Obesità infantile: passa con lo sviluppo?

20 Febbraio 2019 Author :  

L’obesità infantile è un problema di largo impatto sociale. L’Italia figura tra i Paesi europei con i più elevati livelli di obesità infantile, registrando il 21% dei bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni in sovrappeso e quasi il 10% di bambini obesi.

Fino a qualche generazione fa, il grasso veniva considerato “bello”, indice di buona salute e rappresentava un’opulenza della famiglia. Gli ambulatori di pediatria, un tempo affollati da bambini sotto-nutriti, oggi pullulano di bambini sovra-nutriti.
Per molti genitori, l’obesità dei propri figli non risulta essere un problema, in quanto vi è la convinzione che successivamente il bambino con lo sviluppo possa dimagrire automaticamente. Ebbene è falso! “Un bambino obeso ha un altissimo rischio di diventare un adulto obeso: tale rischio aumenta con l’età ed è direttamente proporzionale all’entità dell’eccesso di peso.”
Un aumento di massa grassa nel bambino può condurre ad una serie di complicanze che possono manifestarsi sia a breve che a lungo termine. Tra le conseguenze immediate compaiono: lesioni articolari, problemi respiratori e apnee notturne, per quanto riguarda le complicanze tardive invece si ha un maggior rischio di sviluppare patologie metaboliche, diabete, ipertensione e patologie del fegato.
“Mangia tanto che devi crescere!” Quante volte lo abbiamo sentito dire?
In realtà, un bambino durante la fase di crescita non deve mangiare come o più di un adulto, la quantità e la qualità dei nutrienti devono essere calibrate a seconda dell’età.
Stili di vita scorretti, alimentazione non equilibrata, sedentarietà sono alla base dello sviluppo dell’obesità infantile, a tutto questo si aggiunge anche il contesto obesogeno in cui viviamo, tutto ciò che ci circonda ci spinge a mangiare, dalle pubblicità martellanti ai social media invasi da cibi spazzatura ed altamente processati.

Come combattere l’obesità infantile?

Il cambiamento dello stile di vita in età pediatrica funziona solo se viene coinvolta tutta la famiglia, il ruolo dei genitori è fondamentale a tal fine. Gli interventi di prevenzione richiedono un approccio combinato con il coinvolgimento anche della scuola e della comunità in generale. Fin dal primo anno di vita si deve educare il bambino ad uno stile di vita sano e attivo. Poche semplici regole possono aiutare nel raggiungimento dell’obiettivo:
1. Non saltare i pasti, compresi gli spuntini di metà giornata
2. Assumere una colazione adeguata, la prima colazione permette di iniziare la giornata con energia senza arrivare stanchi e affamati al pranzo.
3. Mangiare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno.
4. Limitare il consumo di dolciumi e bevande zuccherate, che non saziano e non dissetano, ma apportano solo una quantità eccessiva di grassi e zuccheri.
5. Bere molta acqua.
6. Ridurre l’utilizzo di tv, videogiochi e smartphone
7. Prediligere giochi di movimento all’aria aperta.
Concludendo... genitori, nonni, zii abbiate cura dei vostri bambini. Uno scorretto stile di vita e una cattiva alimentazione oggi, possono diventare un grave problema domani, quando i vostri figli avranno raggiunto l’età adulta.

Dott.ssa Maria Rosaria Lanzieri
Biologa Nutrizionista
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