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“Stellina, ti prego, non lo fare!”, l'aneddoto su Daniele Liotti

09 Aprile 2021 Author :  

di Francesco Apicella

“Dopo il diploma mi sono iscritto, per far piacere a mio padre, alla facoltà di Giurisprudenza” ha raccontato Daniele Liotti, protagonista della serie tv “Un passo dal cielo”, nel corso del programma domenicale di Rai 2 “Da noi….a ruota libera” “papà voleva che io diventassi un bravo avvocato ma io non avevo nessuna voglia di studiare né tantomeno di fare l’avvocato. Dopo i primi due o tre esami andai da lui e gli dissi:” Papà, se vuoi, io la laurea me la prendo pure, però ti faccio un bel quadretto, te l’appiccichi al muro e te lo guardi, soddisfatto, tutte le mattine. Papà, io l’avvocato non lo faccio!” “Allora, lavora!” mi rispose lui “ “Così ho cominciato a lavorare, ho fatto tanti lavori e ho lavorato pure per la società di mio padre, che vendeva libri. Cominciai a vendere libri porta a porta ma non è che bussavo a una porta e dicevo: “Che ti serve un libro?”Ero organizzato, prendevo un appuntamento telefonico con gli eventuali clienti e, poi, mi recavo a casa loro, sicuro di non essere preso a scopate quando bussavo alla porta. Parallelamente, alla vendita dei libri avevo pure cominciato pure a fare qualche pubblicità. Era il 1994, avevo 23 anni ed ero stato chiamato per una pubblicità televisiva delle emiliane Barilla. A volte capitava che mentre entravo in una casa e c’era la televisione accesa, sullo schermo compariva la pubblicità della Barilla, con me dentro. La signora o la figlia mi guardavano con ammirazione. “Ma lei è il ragazzo della Barilla!” esclamavano sorridenti e, trascinate dall’entusiasmo, mi firmavano i contrattini per l’acquisto di libri vari. “Ma come fai a farti firmare tutte ste’ commissioni? Sei agli esordi, è incredibile!….E, poi, con la timidezza che ti ritrovi!”mi diceva mio padre quando tornavo a casa E io rispondevo:”A papà, quando uno è forte, è forte! C’ho talento!”. Mi piace molto il circo e ho lavorato pure nel circo. Un giorno lessi un cartello sulla Cristoforo Colombo (strada di Roma n.d.r) “Cerchiamo attrezzisti, tuttofare, aiutanti, con una paga di 100.000 lire al giorno”. Non mi sembrava vero, ero studente, “squattrinatello”, non ci ho pensato su due volte e mi sono detto:”Vado!”. All’inizio dovevo badare che le persone stessero ai loro posti, guardavo i biglietti e le accompagnavo a sedere, un po’ come fa la maschera al cinema con gli spettatori. Dopo un paio di settimane, vista la passione che avevo per gli animali, mi hanno spostato dal mio posto e mi hanno messo giù nell’arena, dove, poi, si esibivano tutti quanti gli animali , io dovevo controllare che tutto andasse bene, prima del loro numero, dovevo accertarmi che le gabbie fossero ben chiuse, che i cavalli stessero calmi e tante altre attenzioni del genere. Era un lavoro di grande responsabilità! Un giorno capitò l’episodio di Stellina. Stellina era un’elefantessa molto emotiva e poteva succedere che, se si fosse emozionata troppo durante il suo numero, avrebbe potuto fare dei bisognini in pista e questo assolutamente non doveva succedere perché subito dopo di lei entravano dei ginnasti a corpo libero. Immaginate per un attimo il volume dei bisognini di Stellina, proporzionati alla sua mole! Quel giorno il domatore era particolarmente preoccupato, cercò di spiegarmi in un misto di inglese e di italiano male assortito cosa dovevo fare ma io non capii una parola. Poi, per fami comprendere meglio prese una carriola e indicò Stellina. Finalmente, capii quello che dovevo fare e cominciai a pregare affinchè la cosa che temevo, che accadesse, non succedesse. “Va, Stellina, fa il tuo numero ma, ti prego, non lo fare!”le dissi all’orecchio. A un certo punto mi resi conto che qualcosa non andava, vidi “l’oblò” posteriore di Stellina cominciare a dilatarsi in maniera preoccupante; senza indugio, mi fiondai nell’arena con la carriola. Avevo un paio di pantaloni larghi, larghi, a scacchi neri e rossi, la giacca con due vistose spalline, tipo Mazinga, e i bottoni dorati, una roba scandalosa, di tre taglie più grandi della mia. Andai in pista, mi posizionai con la carriola dietro a Stellina e pregai:”Stellina, non lo fare!”. E Stellina non lo fece! Io mi girai sollevato per andare via e, subito, come mi girai, alle mie spalle sentii: pum, pum, paah…Stellina aveva allagato la pista!. Ci fu un grandissimo applauso, io feci un inchino e feci anche…..la mia prima figura di merda”.Ho voluto omaggiare Daniele Liotti con questo aneddoto divertente per la prima puntata di “Un passo dal cielo 6” e, soprattutto, perché oggi lui compie 50 anni. Augurissimi di buon compleanno, Daniele, da parte mia e di tutti i lettori della rubrica, possa la vita premiare la tua bravura e la tua simpatia e darti tanta felicità e successo.

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