piuttosto, di inquadrare la questione da un punto di vista prettamente “umano”.
“Sarno Democratica” esprime una vivida preoccupazione sia per la salute di alunni e docenti sia per la qualità dell’insegnamento. Infatti, sono mobili prefabbricati e non sappiamo come possano reagire gli alunni e il personale docente in caso di caldo asfissiante o di freddo pungente, visto che per diciotto lunghi mesi, presumibilmente da Marzo-Aprile 2024 a Ottobre-Novembre 2025 le lezioni si svolgerebbero in tale modalità. Ricordiamo, inoltre, che in Italia si ha un triste precedente: quando, dopo il terremoto dell’Aquila, il governo sponsorizzò le “casette” come soluzione finale per ogni problema di natura emergenziale e invece si rivelarono inadatte e inadeguate.
Tali moduli abitativi, infine, sono stati ubicati all’interno del mercato ortofrutticolo, dove di giovedì si svolge il “mercato settimanale” e i disagi per il traffico saranno notevoli. forse questa non rappresenta proprio una soluzione ottimale:
Ben venga la costruzione di nuovi plessi scolastici, grazie ai fondi del PNRR, a misura di bambino, ipertecnologici e con l’abbattimento di barriere architettoniche e lungi da noi di polemizzare sui “numeri”, di pertinenza degli organi competenti. Tuttavia, ci chiediamo se sia stato chiesto agli altri circoli la disponibilità di ospitare una o più classi.
Le classi del plesso di Serrazeta sono solo otto, se si fosse perseguita tale soluzione, con l’adesione degli altri circoli, con l’istituzione di un servizio navetta per gli alunni, sarebbe costato meno delle cifre ufficiali presenti nell’albo pretorio del Comune.
In fondo bastava applicare il concetto del buon “padre di famiglia” e si sarebbe anche potuto ripensare al servizio di mensa scolastica, croce più che delizia di molti genitori.
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