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Boom trapianti e donazioni nel 2021, Italia torna a livelli pre-Covid, bene la Campania

18 Gennaio 2022 Author :  
È boom di trapianti e donazioni nel 2021: dopo la brusca frenata del 2020, quando l'impatto della prima ondata del Covid aveva portato a un calo complessivo del 10%, nel 2021 la Rete trapianti ha segnato un +12,1% sul fronte delle donazioni di organi e del 9,9% su quello dei trapianti. È quanto emerge dal report del Cnt, Centro nazionale trapianti, relativo al 2021. Balzo in avanti anche per le adesioni alla campagna di donazione: +68,8% sì, la più alta percentuale da quando l'adesione avviene all'anagrafe comunale al momento del rinnovo della carta di identità. "Dalla nostra rete di donazioni e trapianti arrivano notizie incoraggianti - commenta il ministro della Salute, Roberto Speranza - Risultati raggiunti nonostante la pandemia grazie alla forza del nostro SSN e al grande lavoro dei suoi professionisti".Torna sopra quota 1.700 il numero dei prelievi di organi, come prima dell'avvento del covid. Complessivamente le donazioni nel 2021 sono state 1.725 contro le 1.539 del 2020 (+12,1%), di cui 1.363 da donatori deceduti (+10,4%) e 362 da viventi (+19,1%). Sono stati 3.778 i trapianti eseguiti in Italia nel 2021, 341 in più rispetto al 2020 (+9,9%), il terzo miglior risultato di sempre in Italia.Il tasso di donazione è risalito a 22,9 donatori per milione di abitanti: meglio del 2020 (20,5) ma anche del 2019 (22,8). Valle d'Aosta, Toscana ed Emilia Romagna si confermano le regioni con il maggior numero di donazioni in rapporto alla popolazione. Le regioni del Centro-Sud restano ancora molto indietro rispetto a quelle settentrionali, ma sono tutte in recupero: molto positivo il bilancio della Basilicata (che sale da 5,3 a 18,1), dell'Abruzzo (+8,6) e di Puglia e Sicilia (+5,4). A spingere verso l'alto l'attività di trapianto è anche il calo delle opposizioni al prelievo degli organi rilevate nelle rianimazioni: nel 2021 i 'no' si sono fermati al 28,6%, contro il 30,2% dell'anno precedente. Quattro volte su 5 sono i parenti del deceduto a negare l'espianto. Il miglior risultato è stato ottenuto in Veneto (tasso di opposizione del 18,8%, -4,4 rispetto al 2020), e anche nelle regioni meridionali la situazione è in netto miglioramento: la Campania ottiene un risultato più positivo della media nazionale (27,8% di 'no', un anno prima l'opposizione era al 37,7%), e diminuzioni tra il 6 e il 17% si sono registrate anche in Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, oltre che in Abruzzo, Umbria e Liguria.Sul fronte dei trapianti d'organo, la regione nella quale sono stati effettuati più trapianti è stata la Lombardia (686), seguita da Veneto (523) ed Emilia Romagna (486). Per quanto riguarda i soli trapianti da vivente, è il Veneto a guidare la classifica nazionale (76), davanti a Emilia Romagna (64) e Lazio (46).Bilancio positivo anche per l'attività di donazione e trapianto di cellule staminali emopoietiche che ha registrato una crescita, circostanza che era avvenuta anche nel 2020, nonostante la pandemia. I trapianti da donatori non consanguinei sono stati 931 (+6,4%), mentre le donazioni effettive sono arrivate a quota 300 (+4,2%) di cui ormai quasi il 90% prelevate da sangue periferico (più semplice e rapido), mentre diminuisce ancora la donazione "tradizionale" da midollo osseo vero e proprio. Sono stati 24.227 i nuovi donatori potenziali registrati, iscritti nel Registro dei donatori di midollo osseo Ibmdr. "È un risultato straordinario l'incremento del 12,1% delle donazioni di organo e del 9,9% dei trapianti nel 2021. Straordinario perché, nonostante l'enorme pressione dei pazienti Covid, nelle Terapie intensive i rianimatori non hanno mai smesso di sensibilizzare alla cultura del dono e non si sono mai fermati con i prelievi di organo. Anzi. Hanno fatto molto di più. A fornire un contributo fondamentale per raggiungere questi numeri sono stati, inoltre, i chirurghi e tutti gli altri professionisti che hanno lavorato nelle sale operatorie per dare ai malati una seconda possibilità attraverso il trapianto", ha commentato Giovanni Migliore, Presidente di Fiaso.

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