Probiotici: sai cosa sono e a cosa servono?

08 Giugno 2019 Author :  

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di probiotici! Oramai, siamo continuamente bombardati da spot pubblicitari, prodotti in commercio che vantano proprietà probiotiche. Ma vi siete mai chiesti di cosa si tratta realmente? E se ci sono differenze tra probiotici e i famosi fermenti lattici?

Se facciamo un passo indietro scopriamo che il concetto di probiotico risale agli inizi del ‘900 quando il premio Nobel russo Ilia Mecnikov intuì che i ceppi di batteri (lattobacilli) presenti nello yogurt e nelle bevande a base di latte fermentato potessero apportare dei benefici per la salute umana.
Lo studioso avanzò questa ipotesi osservando la straordinaria longevità delle popolazioni balcaniche, che per tradizioni consumavano molte bevande a base di latte fermentato.
Mecnikov suggerì l’ingestione di colture vive di batteri lattici, il cui ruolo naturale era quello di prevenire i fenomeni putrefattivi nell’intestino.

Il termine probiotico deriva dal greco “pro” e bios” e significa “a favore della vita”. Secondo la definizione condivisa dalla FAO e dall’OMS, i probiotici sono dei microrganismi vivi che una volta ingeriti, in adeguate quantità, esercitano numerosi effetti positivi sulla salute dell’ospite.

Ma quali sono le caratteristiche di un buon probiotico?
Un probiotico per poter essere definito tale deve soddisfare determinati requisiti. Scopriamoli insieme: deve essere innanzitutto di provenienza intestinale umana deve cioè essere normalmente presente nel nostro intestino, essere resistente ai succhi gastrici e alla bile e quindi avere la capacità di sopravvivere anche nell’ambiente acido dello stomaco; deve essere attivo e vitale, deve saper aderire alle cellule intestinali e colonizzarle, e in fine non deve dare alcun tipo di effetto collaterale.

E gli effetti benefici?
Questi microrganismi “amici” dell’intestino svolgono numerose azioni benefiche in particolare, neutralizzano sostanze tossiche o cancerogene, hanno un effetto protettivo sulla mucosa intestinale, bloccano la crescita di batteri patogeni, sintetizzano alcune vitamine, modulano il sistema immunitario attraverso la produzione di sostanze antinfiammatorie.

In quali condizioni sono particolarmente utili?
I probiotici aiutano a ripristinare la flora batterica intestinale in seguito a fenomeni di diarrea causata da virus o dall’assunzione di antibiotici, agendo positivamente anche in caso di malattie croniche intestinali come il morbo di Crohn, la rettocolite ulcerosa. Inoltre, consentono il mantenimento ottimale della microflora vaginale e favoriscono la prevenzione delle infezioni urogenitali più frequenti nella donna come per esempio le cistiti ricorrenti.
Un fattore molto importante, da non sottovalutare è il periodo di trattamento che dovrebbe essere non inferiore a 3-4 settimane e in un quantitativo di almeno un miliardo di batteri al giorno.

Esiste una differenza tra “fermenti lattici” e “probiotici”?
I termini “fermenti lattici” e “probiotici” vengono spesso utilizzati erroneamente come sinonimi.
I fermenti lattici contenuti ad esempio nello yogurt non vanno confusi con i probiotici, poiché essi sono sicuramente microrganismi vivi ma non vitali, questo significa che una volta ingeriti non sopravvivono all’ambiente acido dello stomaco, di conseguenza non arrivano nell’intestino e dunque non possono essere considerati come un probiotico.

 

Dott.ssa Maria Rosaria Lanzieri
Biologa Nutrizionista
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