Ipotiroidismo e alimentazione, ecco alcuni consigli

06 Aprile 2019 Author :  

La tiroide è una ghiandola dalla tipica forma di farfalla che si trova nella parte anteriore del nostro collo, tra laringe e trachea. Ha un ruolo fondamentale nel nostro organismo poiché produce gli ormoni tiroidei che sono coinvolti in numerose funzioni di crescita e di sviluppo come ad esempio la regolazione della temperatura corporea, del metabolismo e dello sviluppo cerebrale.
Per questo motivo quando questa ghiandola funziona troppo o troppo poco crea numerosi problemi all’organismo.

Quali sono le più frequenti alterazioni della tiroide?

Le cause di alterazioni della tiroide possono essere molteplici, le più frequenti sono: l’ipertiroidismo vale a dire il funzionamento della tiroide al di sopra del normale e l’ipotiroidismo cioè quella condizione patologica causata dall’incapacità della tiroide di sintetizzare una quantità di ormoni adeguata alle esigenze dell’organismo. La forma di ipotiroidismo autoimmune prende il nome di Sindrome di Hashimoto, in questo caso il sistema immunitario attacca le cellule sane intaccando la produzione normale degli ormoni tiroidei.

Quali sono i sintomi dell’ipotiroidismo?

La mancata o ridotta produzione di questi ormoni determina un rallentamento generale del metabolismo con sintomi come: stanchezza, aumento e difficoltà a perdere peso, intolleranza al freddo, transito intestinale rallentato, scarsa capacità di concentrazione, calo dell’umore, dolore alle articolazioni, perdita di capelli ecc.

L’alimentazione può influire sulla salute della tiroide?

L’alimentazione da sola non è la soluzione all’ipotiroidismo, essa va associata a terapie, integrazioni adeguate e sport. Tuttavia ci sono alcuni nutrienti che possono influire positivamente sulla salute di questa piccola ma, fondamentale ghiandola.
Un minerale necessario alla produzione degli ormoni tiroidei è lo iodio. Su scala mondiale, la scarsità di iodio nella dieta è la più comune causa di ipotiroidismo. L’utilizzo routinario del sale iodato per cucinare in quantità adeguate (4-5 grammi al giorno) soddisfa il fabbisogno quotidiano di iodio. Quindi: poco sale, ma iodato! Inoltre, ne sono particolarmente ricchi cibi come pesce, patate, uova, latte e derivati.
Altro aspetto importante è la conoscenza di sostanze in grado di modificare l’assorbimento o l’utilizzo dello iodio, riducendone di fatto la disponibilità, tali sostanze vengono definite “gozzigene”, le ritroviamo soprattutto nella famiglia delle crucifere (broccoli, cavoli, cavolfiori ecc.) ma, anche in alimenti come soia, miglio e in alcuni additivi alimentari come i nitrati presenti nel pesce e nelle carni conservate. È bene sottolineare che l’assunzione di alimenti gozzigeni potrebbe destare preoccupazione solo quando l’apporto alimentare di iodio è già particolarmente basso.
Il selenio è un micronutriente che negli ultimi anni, è stato oggetto di molti studi, i quali hanno rivelato il suo ruolo cruciale nel mantenimento della funzione degli ormoni tiroidei, del metabolismo e dell'omeostasi cellulare. La tiroide è caratterizzata da un'alta concentrazione di selenio, che è incorporato nelle selenoproteine. Queste ultime fungono da antiossidanti e, quindi, difendono la tiroide dai radicali liberi e dallo stress ossidativo. Ottime fonti di selenio sono i crostacei, le noci brasiliane, il tonno, le sardine.

Dott.ssa Maria Rosaria Lanzieri
Biologa Nutrizionista
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