Quest’oggi tratteremo di una particolare tipologia di persona che potrebbe infiltrarsi nella nostra vita, o magari già esiste, ma che noi non riusciamo a riconoscere e percepire: i cosiddetti Vampiri Emotivi o Emozionali.
Il termine vampiro non è usato a caso, parliamo di persone che si nutrono di noi, della nostra energia vitale, che risiede nella nostra emotività, nel nostro quotidiano, nelle nostre relazioni. Il vampiro emotivo è sostanzialmente vuoto, come morto nella sua essenza ed ha quindi bisogno di sottrarre all’altro energia per andare avanti, come un parassita che si attacca alla sua vittima, consumandola, ha bisogno di attenzioni continue e le pretende, ponendosi in primo piano schiacciando l’altro.
Lo psicologo americano Albert Bernstein ha classificato 5 tipi di vampiro:
1. La vittima: partono dal presupposto che ogni cosa sia contro loro, per cui vogliono essere completamente capiti e accolti, ma la tua essenza il tuo benessere si annullano a causa del suo pessimismo.
2. Il Narcisista: ossia “io prima di tutto”, non prova empatia, non amerà mai nessuno se non se stesso. L’altro è solo un dettaglio di fondo nella sua vita che deve, tuttavia, rispettare il ruolo da lui assegnato, se questo standard non viene rispettato tende a diventare vendicativo.
3. Il logorroico: come appunto dice il nome parla tanto, non instaura un dialogo, parla per sé, si compiace per sé stesso, non è per nulla interessato ai sentimenti dell’altro.
4. Il controllore: è ossessionato dal bisogno di avere ogni cosa sotto controllo, sa tutto, l’emotività dell’altro non esiste. È lui a sapere di cosa l’altro ha bisogno.
5. L’attore drammatico: questa tipologia ha un gran talento nel rendere estremo ogni piccolo problema che gli si presenta, che sia un mal di testa, o una piccola obiezione, tutto diviene un dramma.
Come possiamo intuire dall’elenco che vi ho appena fatto, tutte le tipologie di vampiro emotivo hanno qualcosa in comune, innanzitutto non rispettano alcuna regola sociale o morale, la relazione con l’altro è solo un mezzo, qualcosa da utilizzare per raggiungere uno scopo personale, senza però dar nulla in cambio.
Quali sono le modalità che attiva, come è possibile non capirlo? Le sue azioni manipolatorie sono molto semplici, ma nel contempo estremamente efficaci, e mirano essenzialmente a ledere la dignità dell’altro, ad esempio non riconoscendo o sminuendo un nostro merito, facendo leva su un nostro piccolo disagio. Sono dei manipolatori affettivi, e concentrati su se stessi, ma nel contempo sono estremamente insicuri, e nel loro intimo sentono di essere delle nullità da qui la loro esigenza ad attaccarsi a qualcuno, sono estremamente bugiardi.
All’inizio della relazione sono anche persone carismatiche, sono bravissimi a modificare il loro comportamento in base all’esigenza del momento, ma una volta guadagnata la fiducia dell’altro la sua modalità relazionale sarà la critica, l’offesa fino all’annullamento dell’altro. Quando si interagisce con uno di questi particolari esseri, ci si sente vuoti, scarichi e di pessimo umore. Nel gruppo tenderanno a svilire l’altro dapprima in modo subdolo e velato, poi sempre più platealmente fino a farlo sentire “sbagliato”.
Come possiamo riconoscerli e liberarcene? Certo se abbiamo già instaurato una relazione con un vampiro emotivo, sia essa una relazione sentimentale, amicale o lavorativa non sarà tanto facile perché tenderemo a ricordare ciò che di bello ci ha dato all’inizio, la perfezione che con astuzia ci ha mostrato, una perfezione che si spera possa ritornare, o come spesso accade abbiamo semplicemente paura di rimanere soli. Bisogna porsi una domanda: ne vale davvero la pena?
Se frequentiamo qualcuno che vede il nero ovunque e in qualunque situazione, se tutto diventa pesante, se questa pesantezza ricade sulle nostre spalle, se ci si rende conto che la qualità della vita è peggiorata, se iniziamo a pensare a noi stessi come inutili, incapaci di fare nulla allora, forse, dovremmo riflettere, e chiederci se la persona che è nella nostra vita ci dà qualcosa, se apporta e non toglie. Qualunque relazione, per essere tale, ha bisogno di collaborazione reciproca, i problemi si condividono così come le gioie, l’altro si sostiene non si critica, l’altro, come dice una mia cara amica, “deve essere un valore aggiunto a noi stessi”. Se le cose non stanno così allora non possiamo fare altro che liberarci il prima possibile di questa persona, senza vivere i sensi di colpa che abilmente il vampiro ci ha inculcato, i suoi problemi non sono i nostri. Non si può aiutare chi non vuole essere aiutato.
E la colpa non è nostra!
Dott.ssa Maria Rita Ciancia
Psicologa clinica e di comunità
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Curatrice Rubrica “Namastè” dr.ssa Marciano


