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Il collegio cautelare: più̀ garanzie e/o meno responsabilità̀?

02 Febbraio 2026 Author :  

di Raffaele Vitolo

L’inquadramento valoriale e l’impostazione del procedimento cautelare rappresentano il termometro della “temperatura” del sistema prevalentemente accusatorio dell’ordinamento processuale. La privazione della libertà ante iudicium è uno strumento di sicurezza generale ma anche di preoccupazione sociale. Il processo di cognizione passa in secondo piano rispetto alla sofferenza personale ed alla mediaticità di un provvedimento cautelare.
Il tema è “bollente” e dunque le modifiche alla disciplina cautelare diventano (come molti argomenti) un tema che spacca la società.

Il panorama delle opinioni si mescola di interpretazioni rispetto alla possibilità in sede di applicazione di una valutazione collegiale per le sole misure custodiali in carcere (e non come adesso: valuta il giudice competente funzionalmente, e quindi dipende dalla fase e dal grado in cui pende il procedimento), rispetto all’analisi delle esigenze cautelari e rispetto all’interrogatorio preventivo (prevenire è diverso da garantire).

Il collegio cautelare (tre membri) in sede di valutazione dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari è una garanzia di precisione o una deresponsabilizzazione dato il mancato obbligo di verbalizzazione delle singole posizioni e delle opinioni individuali dei giudici. Delle due, una.

Se aumentano “gli occhi” in prima istanza, aumentano anche i “visori” con i mezzi di impugnazione? A quanto pare la normativa delle impugnazioni non è stata rivisitata.
La mancata composizione di un organo collegiale ex novo in prima “battuta” (e si lascia l’applicazione al tribunale del riesame) genera necessariamente l’esigenza di garantire l’impugnazione in Corte d’appello seguendo i criteri dell’art. 11 c.p.p. in modo da evitare l’emissione ed il primo grado cautelare attribuiti al medesimo ufficio giudiziario seppur in funzione diversa.

Genera un interrogativo importante la sperequazione in concreto sulle diverse modalità tra custodia in carcere e le altre misure personali e reali.
La gerarchia delle sofferenze, prima del processo di merito, in questa società consumistica ed iper-capitalistica si ribaltano e di conseguenza un sequestro di beni potrebbe essere visto come più afflittivo (ad esempio un conto di una società). Si è sicuri che il collegio va evitato per un sequestro?

L’interrogatorio di garanzia (tranne che per le esigenze di pericolo di fuga e per la tutela degli elementi di prova) viene anticipato con un metodo preventivo rispetto all’applicazione della misura. Si dice che prevenire è meglio che curare, ma prevenire è meglio di garantire?

Si è sicuri, al netto della cautela ed al netto del termine di indagine, che questo tipo di interrogatorio possa realmente essere di garanzia e non diventare uno strumento di conoscenza troppo anticipato delle indagini al tal punto da pregiudicarle?
Il bilanciamento degli interessi in gioco, durante tutto il procedimento penale, è l’esercizio più complesso del giurista a presidio della funzione sociale del processo penale e dell’esercizio del diritto di difesa.

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