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Lavoro in Campania, tanti "Neet" e poche misure

23 Gennaio 2017 Author :  

La tematica occupazionale in Italia ha sempre creato ampi dibattiti. Gli slogan politici e i vari governi che si sono succeduti nel tempo non hanno certo migliorato la situazione, se non con strumenti utili soltanto ai proclami e a dimostrare un minimo di impegno. Sono i dati a pesare la criticità del sistema lavoro in Italia: ad ottobre 2016 gli italiani occupati erano 22milioni e 753 mila, all’inizio del governo Renzi i lavoratori superavano di poco i 22 milioni. La differenza è data in gran parte dall’occupazione di italiani tra i 35 e i 50 anni d’età, mentre le generazioni più giovani hanno patito il flusso del lavoro indeterminato e non sono stato certo “premiati” dalla questione voucher. I numeri – si parla del 36,4% dei giovani italiani disoccupati - sono spaventosi, e rappresentano uno dei più alti tassi di disoccupazione giovanile in Europa, ma comunque in calo rispetto al 43% di due anni fa. Va in ogni caso evidenziata l’inadeguatezza delle misure che il Governo ha adottato per combattere la crisi dell’occupazione, strumenti che hanno favorito il precariato anziché migliorare gli scenari.

Se la situazione globale non fa sorridere, è probabilmente ancora più preoccupante quanto accade in Campania,dove la Regione e le opposizioni discutono da tempo sull’effettiva utilità delle misure adottate. Secondo un dossier pubblicato dalla Nidil Cgil Campania, infatti, Garanzia Giovani ha dato la possibilità solo al 12,3% degli intervistati di continuare a trovare lavoro o ad iniziare un percorso di studi. I tirocini in Campania, quindi, dovrebbero aprire porte e prospettive alle nuove generazioni, ma da una parte il lassismo, dall’altra un quadro occupazionale non così entusiasmante – accompagnato probabilmente da esperienze poco formative durante gli stage – hanno trasformato i giovani campani in una generazione di “Neet”.

Il movimento sindacale regionale nutre seri dubbi sull’effettiva utilità della misura: l’assessore al lavoro Sonia Palmieri ha assicurato che grazie a Garanzia Giovani sono arrivate 6740 nuove assunzioni, la Cgil vuole vederci però chiaro, come evidenziato da Andrea Pastore, responsabile delle politiche giovanili: “Siamo in attesa di risposte, sia per il riconoscimento dei tirocini nelle pubbliche amministrazioni (che darebbero modo di aprire le procedure concorsuali ndr.) sia per l’incompatibilità della misura, che non permette a chi ha usufruito di un’opportunità di iscriversi nuovamente al programma ritornando paradossalmente ad essere Neet”.

A rincarare la dose ci pensa Severino Nappi, responsabile di Forza Italia per le politiche per il Sud Italia: “L’Istat parla di una disoccupazione giovanile che sfiora il 40%. Si tratta del peggior risultato dal giugno 2015, quando gli sgravi del Jobs Act dilagavano senza sosta. Nessun governo aveva mai affrontato la questione giovanile in maniera così rocambolesca e disastrosa”. Disastrosa è stata anche la gestione del polo Apple che doveva nascere a Napoli. Si parlava infatti di 600 posti di lavoro nuovi per altrettanti giovani della Campania, con investitori pronti ad investire nel comparto tecnologico per dare il la a possibili segnali di ripresa. La realtà parla invece di posti di formazione in Apple per sviluppare competenze specifiche utili all’azienda, con le borse di studio sborsate dalla Regione Campania e senza l’assicurazione di un futuro all’interno dell’azienda.

Anche la questione Apple in Campania si è rivelata un sostanziale buco nell’acqua, ed è per questo che molti giovani continuano a cercare fortuna in altre regioni, preferendo riporre le proprie speranze al nord Italia o all’estero. Uno spiraglio di luce pare però intravedersi: nelle scorse ore la Regione Campania e il Ministero del Lavoro ha infatti stanziato quasi 33 milioni di euro per assicurare la copertura economia ai 4314 lavoratori socialmente utili impiegati presso gli enti locali del territorio regionale. Una misura che non crea certamente nuove opportunità lavorative, ma che dona qualche speranza in più ad una buona parte della popolazione campana.

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